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Cultura - programmi culturali in TV

David di Donatello 2016, premi speciali ai Taviani e alla Lollobrigida

La diretta di Rai1 dal Quirinale per le candidature ai David di Donatello e la diretta Sky di questa sera per la consegna delle statuette.
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La diretta di Rai1 dal Quirinale per le candidature ai David di Donatello e la diretta Sky di questa sera per la consegna delle statuette.
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Intanto, per la prima volta la presentazione dei candidati al Capo dello Stato in una cerimonia al Quirinale insieme blasonata e glamour per la presenza delle star nostrane, è stata trasmetta in diretta da RaiUno.

Sarà invece Sky a mandare in onda in esclusiva, questa sera a partire dalle 19 la premiazione dei candidati, cinque per ogni specializzazione. Anche questa una prima volta, nello scenario degli studi Sky di via Tiburtina, per l’occasione trasformati in fantasmagorico teatro, promette la tv commerciale, con un occhio ovviamente al fasto degli Oscar hollywoodiani.

david donatello 2016 taviani

Ancora una prima volta è uscita direttamente dal cilindro di Gian Luigi Rondi, l’ultranovantenne attivissimo critico che ha tanto a cuore la sua “famiglia del cinema”. E’ stato proprio lui ad annunciarla, la novità, seduto al lato del presidente Mattarella (all’altro lato c’era il ministro Franceschini). “Per il sessantesimo dei David – ha detto in sostanza davanti ai candidati e alle telecamere – ho chiesto al Presidente della Repubblica di consegnare in persona i Premi Speciali. Egli ha accettato”.
Così eccoli stringere tra la mani la statuetta dorata che riproduce il capolavoro della scultura fiorentina. Sono i fratelli Paolo e Vittorio Taviani e Gina Lollobrigida. Loro i registi di capolavori come La Notte di San Lorenzo o del Padre padrone premiato a Cannes, lei la star che per prima vinse il David come migliore attrice con “La donna più bella del mondo”. Era il 1956 e la cornice era quella del cinema Fiamma di Roma.
Gian Luigi Rondi si dice “grato” a Giancarlo Leone (ex direttore di Rai1) per ave favorito la premiazione speciale e averla trasmessa in diretta su Mamma Rai.

david donatella.2016 cattelan

E, ripercorrendo la decisione dell’Accademia del Cinema Italiano di affidare invece a Sky l’evento serale, aveva detto alla presentazione delle candidature: “Quando il presidente dell’Anica Tozzi me ne ha parlato in Consiglio io, che per 59 anni ho fatto i David in collaborazione con la Rai, sono rimasto sospeso. Chi abbandona la strada vecchia per la nuova…ho pensato, ricordando tutte le splendide premiazioni , specie quelle nella cornice di Taormina, e poi l’amicizia che mi lega a Leone. Quando poi Sky ha presentato, anche con immagini, il suo piano, ho votato a favore e tutti gli altri del Consiglio Direttivo altrettanto. E però ho voluto mantenere il rapporto con la Rai, dandole l’esclusiva della trasmissione della cerimonia al Quirinale. Che ha ottenuto oltretutto la diretta”.
Insomma, il passaggio al network nato in Italia nel 2003 è stato da stimolo per Viale Mazzini. E c’è da dire che la trasmissione di questa mattina è stata inappuntabile. Ottima la conduzione che si deve a Simona Sala e Paolo Sommaruga, ottima la regia, pronta a inquadrare i volti di attori, registi, produttori man mano che si snocciolava la “litania” delle candidature, portate spesso in sottofondo audio mentre sullo schermo passavano immagini delle pellicole in gara. Ecco per esempio le scene fantastiche quando i favolistici costumi indossati dagli interpreti in “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone. Ecco i panorami spogli e quasi dolenti di Lampedusa nelle inquadrature di Gianfranco Rosi per “Fuocoammare”, quanto mai tristemente attuale oggi, poiché proprio questa mattina un barcone della speranza si è rovesciato portando a fondo nel Mediterraneo centinaia di corpi. Una tragedia ricordata da Mattarella nel discorso che ha chiuso l’evento, e non si può non pensare che andasse con la mente proprio alle sequenze del docufilm di Rosi, già premiato a Berlino.

david di donatello 2016

Ma le telecamere hanno saputo scovare anche le facce di Paola Cortellesi e di Sabrina Ferilli, sedute accanto in prima fila e vivaci nello scambiare spesso tra di loro occhiate e considerazioni. O dei registi esordienti, anche loro in pole position, come, dall’altro lato il premio Oscar Paolo Sorrentino. Parecchie inquadrature sono andate poi a Claudio Santamaria, il quale con uno snobismo fuori luogo ha tenuto tenacemente in testa per tutta la cerimonia un cappello alla Borsalino. Atteggiamento da divo parvenu, proprio nella giornata in cui, ha sottolineato Mattarella, il cinema, al di là delle singole autonomie, si riunisce come una famiglia che ha in comune interessi ed è mosso da solidarietà.
Appunto di questi “interessi” da rilanciare ha parlato il ministro Franceschini, evocando la nuova legge per il cinema e la necessità che una preparazione cinematografica si attui nelle scuole insieme a quella musicale e artistica. E come Mattarella ha indicato l’importanza che produzioni straniere vengano a girare in Italia, in studios storici e di grande competenza tecnologica e artigianale, come Cinecittà, e come è avvenuto per “Spectre”, l’ultima pellicola su 007.

gian luigi rondi
Il Capo dello Stato ha esaltato il cinema come fucina dell’identità nazionale, ha detto di non credere alla distinzione netta tra film impegnati e non, perché tutto il cinema è cultura. Ha ricordato il recente Oscar ad Ennio Morricone e sollecitato tv e nuovi media a non essere “concorrenti insidiosi ma alleati” della settima arte. E, rivolto ad attori, registi, produttori, costumisti, scenografi, sceneggiatori ha concluso con un “avete il compito di ricordare a noi che l’Italia ha tante qualità per farsi ammirare”.
Ora si attende che si alzi il sipario Sky (che da venerdì scorso ha peraltro dedicato un canale, il 304, ai David, programmando 60 film premiati nelle passate edizioni) sulla cerimonia di questa sera che sarà condotta da Alessandro Cattelan.

A fare incetta di candidature (16) “Non essere cattivo” di Claudio Caligari e “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti. Quattordici candidature a “Youth” di Paolo Sorrentino, dodici a “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone, nove a “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, sei a “La corrispondenza” di Giuseppe Tornatore. Per miglior regista e miglior film concorre “Fuocoammare” di Rosi.

Tra le attrici protagoniste, sfida tra Paola Cortellesi, Juliette Binoche, Astrid Bergés Frisbey, Sabrina Ferilli, Ilenia Pastorelli, Valeria Golino e Anna Foglietta. Tra gli attori protagonisti, Claudio Santamaria, Alessandro Borghi, Luca Marinelli, Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Già dal 18 marzo c’è un vincitore, nella categoria cortometraggi: è Alessandro Capitani per “Bellissima”.

A stasera.


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Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Tutte le notizie sul docufilm in prima visione su Rai Storia a 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.
Massimo Luciani

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Ei fu Rai Storia
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Ei fu Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte è il titolo  del docufilm in onda su Rai Storia. L’appuntamento è in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30. L’occasione è rappresentata dai 200 anni dalla morte di Napoleone avvenuta il 5 maggio 1821.

Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Se Napoleone oggi fosse vivo, sicuramente avrebbe un profilo social pieno di frasi celebri. Una per tutte: “c’è solo un passo dal sublime al ridicolo”. e E certamente avrebbe centinaia di migliaia di follower in tutta Europa, anche se non tutti “amici”.

A immaginare quel profilo, oggi, è il professor Alessandro Barbero a a 200 anni dalla morte, in quel famoso “5 maggio” immortalato da Manzoni. Barbero racconta anche così Napoleone nel docufilm scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano “Ei fu. Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte”, in onda in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30.

Il docufilm è un viaggio dall’infanzia alla fine dei suoi giorni, nella vita del primo grande protagonista dell’era contemporanea. Anzi, stando ai manuali scolastici, di colui che ne ha provocato l’inizio. Un uomo nato su un’isola, la Corsica, luogo remoto di quell’impero che lui stesso fonderà, esportando, paradossalmente, idee rivoluzionarie nell’intera Europa. Incendiando gli animi di milioni di individui in tutto il continente, dividendone e spaccandone l’opinione pubblica, al suo tempo come anche ai nostri giorni.

Il racconto

Il racconto è tutto basato sulle fonti storiche, documenti, biografie, memoriali. Ed è arricchito dalle testimonianze di alcuni grandi testimoni, interpretati da attori, che in alcuni casi erano fan sfegatatati o caustici detrattori, e in altri casi commentatori imparziali. Tra questi Alessandro Manzoni; Luciano Bonaparte, Madame De Stael, Giuseppina Bonaparte, Maria Luisa d’Austria, il duca di Wellington, e alcuni dei suoi soldati, pronti a seguirlo sempre e ovunque.
La narrazione di Alessandro Barbero è interamente ambientata sull’isola d’Elba, in alcuni luoghi del primo esilio napoleonico, come la Palazzina dei Mulini, la Villa di San Martino, il Santuario della Madonna del Monte e i forti Falcone e della Linguella.


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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile: Viaggio nell’Antica Roma

In occasione del Natale di Roma, Alberto Angela ripercorre la storia della città attraverso i monumenti più significativi e i suoi imperatori.
Irene Verrocchio

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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile
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Mercoledì 21 aprile torna in prima serata su Rai 1 Ulisse- Il piacere della scoperta con Alberto Angela. Sono previste quattro nuove puntate ed uno Speciale sui cambiamenti climatici con la partecipazione di Piero Angela.

Il primo appuntamento è dedicato al Natale di Roma. Oggi infatti si celebra l’anniversario della sua fondazione che è avvenuta nel 753 a.C.

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile mausoleo

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis

La prima tappa del viaggio nell’Antica Roma è il Mausoleo di Augusto, che riapre al pubblico dopo 14 anni. Risale al 1 secolo a.C. e si è sottoposto ad un lungo periodo di restauro per salvaguardare la struttura. Attraverso ricostruzioni grafiche inedite il conduttore inoltre ne illustra l’aspetto originario.

Il Mausoleo rappresenta la tomba circolare più grande al mondo con il suo diametro di 87 metri. Il monumento funerario custodisce la tomba del Fondatore dell’Impero Romano.

Alberto Angela si sposta successivamente all’Ara Pacis, l’altare commissionato da Augusto nel 9 a.C.. E’ dedicato alla Pace, alle vittorie dell’Imperatore ed è il simbolo dell’inizio della Roma Imperiale. Oggi l’omonimo museo accoglie numerose mostre d’arte che si alternano nel corso dell’anno.

Il viaggio prosegue a Villa Caffarelli; risalente al Cinquecento. Si trova accanto al Campidoglio ed ospita le 90 opere che fanno parte della Collezione Torlonia. E’ una delle collezioni private più antiche del mondo e riapre ai visitatori dopo settant’anni. Qui è possibile ammirare busti, sarcofagi e statue che sono appartenute alle famiglie patrizie romane.

ulisse il piacere della scoperta 21 aprile colosseo

Il Colosseo, il Palazzo Imperiale, la Colonna Traiana, il Pantheon

Nella puntata del 21 aprile Alberto Angela visita anche il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. E’ il più grande anfiteatro esistente ed è Patrimonio dell’Unesco. I lavori di realizzazione sono iniziati nel 71 d.C. sotto l’Impero di Vespasiano. Ma è stato poi inaugurato dall’Imperatore Tito nove anni dopo.

La tappa successiva è invece il Palazzo imperiale di Domiziano. Era il centro politico della città ed è costituito da 3 aree distinte. Sono la Domus Flavia, Domus Augustana e lo Stadio Palatino. Nella prima avvenivano gli incontri tra i rappresentati politici mentre la seconda era la residenza privata degli imperatori. Lo Stadio Palatino invece era il luogo dedicato alle attività ricreative e sportive.

Focus anche sulla Colonna Traiana, alta 4 metri ed eretta nel 313 d.C.. Su di essa sono rappresentate le fasi della guerra che hanno portato L’Imperatore Traiano a conquistare la Dacia, l’attuale Romania. Il conduttore si reca poi al Pantheon che è stato realizzato tra il 118 ed il 125 d.C.  per volere dell’Imperatore Adriano. Sorge sulle ceneri dell’edificio di Agrippa che è distrutto da un incendio nell’80 d.C.

Alberto Angela, infine, mostra ai telespettatori le fedeli ricostruzioni digitali dei volti degli Imperatori. Li ha realizzati l’artista canadese Daniel Voshart che li ha riprodotti in 3D nei minimi dettagli.

Gli altri appuntamenti di Ulisse il piacere della scoperta

Nella puntata in onda il prossima 28 aprile Alberto Angela racconta la storia di Enrico VII ed Anna Bolena ed omaggia Gigi Proietti.

Il 5 maggio invece si occupa della storia della Civiltà Etrusca mentre il 12 si sofferma sulle figure di San Francesco e Santa Chiara. Mercoledì 19 maggio, infine, Alberto e Piero Angela dedicano la puntata all’ambiente.


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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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