Monte Corno – Pareva che io fussi in aria è un docu-film italiano diretto da Luca Cococcetta, in onda su Rai 5 e disponibile in streaming su RaiPlay. Protagonista della ricostruzione è Massimo Poggio, che interpreta Francesco De Marchi, ingegnere, architetto militare e avventuriero rinascimentale che il 19 agosto 1573 compì la prima ascensione documentata del Corno Grande del Gran Sasso d’Italia.
Il film ricostruisce un’impresa straordinaria e poco conosciuta, compiuta più di due secoli prima della celebre ascensione del Monte Bianco tradizionalmente associata alla nascita dell’alpinismo moderno. Alla ricostruzione storica si affiancano gli interventi di alpinisti, studiosi ed esperti, tra cui Hervé Barmasse, Mario Tozzi, Roberto Mantovani, Stefano Ardito e Vincenzo Brancadoro.
Regia, produzione e protagonisti di Monte Corno – Pareva che io fussi in aria
La regia è firmata da Luca Cococcetta, mentre la sceneggiatura è di Marco Zaccarelli. Il film è prodotto da Visioni Future e ha una durata di circa 72 minuti.
Il protagonista della parte ricostruita è Massimo Poggio, che dà volto a Francesco De Marchi. Il racconto dell’ascensione si basa anche sulle parole lasciate dallo stesso esploratore, permettendo di ricostruire sensazioni e difficoltà vissute durante la spedizione.
Accanto alla parte cinematografica troviamo le testimonianze dell’alpinista Hervé Barmasse, del geologo Mario Tozzi, dello storico dell’alpinismo Roberto Mantovani, del giornalista e scrittore Stefano Ardito e di Vincenzo Brancadoro, presidente del CAI L’Aquila.
Dove è stato girato?
Monte Corno – Pareva che io fussi in aria è stato girato principalmente sul Gran Sasso d’Italia, in Abruzzo, negli stessi territori attraversati dalla spedizione di Francesco De Marchi.
Fondamentale è naturalmente il Corno Grande, che con i suoi 2.912 metri rappresenta la cima più elevata del massiccio del Gran Sasso e dell’intera catena degli Appennini.
Il paesaggio non è semplicemente uno sfondo. La montagna è la vera coprotagonista del film e permette allo spettatore di comprendere la portata dell’impresa compiuta nel Cinquecento, quando non esistevano attrezzature e tecniche paragonabili a quelle dell’alpinismo moderno.
Trama del film Monte Corno – Pareva che io fussi in aria
È l’estate del 1573 e Francesco De Marchi ha quasi settant’anni.
Nonostante l’età e soprattutto l’assenza delle moderne attrezzature da montagna, decide di realizzare un desiderio che coltiva da tempo: raggiungere la cima di quello che allora viene chiamato Monte Corno, oggi Corno Grande.
De Marchi è convinto che quella sia la montagna più alta d’Italia.
La sua motivazione è sorprendentemente moderna: non deve conquistarla per ragioni militari o economiche. Vuole salire soprattutto per curiosità, desiderio di conoscenza e attrazione verso la montagna.
Prima di affrontare la scalata cerca qualcuno che conosca quei luoghi e arriva a incontrare Francesco Di Domenico, cacciatore di camosci che aveva già raggiunto la cima.
De Marchi organizza quindi una piccola spedizione.
Il 19 agosto 1573 il gruppo affronta la montagna, arrampicandosi sulle rocce del Corno Grande con mezzi estremamente rudimentali.
Francesco De Marchi riesce a raggiungere la cima?
Sì. Francesco De Marchi raggiunge la vetta del Corno Grande.
Quando arriva sulla sommità rimane profondamente impressionato dal panorama. È proprio dalla descrizione di quel momento che deriva il sottotitolo del film, Pareva che io fussi in aria.
De Marchi osserva dall’alto le montagne circostanti e prova una sensazione di sospensione, meraviglia e libertà.
La sua relazione scritta dell’impresa diventa una testimonianza eccezionale perché permette di conoscere non soltanto il percorso seguito dalla spedizione, ma anche le emozioni provate da un uomo del Cinquecento davanti alla grandezza della montagna.
Come finisce Monte Corno – Pareva che io fussi in aria?
Il film porta a compimento la ricostruzione della storica ascensione mostrando De Marchi sulla vetta del Gran Sasso.
La conquista della cima non viene però presentata semplicemente come un’impresa fisica. Il punto centrale è la ragione per la quale Francesco decide di affrontare la montagna: salire per il piacere di scoprire cosa ci sia lassù.
Gli interventi degli esperti contemporanei permettono quindi di rileggere l’impresa da una prospettiva moderna.
La prima ascensione del Monte Bianco, compiuta da Jacques Balmat e Michel-Gabriel Paccard nel 1786, viene normalmente indicata come uno degli eventi fondativi dell’alpinismo moderno. Francesco De Marchi aveva però raggiunto il Corno Grande 213 anni prima, spinto da motivazioni sorprendentemente vicine a quelle degli alpinisti contemporanei.
Il finale restituisce così alla sua impresa un posto importante nella storia dell’esplorazione della montagna: il Gran Sasso non è soltanto la vetta conquistata da De Marchi, ma il luogo nel quale un uomo del Rinascimento trasformò la propria curiosità in una straordinaria avventura.
Cast e protagonisti di Monte Corno – Pareva che io fussi in aria
- Massimo Poggio: Francesco De Marchi
- Hervé Barmasse: se stesso, alpinista
- Mario Tozzi: se stesso, geologo e ricercatore
- Roberto Mantovani: se stesso, storico dell’alpinismo
- Stefano Ardito: se stesso, giornalista, scrittore e alpinista
- Vincenzo Brancadoro: se stesso, presidente CAI L’Aquila


