Prisoner of War è un film del 2025, di genere bellico e d’azione, proposto da Rai 4. Diretto da Louis Mandylor, ha come protagonista Scott Adkins e dura circa 113 minuti. Conosciuto durante la lavorazione anche come Death March, unisce il racconto di prigionia ambientato nella Seconda guerra mondiale ai combattimenti di arti marziali.
La vicenda segue James Wright, un aviatore britannico catturato nelle Filippine. Il campo nel quale viene rinchiuso è controllato da un ufficiale che trasforma la violenza in uno strumento di dominio e intrattenimento. La capacità di Wright di resistere agli avversari lo rende una presenza scomoda per i carcerieri e una possibile risorsa per i compagni.
Regia, produzione e protagonisti del film Prisoner of War
La regia è di Louis Mandylor, mentre la sceneggiatura è firmata da Marc Clebanoff, su un soggetto di Scott Adkins. Fra le società coinvolte figurano Odyssey Motion Pictures, Brand in Motion e Myriad Entertainment. La fotografia è di Niccolò de la Fère, il montaggio di Austin Nordell e le musiche di Tasos Eliopoulos.
Scott Adkins interpreta James Wright, ufficiale della Royal Air Force. Peter Shinkoda è il tenente colonnello Benjiro Ito, responsabile del campo, mentre Michael Copon interpreta il sergente Gabriel Villanueva. Donald Cerrone è il capitano Collins e Gabbi Garcia interpreta Theresa. La costruzione dei rapporti fra prigionieri accompagna gli scontri fisici e sposta progressivamente l’obiettivo dalla sopravvivenza individuale alla fuga collettiva.
Dove è girato Prisoner of War
Le riprese sono state realizzate nelle Filippine, nell’area di Subic Bay. La produzione ha lavorato vicino ai territori legati alla battaglia di Bataan, utilizzando il paesaggio locale per costruire il contesto della prigionia. Durante la preparazione un tifone ha danneggiato e allagato parte del set, rendendo necessarie ricostruzioni e modifiche al programma di lavorazione.
Il campo e i suoi dintorni concentrano quasi tutta l’azione. Le baracche, lo spazio destinato ai combattimenti e le postazioni delle guardie definiscono una geografia chiusa nella quale ogni movimento può essere sorvegliato. Il territorio filippino è quindi sia scenario della storia sia luogo delle riprese, mentre le sequenze ambientate nel Giappone del dopoguerra costituiscono la cornice narrativa del ricordo.
Trama di Prisoner of War
Il racconto si apre nel 1950, quando James Wright raggiunge un dojo giapponese e chiede notizie di Benjiro Ito. Ad accoglierlo è Shunsuke, figlio dell’ufficiale. Da questo incontro nasce il lungo ritorno al 1942, che ricostruisce la cattura del protagonista e chiarisce la ragione del suo viaggio.
Abbattuto durante una missione nelle Filippine, Wright sopravvive allo schianto e cade nelle mani delle forze giapponesi. Nel campo di Ito scopre un sistema di punizioni e duelli imposto ai detenuti. Il comandante utilizza i combattimenti per addestrare i propri uomini, umiliare i prigionieri e ribadire un’autorità sottratta a qualsiasi limite.
L’esperienza di Wright nelle arti marziali gli permette di affrontare avversari che avrebbero facilmente sopraffatto altri detenuti. Le vittorie attirano l’attenzione di Ito, incuriosito anche da una tecnica proibita che riconosce nel suo stile. Per il britannico combattere significa guadagnare tempo, ma rifiutare di uccidere indiscriminatamente diventa anche un modo per conservare i propri principi.
Nelle baracche Wright stringe un’alleanza con Collins e Villanueva. Theresa, costretta a lavorare nel campo come infermiera, offre un aiuto indispensabile. Il possibile trasferimento verso un’altra struttura rende sempre più urgente trovare un’uscita: restare significa esporsi a nuove violenze e al rischio della marcia alla quale sono destinati i prigionieri.
Il gruppo cerca quindi di comunicare con le forze alleate. Una radio offre l’opportunità di trasmettere informazioni e coordinare il tentativo di fuga con l’arrivo degli aerei. Il piano richiede preparazione e complicità, ma la sorveglianza di Ito e dei suoi uomini trasforma ogni passaggio in una prova. Collins viene catturato e ucciso prima di poter riconquistare la libertà.
Come finisce Prisoner of War: il finale spiegato
L’attacco aereo alleato provoca il caos nel campo e offre a Wright, Villanueva e Theresa l’occasione per fuggire. Prima di lasciare il luogo della prigionia, James affronta Ito e lo sconfigge. Il comandante riconosce la superiorità del suo avversario e impedisce ai propri uomini di abbatterlo mentre si allontana con i compagni. Ito rimane in vita dopo il confronto.
Il racconto torna quindi al dojo del 1950. Shunsuke rivela a Wright che suo padre è già morto per malattia: il viaggio non può concludersi con una nuova resa dei conti fra i due ex nemici. James affronta invece il figlio di Ito, gli dimostra la tecnica proibita e recupera la medaglia che il comandante gli aveva sottratto durante la guerra.
La conclusione risolve la cornice iniziale attraverso la restituzione della medaglia. Wright ottiene ciò che era tornato a cercare, mentre il confronto con il figlio chiude il legame rimasto aperto con Ito. La liberazione dal campo e il recupero dell’oggetto appartengono a due momenti distinti: il primo riguarda la sopravvivenza, il secondo il bisogno personale di fare i conti con il passato.
Cast di Prisoner of War
- Scott Adkins: James Wright
- Peter Shinkoda: tenente colonnello Benjiro Ito
- Michael Copon: sergente Gabriel Villanueva
- Donald Cerrone: capitano Collins
- Gabbi Garcia: Theresa
- Gary Cairns: Jonesy
- Masanori Mimoto: capitano Endo
- Shane Kosugi: caporale Hirano
- Atsuki Kashio: Hiroshi
- Kansuke Asano: Shunsuke Ito
- Pauline Lopez: Ana


