Le aquile della Repubblica (Eagles of the Republic) è un thriller politico del 2025 diretto da Tarik Saleh, in onda su Sky Cinema Uno e disponibile in streaming su NOW. Protagonista è Fares Fares nel ruolo di George Fahmy, uno degli attori più celebri d’Egitto, la cui posizione privilegiata viene improvvisamente minacciata quando il governo gli impone di interpretare il presidente in un film di propaganda.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2025, il film conclude idealmente la cosiddetta “trilogia del Cairo” di Saleh dopo Omicidio al Cairo e La cospirazione del Cairo. George crede inizialmente di poter sfruttare fama e conoscenze per muoversi senza conseguenze nelle stanze del potere, ma scoprirà presto che avvicinarsi troppo al regime significa entrare in un mondo dal quale è quasi impossibile uscire.
Regia, produzione e protagonisti del film Le aquile della Repubblica
La regia e la sceneggiatura sono firmate da Tarik Saleh, cineasta svedese di origini egiziane. Il film è una coproduzione internazionale che mescola thriller politico, satira e dramma.
Fares Fares interpreta George Fahmy, star del cinema egiziano soprannominata il “Faraone dello schermo”. Ricco, famoso e abituato a ottenere ciò che vuole, George considera inizialmente l’incarico ricevuto dal governo come un fastidio da gestire.
Lyna Khoudri interpreta Donya, giovane attrice con la quale George intreccia una relazione pericolosa, mentre Zineb Triki è Suzanne, moglie del generale che supervisiona il progetto cinematografico.
Nel cast troviamo inoltre Amr Waked nel ruolo di Dr. Mansour e Cherien Dabis come Rula.
Dove è stato girato?
Nonostante Le aquile della Repubblica sia ambientato al Cairo, il film non è stato girato in Egitto.
Le riprese sono state realizzate principalmente a Istanbul, in Turchia, dove la produzione ha ricreato strade, palazzi, alberghi e ambienti istituzionali della capitale egiziana.
La scelta è legata anche alla natura politicamente delicata della storia raccontata. Tarik Saleh utilizza quindi Istanbul per costruire il suo Cairo cinematografico, così come aveva già dovuto fare per alcuni dei suoi precedenti lavori ambientati in Egitto.
Trama del film Le aquile della Repubblica
George Fahmy è l’attore più famoso d’Egitto.
La sua popolarità gli ha garantito una vita privilegiata e la sensazione di poter rimanere lontano dalle tensioni politiche del Paese.
Un giorno, però, riceve una proposta che in realtà non è affatto una proposta.
Le autorità vogliono che George interpreti il presidente egiziano in un grande film celebrativo commissionato dal governo.
L’attore non è interessato al progetto, ma scopre rapidamente che rifiutare non è possibile.
Accetta quindi il ruolo e comincia a frequentare persone vicinissime ai vertici dello Stato. Quello che inizialmente sembra un semplice lavoro cinematografico lo introduce progressivamente nelle stanze del potere.
George è convinto di poter controllare la situazione.
Ma commette un errore ancora più pericoloso quando intreccia una relazione clandestina con la moglie del generale che supervisiona il film.
Da quel momento cinema, sesso e politica diventano parti della stessa trappola.
Perché George Fahmy è in pericolo?
George scopre che il film di propaganda è soltanto una piccola parte di un sistema nel quale arte e spettacolo vengono utilizzati per costruire l’immagine del potere.
Ogni persona che incontra sembra avere un secondo obiettivo.
L’attore viene osservato, manipolato e progressivamente coinvolto in giochi politici molto più grandi di lui. Anche la sua fama, che fino a quel momento gli aveva garantito protezione, smette di essere sufficiente.
La relazione proibita rende la sua posizione ancora più fragile.
George comprende troppo tardi che conoscere i segreti delle persone più potenti del Paese non significa acquisire potere: può significare semplicemente diventare qualcuno che sa troppo.
Spoiler finale: come finisce Le aquile della Repubblica?
Nella parte conclusiva George si rende conto di essere diventato una pedina all’interno di una lotta politica che non comprende completamente.
La sua vicinanza ai vertici del regime e soprattutto la relazione clandestina lo rendono vulnerabile. Le persone che credeva di poter utilizzare per proteggersi sono le stesse capaci di distruggerlo.
Il confine tra il personaggio che George interpreta nel film di propaganda e la realtà diventa sempre più sottile.
L’attore deve scegliere se continuare a collaborare con il sistema nella speranza di salvare se stesso oppure provare a sottrarsi al controllo delle autorità.
La possibilità di una fuga semplice, però, è ormai svanita.
George riesce a salvarsi?
Il finale di Le aquile della Repubblica è volutamente amaro e coerente con la natura del thriller politico.
George comprende che la propria celebrità non lo rende intoccabile. Nel momento in cui il potere decide di utilizzarlo, anche una star nazionale può essere trasformata in uno strumento e successivamente sacrificata.
La conclusione ribalta quindi la posizione iniziale del protagonista. All’inizio George era un uomo abituato a recitare davanti alla macchina da presa e a controllare la propria immagine; alla fine scopre di essere diventato un personaggio all’interno di una storia scritta da qualcun altro.
Il film chiude così la parabola del protagonista con una riflessione sulla propaganda: in un sistema autoritario non conta necessariamente ciò che è realmente accaduto, ma chi possiede il potere di decidere quale versione della realtà verrà raccontata.
Cast completo del film Le aquile della Repubblica
- Fares Fares: George Fahmy
- Lyna Khoudri: Donya
- Zineb Triki: Suzanne
- Amr Waked: Dr. Mansour
- Cherien Dabis: Rula
- Sherwan Haji: Ramy
- Ahmed Khairy: Mostafa
- Donia Massoud: Dounia
- Salah El Hanafy: generale
- Suhaee Abro: attrice


