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Mafia Connection, la docuserie sulle mafie in Italia è su Nove: dai narcos albanesi al boss Messina Denaro

Mafia Connection, arriva su Nove la ducuserie del giornalista Nello Trocchia che affronta il fenomeno delle mafie in Italia.

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Nello Trocchia
Mafia Connection, arriva su Nove la ducuserie del giornalista Nello Trocchia che affronta il fenomeno delle mafie in Italia.
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Arriva sul Nove Mafia Connection, una serie di documentari curati dal giornalista Nello Trocchia al cui centro propone il racconto delle organizzazioni mafiose egemoni in Italia nel 2022. In tutto, quattro docu-inchieste che si imperniano nella denuncia sul potere che i boss e i clan di spicco a livello nazionale e internazionale detengono nella contingenza attuale.

Nello Trocchia ritorna in tv con Mafia Connection, in onda dal 24 settembre su Nove. Proseguendo il filone già tracciato negli anni passati sulla storia dei clan mafiosi più spietati: dai documentari da lui condotti sui Casamonica a quelli sulle organizzazioni criminali più potenti. Il giornalista in Mafia Connection racconterà le inchieste, attraversando terre di mafia. Farà tappa in Puglia, in Campania, in Sicilia, spingendosi sino in Albania. La serie è prodotta da Videa Next Station per Warner Bros Discovery.

Trocchia

Mafia Connection, il racconto delle mafie in Italia

A partire dal 24 settembre alle 21,25 debutta la docuserie Mafia Connection sul canale Nove. E in anteprima su Discovery+. In quattro puntate si imbastisce la trama di altrettante inchieste giornalistiche che ripercorrono la storia dei boss e dei clan egemoni sul territorio nazionale e nel mondo. Rivelando al pubblico le nuove mafie che dettano i diktat nella società e tengono sotto scacco lo Stato. Con una formula documentale e al contempo che adotta un linguaggio da clip filmica, nel documentario Mafia Connection i telespettatori appassionati dei programmi di taglio giornalistico e investigativo, assisteranno alle testimonianze in esclusiva di boss mafiosi e affiliati ai clan. In un racconto parallelo a quello della legalità parleranno rappresentati istituzionali e le vittime della guerra tra clan.

Si entra nel vivo delle realtà mafiose e criminali che spadroneggiano sul territorio nazionale. A condurre la docuserie in prima linea, il giornalista Nello Trocchia. Il prodotto tv Mafia Connection è ideato e scritto da Carmen Vogani per la regia di Lorenzo Giroffi e Ram Pace. Gli autori sono Marco Carta, Lorenzo Avola e Giroffi. Produttore esecutivo, Giulia Cerulli. Il montaggio è curato da Lorenzo Loi, Simone Mele ed Emanuele Svezia.

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Mafia Connection Nello Trocchia

La quattro ducu-inchieste sul Nove

Le quattro puntate in cui si articola e sviluppa il documentario di Nove parte dall’inchiesta sui narcos albanesi. Clan composti da uomini d’affari integerrimi e criminali incalliti dediti al narcotraffico. Fino alla “quarta mafia” che tocca la terra del Gargano, la mafia foggiana in cui ambiscono all’egemonia  una sfilza di clan che si contendono il territorio. Passando per il clan camorristico capeggiato dalla famiglia Moccia, sino all’ultima docuserie sul padrino di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, latitante da quasi trent’anni.

In Mafia connection, Trocchia ricostruisce la storia delle mafie che campeggiano in Puglia, in Campania, in Albania sino al Sud America per raccontare l’espansione dei gangli del potere dei clan albanesi nella terra dei narcos. Verrà mandato in onda in esclusiva il materiale investigativo delle intercettazioni dei narcos albanesi. E l’intervista all’ex ministro dell’Interno albanese Saimir Tahiri, condannato per abuso d’ufficio nell’ambito di un’operazione contro il narcotraffico.

Trocchia

Mafia Connection: dai narcos albanesi alla mafia foggiana

Mafia Connection esordisce in tv sabato 24 settembre. Nella prima puntata, “I narcos albanesi“, si indaga sui clan albanesi, narcotrafficanti e broker tra i più spietati, nonché, killer di professione che hanno acquisito, grazie alla collaborazione con la ndrangheta nel traffico di cocaina, un valore criminale riconosciuto a livello mondiale. Il documentario promosso dal canale Nove mostra la parabola di ascesa della mafia made in Albania. Dalla conquista del mercato della droga in Europa, allacciando rapporti con i narcos in Sud America, centro del narcotraffico della cocaina, che ha fatto assurgere la mafia albanese al livello di potenza criminale al pari della ‘ndrangheta calabrese.

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Le docu-inchieste di Nello Trocchia sulle nuove e vecchie mafie proseguono nella seconda puntata di sabato 1 ottobre con “Puglia sotto attacco“. Al centro i clan disseminati tra Foggia e il suo hinterland che incutono terrore per la ferocia del loro codice. Le mafie foggiane, una realtà criminale ancora sottovalutata, è emersa negli anni più recenti ed è poco conosciuta dalla società civile. I media l’hanno ribattezzata la “quarta mafia”, divenuta ormai un’emergenza nazionale. Bombe che scoppiano all’ordine del giorno per soggiogare imprenditori e commercianti per imporre la legge del pizzo che alimenta il giro delle estorsioni e fa cassa alle organizzazioni mafiose. Senza tralasciare la guerra sanguinosa tra clan per accaparrarsi fette di territorio che finisce per mietere vittime, oltre dei clan rivali, ci sono vittime innocenti, finite in mezzo alla traiettoria dei proiettili vaganti.

Dalla camorra dei Moccia al boss Messina Denaro

Nella puntata di sabato 8 ottobre, intitolata: “I signori della camorra“, la docu-inchiesta è sulla famiglia Moccia. Businessman e imprenditori insospettabili e camorristi senza scrupoli gestiscono un impero composto da clan affiliati che si dirama dalla Campania al Centro Italia. Un clan familiare potente che continua a detenere molto potere, legale e occulto.

Mafia connection Messina Denaro

Il viaggio di Nello Trocchia si conclude sabato 15 ottobre con la docuserie: “Caccia all’ultimo padrino“. Matteo Messina Denaro, il boss di Castelvetrano, latitante dal 2 giugno 1993. Da allora il presunto padrino di Cosa Nostra siciliana è ricercato da tutte le forze di polizia del mondo.

Ma da circa trent’anni riesce a sfuggire ad ogni cattura. Si sospetta una mano occulta che dalla politica ai servizi segreti sino alla massoneria protegga il boss e “detti legge” allo Stato. Matteo Messina Denaro incarna la leggenda del boss imprendibile a scherno delle istituzioni e delle bandiere antimafia.


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