Live non è la D’Urso, diretta 19 aprile 2020, D’Urso racconta un toccante ricordo


Una nuova puntata del talk di Barbara D'Urso, tra interviste esclusive e notizie schock


Questa sera, 19 aprile 2020, alle ore 21.20 su Canale 5 andrà in onda una nuova puntata di Live non è la D’Urso. Nel programma di Barbara D’Urso  non mancherà l’ormai consueto punto della situazione sull’emergenza Coronavirus, con ospiti vip e rappresentanti delle Istituzioni.

Live non è la D’Urso, 19 aprile 2020, diretta puntata

Inizia il programma. Intervengono in collegamento gli ideatori del vaccino per il Coronavirus. I due scienziati italiani,  Piero di Lorenzo e Carlo Toniatti (Presidente e Direttore scientifico della società IRBM di Pomezia), confermano di essere in possesso di un vaccino per il COVID 19 e di essere pronti ad iniziare la sperimentazione a fine aprile.

Qualora i test dovessero avere esito positivo: “A fine settembre avremo il responso e per fine anno saremo pronti a metterlo in commercio”.

Interviene anche Giorgia Meloni, che si esprime in merito alla Fase 2: “Abbiamo tenuto chiuso più di un mese ed abbiamo bruciato qualche decina di milioni di euro, quindi dobbiamo far sì che ciò non sia accaduto invano. Sarebbe un errore sia riaprire per settori che per territori. Andrebbe cambiato il paradigma dicendo ‘chiunque può garantire la sanificazione può riaprire’. Penso che lo Stato dovrebbe farsi carico della situazione, dettando regole per la riapertura e controllando che siano rispettate. Non possiamo desertificare interi settori. Quando riapriremo riaprirà la metà della gente. Il messaggio che dobbiamo dare è che oggi chi resiste è un eroe e che lo Stato riconoscerà a queste persone il sacrificio che stanno facendo. Sei libero di fare, sei un eroe e lo Stato è al tuo fianco. Abbiamo fatto proposte in questo senso, ma non siamo stati ascoltati, chissà magari in futuro”.

Live non è la D’Urso, l’intervento di Giorgia Meloni

La Meloni si esprime poi contraria alla chiusura delle scuole. A suo parere la riapertura a settembre comporta una eccessiva difficoltà per i genitori, che dovendo tornare a lavorare non saprebbero come gestirli.

La D’Urso manda poi in onda un estratto della conferenza stampa in cui Conte ha puntato il dito contro la Meloni e Salvini. La Meloni è molto netta: “Non mi sembra il caso di replicare. Ho visto il Presidente del Consiglio piuttosto nervoso e credo abbia aperto questa polemica con l’opposizione per nascondere i problemi della maggioranza. E’ un gioco irresponsabile al quale non mi voglio prestare. Credo non sia questo il momento delle polemiche. Io credo che sia un problema molto serio. Il Mes se attivato in Italia porterebbe un disastro. In Grecia dopo l’attivazione è addirittura aumentata la mortalità infantile. Se Conte è coerente con le dichiarazioni che avete visto, deve dire no al Mes”.

Live non è la D’Urso, le regioni ed il problema “stagione estiva”

Intervengono il Professor Galli e Giovanni Toti (Presidente Liguria), Stefano Bonaccini (Presidente Emilia Romagna) e Nello Musumeci (Presidente Sicilia).

“Dire se siamo pronti o no oggi è un vero azzardo. E’ abbastanza evidente che siamo lontani dall’esser pronti. Ci sono differenze tra un’area e l’altra del Paese. Dobbiamo evitare la ripresa di focolai. Questo è il punto fondamentale di tutta la storia. Il paese ha bisogno di ripresa e non sono nella posizione di dire non si riapra finchè l’ultima infezione non si sia sopita – anche perchè non sappiamo quando ciò accadrà. Dobbiamo però fare delle scelte per capire in che modo questa cosa possa essere fatta. Altrimenti il 4 maggio sarà solo un’altra data, una falsa speranza. Il mio forte timore è che se si riprende davvero non è inverosimile che luglio ed agosto siano mesi di lavoro e non di vacanza. Non sta a me dirlo, ma è la logica delle cose” – afferma Galli.

La D’Urso manda in onda una simulazione della vita nella fase 2. “Siamo pronti, se ci verrà data la possibilità, all’apertura di alcune attività. Quali sono quelle che abbiamo indicato come primarie? Due. Quella delle manifatture con alta vocazione di export, perchè le merci non portano il contagio, e quello della filiera agroalimentare” – afferma Bonaccini.

Live non è la D’Urso, cubi di plexiglass

Si dibatte dell’approssimarsi della stagione estiva e degli scenari che si prospettano. Riusciremo ad andare al mare? I signori Ferrari hanno presentato un progetto per far sì che anche in spiaggia ci sia il distanziamento necessario.

Il progetto prevede paratie modulari da posizionare a distanza di sicurezza, cubi di plexiglass, stanze a cielo aperto. Gli opinionisti presenti in studio dubitano della comodità di queste postazioni, descritte come “forni”. Ferrari controbatte, smentendo questa ipotesi poichè il materiale da cui sono composte le paratie hanno una particolare protezione contro i raggi UV e perchè attraverso la porta può – a suo parere – ricircolare l’aria.

“Nel ’46 Rimini era la città più rasa al suolo d’Italia, eppure ancora oggi è una delle mete balneari più amate. Abbiamo già un protocollo per questa estate. I plexiglass mi dispiace, sono utili da un’altra parte, ma non li metteremo mai. Noi pensiamo al distanziamento, meno ombrelloni, dispositivi ed uno steward che aiuti a mantenere le distanze di sicurezza. Io mi fido della mia gente e conto che ce la faremo anche stavolta” – afferma Bonaccini.

Toti e Musumeci concordano sull’impossibilità di utilizzare i box in plexiglass in spiaggia. “Abbiamo abbattuto il muro di Berlino, non vorrei costruire quello di Varazzo” – commenta ironicamente Toti.

Live non è la D’Urso, Bernini: “Non possiamo rischiare ancora”

Interviene Annamaria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato: “Vorremmo che lo Stato fosse un po’ più chiaro. Dobbiamo tutelare le aziende come oro perchè sono il 15% del nostro PIL e perchè per loro non sarà facile riaprire. Per noi la fase 2 significa prima di tutto garantire la salute delle persone con mascherine, guanti, tamponi, controlli medici costanti. Questa è la base per la riapertura. Rischiamo di essere gli ultimi ad aprire, di mettere in difficoltà i nostri imprenditori, rischiamo che dall’estero facciano la pesca a strascico dei nostri gioielli di famiglia. Non sono d’accordo con Giorgia, la riapertura deve essere graduale.

Ci sono fabbriche che hanno già i requisiti perchè magari lavorano con i robot, altre fanno più fatica perchè non è possibile mantenere le distanze di sicurezza. Bisogna fare in fretta. Dare soldi veri agli imprenditori, perchè di questo hanno bisogno, concedere loro il tempo per continuare a lavorare e poi non dimentichiamo le fasce d’età. Bisogna che il governo su questo sia chiaro perchè non tutti potranno uscire subito. Non possiamo rischiare ancora”.

Si collegano l’Assessore al Welfare Regione Lomabardia, Giulio Gallera, ed il Vice Ministro allo sviluppo economico, Stefano Buffagni.

Buffagni si esprime sul progetto di ripartenza: “Siamo a lavoro per programmare la ripartenza. Ci stiamo confrontando con il comitato tecnico scientifico per non fare errori che hanno fatto altri Paesi all’estero, che hanno poi dovuto affrontare un secondo picco. Non possiamo permetterci di sbagliare. Certo la sfida è complicata perchè non possiamo permetterci di distruggere il tessuto sociale, né quello economico-imprenditoriale. Dobbiamo farlo senza annunci, senza show, e con un programma chiaro”. 

Live non è la D’Urso, 19 aprile 2020, il parere di Buffagni e Gallera

Si parla del problema parrucchieri, centri estetici e palestre. Queste attività sono tra i settori che potrebbero essere più in difficoltà nella fase 2 perchè difficilmente potrebbero far rispettare distanze e norme di sicurezza.

“I luoghi di lavoro sono anche luoghi di sorveglianza importanti, perchè prendere la febbre tutti i giorni a coloro che vanno in un negozio, coloro che entrano in un’azienda, ci può aiutare a monitorare. Ci sono oggi molte filiere essenziali già in attività e molte altre possono aprire. Nelle grandi città il problema è il trasporto pubblico perchè non ci potranno essere gli orari di punta. Dobbiamo immaginare un nuovo modo di lavorare e di vivere” – dice Gallera.

La D’Urso manda in onda un filmato che mostra come a Cocquio Trevisago il sindaco si sia attrezzato per mettere a disposizione i test sierologici a tutti i suoi cittadini.

Interviene Raffaele Leone, Direttore di Focus, che ha manifestato i sintomi del COVID 19 ed è stato molto male. Nell’impossibilità di sottoporsi al tampone a Milano, Leone è scappato in un altro comune (Robbio) per effettuare il test sierologico. Leone afferma di essere stato costretto a prendere questa decisione per avere una diagnosi, che gli permettesse anche di mettere in guardia le persone con cui era entrato in contatto.

”Dovremo rendere costante ciò che ci è sembrato eccezionale in questo mese. Dovremo abituarci a vivere in un altra maniera. Dal 4 maggio non avremo sconfitto il virus. Certo sta scendendo, ma continuerà a circolare e quindi dobbiamo stare attenti e indossare mascherine, evitare gli affollamenti. Bisogna avere un atteggiamento positivo nei confronti di ciò che ci aspetta, perché se urliamo ha la meglio il terrore” – commenta Michele Cucuzza.

Live non è la D’Urso, Fiordaliso e suo padre Auro

Si collega Fiordaliso, che racconta la sua drammatica esperienza. Ha perso la mamma a causa del Coronavirus e lei stessa ne è stata affetta. Anche il padre Auro ha avuto il virus, ma è riuscito a guarire nonostante l’età avanzata (91 anni). “Mi manca molto mia moglie. Invece di andar via lei dovevo andare via io che sono più anziano. Hai mai provato la sensazione di annegare? È così il virus, ti soffoca, devi respirare piano piano. Se riesci a vincere la paura e non ti fai prendere dal panico riesci ad uscirne. Sono stato 20 giorni in ospedale, ma ancora oggi sono lontano da mia figlia, finché non sarò sicuro al 100% di essere guarito. Bisogna battagliarlo, io sono andato via dall’ospedale sui miei piedi. Se ti lasci andare non sei più capace di venirne fuori” – dice il signor Auro.

Interviene Lemme, che racconta di aver trascorso un mese e mezzo in ospedale a causa del virus. Racconta Lemme che il dottore, interrogato in merito alla terapia che avrebbe somministrato ha risposto: “Preghi, perché non c’è nessuna terapia che le possiamo somministrare”. Al momento del ricovero non si conoscevano infatti farmaci che aiutassero almeno a calmare i sintomi del Covid.

Live non è la D’Urso, il racconto di Adriana Volpe

Adriana Volpe racconta la sua perdita. A causa del Coronavirus è infatti venuto a mancare il suocero. In quei giorni lei era nella casa del Grande Fratello VIP ed ha deciso di abbandonare il reality per sostenere il marito in un momento così difficile. “Mi avevano detto che mio suocero era stato ricoverato ed era molto grave. Sapevo cosa era il Coronavirus, ma al Gf avevamo una percezione diversa rispetto agli Italiani, che hanno avuto il tempo di metabolizzare la situazione comprendendone la gravità. Noi abbiamo capito che la situazione era grave dal silenzio assordante della città.

Quando vieni a sapere che un tuo parente sta male, ti senti morire, sei impaurita, e non vedi l’ora di raggiungere la famiglia per dare il tuo contributo. Quelli che avete visto sono gli ultimi abbracci che ho dato. Solo uscendo ho avuto la percezione di cosa stava accadendo realmente. Il tempo di uscire e di prendere la macchina e ho ricevuto il messaggio che Ernesto non ce l’aveva fatta. Mia figlia ha vissuto il primo lutto e dovevo dare un senso a tutto questo. Non l’ho potuta neanche abbracciare, ma Giselle è stata forte ed ha dato forza a tutta la famiglia”.

Live non è la D’Urso, 19 aprile 2020, speciale Gf Vip

Entrano in studio Antonella Elia ed il fidanzato Pietro Delle Piane. I due sono sorridenti ed affiatati.

In collegamento intervengono anche la vincitrice Paola Di Benedetto, Vladimir Luxuria, Costantino Della Gherardesca e Roberto Alessi.

Viene mandato in onda un video che riassume la carriera televisiva di Paola e la sua evoluzione negli anni fino al Gf vip.

“Oltre ad aver vinto per la sua bellezza, a mio parere Paola deve la vittoria anche a due uomini. Uno è il suo fidanzato, che le ha mandato un video con una canzone e quindi le sue fans avranno votato, e l’altro è Zequila. Penso che dopo che Paola ha litigato con Zequila la gente abbia parteggiato per lei” – commenta sarcasticamente Luxuria.

Si parla poi della vita di Antonella Elia e della sua difficile infanzia dopo la perdita di entrambi i genitori. Barbara si lascia andare ad una confidenza molto intima. Racconta di quando da piccola, dopo la morte di sua mamma, andava in giro con un bottone nero sull’abito ed aveva la foto della madre nel diario. di scuola con scritto: “La mia mamma Vera”. La Professoressa la schernì dicendole “Non è bello che tu dica che questa è tua mamma vera e la nuova moglie di tuo papà è la tua mamma finta”. La D’Urso sembra essere rimasta profondamente ferita da quel commento, per altro frutto di un errore di interpretazione, ma segno di una totale mancanza di tatto ed empatia.

Si alleggeriscono poi i toni, parlando della relazione tra Antonella e Pietro. I due sembrano essersi ritrovati ed aver superato i problemi nati mentre lei era all’interno della casa del Gf. Lamentano però l’eccessiva presenza dei paparazzi, che li hanno seguiti persino al supermercato o in chiesa.

“I paparazzi non vanno in chiesa neanche per Maria De Filippi. Io qualche domanda sul tuo fidanzato me la farei…” – commenta Costantino.



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