Penso che un sogno così conferenza stampa di presentazione con Giuseppe Fiorello


Tutte le dichiarazioni degli intervenuti alla conferenza stampa di presentazione del programma Penso che un sogno così, con Beppe Fiorello. Una serata dedicata a Domenico Modugno.


Penso che un sogno così è lo show di Rai 1 con protagonista Giuseppe Fiorello presentato oggi in conferenza stampa. Vi proponiamo tutte le dichiarazioni degli intervenuti, a partire dalle 12.00.

La serata evento, in onda l’11 gennaio dalle 21.30, è un racconto della storia di Fiorello junior e della sua famiglia, partendo dalle canzoni di Domenico Modugno.

Sono tanti gli ospiti che affiancano Fiorello nel corso della serata; Eleonora Abbagnato, Francesca Chillemi, Serena Rossi, Paola Turci e Rosario Fiorello, il fratello di Giuseppe.

Nel corso della conferenza intervengono invece Stefano Coletta, direttore di Rai 1Giuseppe Fiorello e Claudio Fasulo, vice-direttore di Rai 1.

Penso che un sogno così conferenza stampa, la diretta

Il primo a prendere la parola è Stefano Coletta, direttore di Rai 1.

“Il canale (Rai 1) è in una fase di illuminazione. Siamo contenti perchè il pubblico sta apprezzando quello che stiamo costruendo. Tengo moltissimo a questo lavoro che andrà in onda lunedì. Non è un caso che abbia scelto il lunedì, la sede da molti anni della Fiction, quella legata alla detection. Ho pensato che potesse essere la sperimentazione nella sperimentazione. E’ un progetto coraggioso che spero possiate apprezzare. Mette in luce il talento puro, ma umile. Il talento di Beppe Fiorello, fatto di una capacità artistica plurima.afferma Coletta.

Prosegue poi dicendo che “Quando ho conosciuto Beppe Fiorello ho subito percepito la passione e il rigore che tende all’obiettivo di raggiungere la perfezione. Lui mette il cuore in quello che fa. Parlavo di coraggio perchè oggi per quello che stiamo attraversando, non è retorica, pensavo a quanto abbiamo stravolto le nostre vite. Abbiamo bisogno di bellezza e speranza.” 

Penso che un sogno così conferenza stampa

Penso che un sogno così conferenza stampa, le dichiarazioni di Stefano Coletta

Sempre Coletta, a proposito del programma, aggiunge che “Questa operazione di lunedì è di grandissima bellezza non solo estetica o legata al talento di Beppe Fiorello. Io ho visto il prodotto ieri sera, e sono rimasto attaccato al racconto, che ha una profonda radice di autenticità. Al centro del suo racconto ci sono le radici, la famiglia. Le famiglie possono essere diverse, ma per ognuno di noi resta il centro del nostro essere. Il programma ha un’evocazione onirica già nel titolo, ma resta sempre autentico, nel racconto di una famiglia intrecciata al grande lavoro di Domenico Modugno. Spero che il pubblico accolga quest’operazione: Beppe merita di essere visto.”

“E’ un racconto che ci lega ai legami stretti che portiamo nel cuore, narrato attraverso il talento di questo ragazzo che si spoglia e si mette a nudo, ne sono molto orgoglioso. Non possiamo andare a teatro o al cinema. Questa ‘ una prova di come il servizio pubblico può parlare per queste arti attraverso lo schermo” termina poi. 

Penso che un sogno così conferenza stampa, l’intervento di Beppe Fiorello

Parla poi il protagonista dell’one man show: Giuseppe (Beppe) Fiorello.

“Sono molto emozionato, ringrazio il direttore per le bellissime parole. Ogni volta mi colpisce sentir parlare di commozione. So cosa c’è dentro questo programma: tutta la verità possibile che potevo restituire al pubblico che mi ha seguito e voluto bene. E’ un intreccio di personaggi, e ora sono io a entrare nelle case, ed è toccante. C’è tanta vita non speciale: semplice, normale. Questo è il racconto di una famiglia unita, italiana, che si racconta.”

E a proposito dello show dice “Non l’ho mai detto forse, ma è nato tutto per caso, da un altro racconto di un padre e di un figlio, letto mentre guardavo le ciminiere del mio paese da lontano. Parlo del libro Open. Mi ha toccato il cuore, ci ho rivisto un pezzo del racconto con mio padre, ma totalmente ribaltato. Il mio era un rapporto di dolcezza e fisicità, calore. E’ venuto fuori tutto di getto. Mi sono sentito di restituire qualcosa a quell’uomo andato via troppo presto. Ma non è un racconto nostalgico, è anche divertente.”

Penso che un sogno così conferenza stampa, a proposito della serata evento

Prosegue quindi affermando che “Stefano ha detto tutto molto bene. Gli sono grato di aver accettato quest’idea. Quando ho ideato questo testo mi chiedevo: perchè dovrebbe essere interessante? Dopo ho scoperto che è diventato un racconto universale. Incontravo persone che mi dicevano di aver rivisto il loro padre nella storia. Ci somigliamo un po’ tutti, questo racconto vuole dire anche questo: la vita di ognuno di noi vale la pena essere raccontata.”

Sulla somiglianza tra Domenico Modugno e suo padre aggiunge che “E poi c’è molto altro: la colonna sonora di Domenico Modugno. Mi veniva il gioco di farli diventare fratelli. SI somigliano anche un po’. Alcune cose avvenute nella vita di mio padre assomigliano a eventi della vita del giovane Modugno. Cantava le serenate sotto alle finestre, allietava il lavoro ai colleghi cantando. Proprio come Modugno. Il destino ha voluto che io diventassi attore, e mettessi in scena questa somiglianza.”

Penso che un sogno così conferenza stampa, le affermazioni di Claudio Fasulo

Prende la parola Claudio Fasulo, vice-direttore di Rai 1.

“Sono molto legato a Giuseppe, anche se non lo vedo spesso. Questo progetto è un’opera d’arte sulla quale ci confrontiamo da tempo. Mi riempie di gioia pensare che lunedì potremo vederlo in televisione. Questo è uno show speciale. Guardandolo più volte ogni volta mi veniva voglia di seguire il percorso narrativo di nuovo, come se non sapessi come finiva.”

Continua poi affermando che “Giuseppe sa alternare brio, simpatia, sorrisi e profondità. Ci sono pochi artisti che lo sanno fare. Scalare la marce in questo mestiere è una capacità sopraffina. L’invito ufficiale che faccio a Giuseppe è a pensare ad altro: a fare dell’intrattenimento. Noi quotidianamente cerchiamo nuovi interpreti e artisti che possano creare l’upgrade della figura del conduttore televisivo. Giuseppe ha le carte in regola per farlo.”

Penso che un sogno così conferenza stampa, le prime domande dei giornalisti

Inizia la fase della conferenza dedicata alle domande dei giornalisti.

Domanda 1: Cosa amava tuo padre a proposito di Modugno?

Risponde Beppe Fiorello: “Non siamo mai arrivati a questo livello di dialogo sull’artista. Ma io ricordo che come tutti gli italiani, mio padre sentiva spesso Modugno. Non me lo ha mai detto direttamente, ma sono certo amasse particolarmente Amara terra mia. La canticchiava spesso.”

Domanda 2: Per Beppe Fiorello, la domanda riguarda il suo rapporto con la parte di Domenico Modugno. Per Coletta, poi, la giornalista chiede della notte passata vedendo i fatti americani. Chiede se non fosse dispiaciuto di non aver potuto schierare un campione delle dirette come Vespa.

Risponde prima Beppe Fiorello: “Questo racconto è dedicato alle due donne della mia vita: Sara e Franca. La prima mi ha messo al mondo, e le devo tutto. La seconda, la signora Franca Modugno mi accolse a casa sua con un abbraccio immenso, facendomi entrare nella casa del mio mito. Questo racconto è esclusivamente dedicato a queste due signore”

Poi tocca a Coletta: “Preferirei parlare di altro, ma non amo non rispondere. La sera del 6 gennaio ha attanagliato il nostro sguardo. La Rai ha seguito i fatti da subito. Ovviamente come direttore e con un animo da giornalista è chiaro che in una serata diversa, che no avrebbe visto la Lotteria Italia, sicuramente mi sarebbe piaciuto avere uno speciale. Ma con i tre TG e con il lavoro di Rai News la Rai ha coperto ogni istante di questo fatto disperante”.

Altre domande dei giornalisti

Domanda 3: Potrebbe esserci un nuovo racconto teatrale di Fiorello realizzato per la tv?

Risponde Stefano Coletta: “L’Italia non vede l’ora di tornare a teatro, le serate Live creano una magia unica. Rai 1 e Rai Fiction hanno dato espressione a questa istanza profonda che abbiamo tutti noi. Io ho avuto il privilegio di occuparmi solo e sempre di prodotto. I talenti completi come quelli di Beppe Fiorello sono rari. Con lui sono sempre rispettoso, perchè lui si concede se si fida, è riservato. Se devo esprimere un sogno, vedrei tante cose con Beppe Fiorello, che ammettano anche un impianto da show generalista.”

Domanda 4: L’incontro con Franca Modugno è avvenuto prima di fare il film Rai? Questo spettacolo è anche un po’ figlio di quel film? Se non fossero stati chiusi i teatri, saresti ancora in tournee? Cosa c’è di diverso in questo spettacolo rispetto a uno in teatro? Infine, quale insegnamento hai ricevuto da tuo padre che consideri più prezioso?

Risponde Giuseppe Fiorello. “Questo racconto nasce dai miei viaggi in Sicilia, quando rivedo i luoghi della mia infanzia. Comunque, mi dissero che quando interpretai Modugno quasi interpretai mio padre. Ecco perchè dissi che si somigliavano molto. Sono uomini che hanno visto cose forti, la guerra. La sera che ricevetti la giacca di Modugno a un Sanremo con Fabio Fazio, ebbi una spinta ulteriore. Poi non so cosa vide Duccio in me. Posso chiederglielo.”

Le domande su Rosario Fiorello e sullo show

Le domande seguenti riguardano lo show, e la presenza di Rosario Fiorello. Come interagirà Fiorello con gli ospiti? Risponde sempre Beppe Fiorello, aspettando che Duccio Forzano, il regista di Penso che un sogno così, si colleghi.

“Nello spettacolo purtroppo manca il pubblico dal vivo. Quello avrebbe reso questo racconto, un incontro fisico tra persone. Abbiamo scelto di non far occupare lo spazio del pubblico live. Avremmo potuto portare un pubblico digitale, ma abbiamo detto che è più bello ascoltare il silenzio a volta. Certi silenzi poetici marcano da un punto di vista storico il nostro periodo attuale. A un certo punto chiederò al pubblico di parlare con me, anche se non c’è nessuno.” dice Fiorello.

Prosegue poi parlando di Rosario Fiorello e degli ospiti della serata: “Molti ospiti sono venuti a trovarmi, e faranno parte del mio racconto. Saranno entrate e uscite magiche, non è un programma televisivo classico. Sono personaggi resi parte della narrazione. Non posso dirvi di più. Rosario c’è, ovviamente con lui ci sarà un momento totalmente nostro, ma per voi. Nemmeno nella vita ci siamo mai guardati così intensamente come nello show”

Prosegue poi: “Mio padre non è stato uno di quelli che scientificamente si metteva a insegnare. I figli fanno quello che vedono, e io ho visto un padre che faceva belle cose. Io seguivo l’uomo, un uomo onesto e generoso. La generosità è la cosa che mi ha accompagnato per una vita. Avrei voluto riprodurre la sua visione positiva della vita in generale, era un sognatore straordinario. Per lui tutto era possibile. Ci faceva pensare che lui avrebbe potuto fare ogni cosa. Io mi spavento di più”

“Non ci sono artifici, nulla è retorico nell’intervento degli ospiti. Le special guest star aggiungono sobrietà al racconto di Beppe” aggiunge poi al riguardo Stefano Coletta.

Penso che un sogno così conferenza stampa

Le affermazioni del regista Duccio Forzano

Duccio Forzano infine si collega, e rilascia affermazioni sulle differenze fra teatro e tv.

“Chi va a teatro è regista di sé stesso. In tv o nel cinema è il regista a imporre sequenze di immagini. La sfida è stata far passare le emozioni che Giuseppe sa esprimere attraverso lo schermo. Non mi aspettavo che Beppe avesse questa dimestichezza di fronte alle telecamere: è stato sempre da solo a riempire il palco. La tv è del tutto diversa dal teatro e dal cinema.”

Domanda 5: Da un Mimmo a un altro: riusciremo a vedere in onda la fiction su Mimmo Lucano con protagonista Beppe Fiorello?

Risponde Stefano Coletta: “Siamo in una fase di giudizio. Non vorremmo creare una turbativa nell’iter giudiziario. Stiamo aspettando almeno i risultati del primo grado, è un compito delicato”

Domanda 6: cosa ne pensi della domanda su Lucano? Come mai nella vostra famiglia siano usciti così tanti artisti?

Risponde Fiorello: “Posso rispondere solo in parte, la risposta è nel racconto. Devi avere pazienza per scoprire il segreto del nostro essere artisti. Io ero l’unico a nascondersi, troppo timido. Li osservavo. Forse erano gli anni, forse la frizzantezza nell’aria del nostro paese. Eravamo figli di un Sud affamato dalla guerra. Tra le più artiste della famiglia c’era una zia che ci intratteneva con barzellette bevendo Coca Cola a litri. Non c’è una scelta scientifica dietro. L’unico del cui destino nessuno ha mai avuto dubbi è Rosario.”

Cosa avrebbero detto Nicola Fiorello e Domenico Modugno di questo periodo storico?

Domanda 7: Cosa ne pensa Fiorello della chiamata ad un posto nell’intrattenimento? Mi ha colpito il riferimento a Open di Agassi. Ci sono stati momenti simili a quelli del libro?

Risponde Fiorello:Conosco Claudio e Stefano, e loro sanno bene che dobbiamo trovare qualcosa che ci somigli. Non ho un’idea precisa. Ci siamo piaciuti, ci stimiamo. Abbiamo capito che potremmo fare delle cose insieme, ma devo trovare una storia da raccontare. Non sono adatto a presentare e basta. Ci deve essere una narrazione.” 

Riguardo Open di Agassi aggiunge: “Non nascondo nulla, non ci sono stati momenti così.” Ci diceva solo di fare quello che cin sentiamo, ma al massimo livello.

Domanda 8: Cosa avrebbero detto Nicola Fiorello e Domenico Modugno di questo periodo storico?

Risponde Beppe Fiorello: “Modugno forse avrebbe scritto una canzone sul non potersi toccare, baciare. Lui ha sempre narrato i fatti, le cose che accadevano. Mio padre invece avrebbe detto -Ci penso io, ora risolviamo tutto-. Lui voleva risolvere i problemi del mondo per farci stare sereni.”

Poi, Fiorello ricorda i nomi di quattro artiste che parteciperanno con lui alla serata: Francesca Achillemi, Eleonora Bagnato, Serena Rossi e Paola Turci. Il collegamento è problematico, ma Beppe prosegue ricordando la partecipazione di Pierfrancesco Favino.

Le ultime domande dei giornalisti

Domanda 9: Per Beppe, Rosario ti ha dato qualche contributo sui contenuti dello show? E poi: siccome parli di due uomini del passato, gli uomini oggi sono cambiati? 

“No, il racconto è interamente mio. Rosario è ospite, fratello, ma tutto fuorché coinvolto. Quando fu scritto questo racconto lui non ne sapeva nulla. Ho voluto regalargli delle sorprese. Anche per mia madre ci sono sorprese, una in particolare è alla fine del racconto. Riguardo l’altra domanda, ti parlo di mio padre. Lui si vestiva in giacca e cravatta ogni mattina. Noi invece ci vestiamo più come i nostri figli. L’eleganza è una differenza che mi fa sorridere, siamo più smart e sportivi. Quegli uomini, poi avevano forse un sapore romantico in più nei loro approcci.” Risponde Beppe. 

Domanda 10: Parlando di Sanremo, porterai Modugno all’Ariston? Che rapporti hai con la famiglia di Modugno? C’era stato un tribunale di mezzo mi pare.

Risponde Beppe Fiorello: “Con Sanremo ho un bel rapporto. Ma non ci sono previsioni sanremesi. Per la seconda domanda, ribadisco la dedica alla signora Franca.” 

Domanda 11: Quali sensazioni e auguri ti fai quando pronunci la parola Volare, andando oltre Modugno?

“In questo momento storico siamo tutti bloccati, in attesa della normalità. Voglio sperare che questo racconto sia l’anteprima della riapertura dei teatri e dei cinema. Vorrei tornare a volare sul pubblico al più presto.” conclude Fiorello.



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