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Le storie di Quarto Grado 25 giugno 2021, il programma torna sul caso di Denise Pipitone

Le storie di Quarto Grado stasera, 25 giugno 2021, in onda su Rete 4; tutti gli aggiornamenti sui casi di Denise Pipitone e di Saman Abbas.

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Le storie di Quarto Grado 25 giugno
Le storie di Quarto Grado stasera, 25 giugno 2021, in onda su Rete 4; tutti gli aggiornamenti sui casi di Denise Pipitone e di Saman Abbas.
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Rete 4 trasmette alle 21.25  di questa sera, venerdì 25 giugno 2021,  una nuova puntata di Le storie di quarto grado. Il programma di inchiesta e approfondimento sui maggiori casi di cronaca dell’attualità è condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. 

Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, in settimana ha minacciato gli autori di ricorrere a vie legali, se a Le storie di Quarto Grado avessero nuovamente trattato del suo caso. Infatti, la Maggio ritiene che alcune delle affermazioni pronunciate da ospiti e opinionisti in studio siano state menzognere e diffamanti nei suoi riguardi. Ciononostante, il servizio d’apertura questa sera tratta proprio della bambina scomparsa nel 2004 da Mazara del Vallo. Sono ancora tanti i dubbi e le perplessità inerenti le indagini; che sono state definite frettolose e poco approfondite nel corso di puntate precedenti della trasmissione.

Quindi, è previsto un approfondimento sulla morte di Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa dallo zio con la complicità dei genitori e di tutta la famiglia. La giovane aveva rifiutato di sposare un cugino in un matrimonio combinato, e intendeva allontanarsi dalle tradizioni ultraconservatrici della famiglia.

Potete seguire Le storie di Quarto Grado anche in streaming sul sito ufficiale Mediaset.

Le storie di Quarto Grado 25 giugno

Le storie di Quarto Grado 25 giugno 2021, la diretta

La puntata inizia con un omaggio a Giangavino Sulas, deceduto nella giornata odierna.

“Abbiamo un patto con voi, che è quello di dare le notizie. Se mamma Piera, Piera Maggio, vuole delle scuse da noi, io le faccio. Ma per noi il patto significa approfondire, dare notizie e documenti. Raccontare tutto per incontrare il nostro interesse. Per questo continueremo; perchè nessuno può decidere di cosa si occupano i giornalisti.” prosegue poi il conduttore Gianluigi Nuzzi. 

Il primo servizio racconta la storia di Nicola Tanturli, il bambino di 2 anni che è rimasto disperso per quasi due giorni; salvo poi essere ritrovato nel bosco grazie alle ricerche mosse dai Carabinieri. Sul caso, però, aleggiano ancora numerosi misteri. Il bambino ha percorso oltre 2 km prima in strada e poi in un bosco. L’ipotesi, che le indagini dovranno fugare, è che Nicola possa essere stato rapito, e solo in seguito abbandonato sul luogo del ritrovamento.

Il padre di Nicola ha rilasciato un’intervista agli inviati di Quarto Grado. “Mio figlio è stato bravissimo e coraggioso. E’ sempre stato indipendente, ma da poco ha imparato ad aprire la porta da solo, e non ci siamo ancora tarati” racconta. “Credo sia uscito e si sia perso, lo avevamo messo a letto alle 18.00 dopo che si era fatto male giocando. Aveva le scarpe, lo abbiamo messo a dormire vestito per non svegliarlo.”.

Le storie di Quarto Grado 25 giugno, il caso di Saman Abbas

La puntata prosegue, e si torna sul caso di Saman Abbas. Il suo corpo è ancora disperso da cinquanta giorni, e i mandanti dell’omicidio, la sua stessa famiglia, sono riusciti a fuggire. I genitori sono in Pakistan, mentre lo zio, che potrebbe essere l’assassino materiale, e alcuni cugini coinvolti nell’occultamento del corpo sarebbero scappati in Europa.

Segue la ricostruzione delle dichiarazioni fatte dal fratello di Saman, unico membro della famiglia rimasto reperibile, poichè ospitato in una comunità. E’ stato lui a puntare il dito contro lo zio, indicandolo come mandante ed esecutore dell’omicidio.

A niente sono valse le denunce disperate del ragazzo di Saman. Che amava tanto la ragazza da averle già chiesto di sposarla, e da aver scelto con lei il vestito da sposa. “Anche il ragazzo e i suoi parenti sono in pericolo di vita. Secondo il loro punto di vista distorto ha fatto qualcosa di inaccettabile, che lede l’onore.” afferma in studio la giornalista Karima Moual. 

Intanto, gli inviati di Quarto Grado sono tornati in Pakistan nel tentativo di trovare il padre della ragazza, e parlare con lui. Riescono solo a parlare con una zia, che dice di non sapere nulla. Ma da dietro il cancello, una voce maschile dice in hurdu, sussurrando, “stai zitta”.

Le storie di Quarto Grado 25 giugno, gli aggiornamenti su Denise Pipitone

“Non abbiamo la presunzione di risolvere i casi. Ma non ci facciamo dettare scalette e temi da nessuno, se non dalla cronaca” continua il conduttore. “Io ho rispetto. Non inseguiamo il gossip, i -si dice-. Bensì i verbali, il materiale composto dagli inquirenti per arrivare alla giustizia.”.

“Il mio unico rammarico è che Quarto grado non esistesse quando è scomparsa Denise Pipitone. Altrimenti avremmo presidiato la verità con la polizia. Come abbiamo fatto in altre circostanze, per altri casi.” prosegue quindi. Poi sono trasmesse le dichiarazioni della ex-PM Angioni, accusata per false dichiarazioni. La Angioni sostiene di poter essere vittima di una ritorsione da parte di un altro PM che, in passato, aveva accusato lei stessa di aver rilasciato sommarie dichiarazioni.

“Con Frazitta mi sono sentita recentemente, ma abbiamo parlato d’altro. Non c’è tensione” ha affermato Maria Angioni in un’intervista esclusiva per i microfoni di Le storie di Quarto Grado. “Siccome sono convinta che Denise sia viva, voglio perseguire uno scopo umanitario. Continuerò ad occuparmene. Sono dispiaciuta per quanto accaduto negli scorsi giorni, ma io dovevo smuovere le acque. Poi ciascuno fa il suo lavoro: la procura fa le indagini, e cerca i colpevoli. Ora, però, ho potuto ottenere tutti gli atti sul caso di Denise, ho diritto ad averli essendo stata chiamata in causa.” termina.

In studio, poi, si discute dell’opportunità delle azioni della Angioni; in special modo alla luce delle contraddizioni espresse dalla stessa.

Le storie di Quarto Grado 25 giugno

Chi è il nuovo testimone chiave “Peppe”?

Uno dei sei testimoni segretissimi chiamati per le nuove indagini sul caso di Denise Pipitone, è un tale “Peppe” che gestì le intercettazioni dell’epoca ad Anna Corona e Jessica Pulizzi. Ma nel corso delle intercettazioni sul caso Pipitone, il nome Peppe ricorre almeno un’altra volta. Tuttavia, i due uomini sono persone distinte: uno è il poliziotto, oggi testimone. L’altro, un uomo non identificato, intercettato nei pressi delle microspie piazzate sul motorino di Jessica Pulizzi.

Seguono intercettazioni e filmati di repertorio risalenti al periodo delle indagini. Tra cui, le dichiarazioni di Antonino Sciuto, ex Procuratore Capo di Marsala, rilasciate nel 2007 nel corso di un convegno. All’epoca, Sciuto stava seguendo una pista promettente, ma che si rivelò infondata. Perciò, le sua affermazioni stridono oggi, 17 anni e nessun colpevole più tardi.

Si torna infine a parlare del ruolo avuto dal testimone Battista della Chiave. Un uomo con serie difficoltà comunicative le cui affermazioni, rilasciate a interpreti a ridosso della scomparsa, avrebbero potuto condurre a una pista. Che, invece, fu ignorata quasi completamente, e accantonata.

“Non si può diffidare l’informazione. Possiamo chiedere scusa a Piera Maggio, una delle vittime di questa storia. Però, mamma Piera, fammi dire questo. Che nessuno abbia l’ardire di dire che c’è una guerra in corso tra noi e la signora Piera. Noi siamo inca****issimi, come giornalisti. Siamo arrabbiati con chi ha commesso errori, e ha impedito a te, Piera, di trovare la verità. Noi siamo in guerra con chi ha fatto male le indagini.” conclude il conduttore, riferendosi nuovamente a Piera Maggio.

Le dichiarazioni di Tony Pipitone

La puntata prosegue con le dichiarazioni di Tony Pipitone, ex marito di Piera Maggio, che al riguardo della diffida della Maggio verso Le storie di Quarto Grado ha affermato “Fate il vostro lavoro con discrezione, ma tutti possono e devono indagare. Io voglio che ve ne occupiate tutti. L’obiettivo è trovare Denise.” ha dichiarato l’uomo.

“Io voglio sapere cosa è successo. Come si sono organizzati prima, durante e dopo il rapimento.” continua. “Qualcuno mi diceva che non era figlia mia. Ma io l’ho cresciuta, ed è mia figlia. Non avrei mai potuto pensare che non lo fosse.” conclude.

 

 


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