Mercoledì 10 giugno, nel talk Otto e mezzo, la giornalista Lilli Gruber ha intervistato Roberto Vannacci. L’ex Generale, fondatore del partito Futuro Nazionale, ha partecipato per la prima volta al programma di La7 e durante l’appuntamento non sono mancati i momenti di tensione.
Otto e mezzo Roberto Vannacci, le parole sulla Premier Giorgia Meloni
La puntata di Otto e mezzo con Roberto Vannacci ha preso il via alle 20:44. La giornalista, oltre al leader di Futuro Nazionale, ha dialogato anche con la collega Lina Palmerini, esperta politica de Il Sole 24 Ore. Il Generale, all’inizio dell’incontro, ha affermato: “Mi definisco senz’altro un Generale, perché ha caratterizzato gran parte della mia vita, ma anche un politico, seppur non di estrema destra, ma di una destra autentica. Qual è la differenza? Bisognerebbe definire ciò che è estremo e cosa no. Le idee non possono essere catalogate. Con la Premier Giorgia Meloni abbiamo tante idee in comune, il problema è come vengono realizzate. La sua credo sia ancora una destra autentica, ma dovrebbe dimostrarlo ancora di più. Credo sia una destra che abbia perso la trebisonda e Vannacci, in questa prospettiva, è il sestante“.
Sulle tasse, Roberto Vannacci afferma: “Non le definirei un pizzo di Stato, ma uno strumento di solidarietà sociale. Se la società non è più coesa, anche a causa dell’immigrazione incontrollata, questa solidarietà viene meno“. Su una possibile alleanza con il centrodestra, Vannacci minimizza: “Non è un tema all’ordine del giorno. Ho tracciato delle linee rosse per stabilire se è possibile o meno formare una coalizione. Marina Berlusconi ha detto di non volersi alleare con il mio partito perché estremo? Mi pare che non abbia ruoli a Forza Italia“.
Lo scontro sul movimento LGBTQ
L’atmosfera, a Otto e mezzo, si è scaldata con il procedere del faccia a faccia. Vannacci, infatti, ha affermato di “non essere alla ricerca di una poltrona“, ma la conduttrice ha risposto: “Io credo che a lei le poltrone piacciano“. Sul Ponte sullo Stretto, il Generale ha le idee chiare: “Io credo sia necessario arrivare all’obiettivo, cioè costruire il Ponte, poi eventualmente vediamo cosa non ha funzionato“. Gruber, però, ribatte: “Penso che l’obiettivo debba essere quello di costruire infrastrutture nella legalità“.
La tensione è aumentata ulteriormente quando Lilli Gruber ha attaccato: “Lei ha fatto tante giravolte, una persona perché dovrebbe fidarsi di lei?”. Vannacci ribatte: “Io ho detto che mi ci rivedevo nei valori della Lega, ma se poi il partito fa il sovranista a giorni alterni non è un problema mio. Il partito ha avuto una deriva verso la categoria della LGBTQ, io promuovo la famiglia naturale. Ho detto che gli omosessuali non sono normali nel senso statistico e continuo a dirlo“. La conduttrice, però, non ci sta: “La famiglia naturale che vuole lei oramai non esiste più, nel suo modello la moglie sta in cucina a preparare i cibi prelibati al coniuge. Lei sembra ossessionato dagli omosessuali, le minoranze vanno tutelate. Se lei dovesse diventare gay non cercherebbe diritti?”. Il leader politico ribatte: “Mi sembra che un omosessuale in Italia abbia tutti i diritti, se una persona si ammala ha diritto alle cure“.
Otto e mezzo Roberto Vannacci, il rapporto con Matteo Salvini
L’intervista di Lilli Gruber a Roberto Vannacci, a Otto e mezzo, è proseguita con un focus sul rapporto con Matteo Salvini. La giornalista ha attaccato: “Io non metto in discussione la sua capacità di attirare consensi, ma la sua lealtà. Non sente di dover ringraziare Salvini per averlo candidato?”. Vannacci risponde: “Ci ringraziamo a vicenda, mi pare che io abbia portato centinaia di migliaia di voti al partito“.
Altro tema molto sentito è quello della remigrazione, cavallo di battaglia di Futuro Nazionale. La conduttrice di Otto e mezzo ha chiesto lumi su come applicare tale misura e Vannacci ha chiarito: “Dovremmo costruire in primis tanti CPR, in ogni regione, e poi rimandare gli immigrati indietro nei loro paesi. Se non abbiamo accordi di rimpatrio con i paesi di provenienza li mandiamo in paesi terzi. Le piace questa soluzione? A lei piacciono i clandestini“. Gruber non ci sta: “Non dica sciocchezze, io dico che il problema va governato e non strumentalizzato come invece fa lei. Lei ha giurato sulla Costituzione, ma mi pare che abbia dimenticato qualcosa“.
L’intervista, divenuta sul finale un vero e proprio duello, è terminata con un focus sulle quote rose. Vannacci ha ammesso: “Io sono contro, credo che le donne debbano essere valutate per quello che sanno fare“. Gruber, ancora una volta, critica: “Complimenti, facciamolo ancora qualche passo indietro“.

