È morto Giorgio Bracardi, uno dei protagonisti più originali della comicità italiana. L’attore, musicista e autore si è spento lunedì 12 ottobre 2026, all’età di 93 anni. Con lui scompare un artista capace di rivoluzionare il linguaggio della radio e della televisione attraverso personaggi surreali, voci inconfondibili e una straordinaria capacità di improvvisazione.
Il suo nome resterà indissolubilmente legato a Renzo Arbore, ad Alto Gradimento e a Quelli della notte, due programmi che hanno segnato la storia dell’intrattenimento italiano. Tra le sue creazioni più celebri figura Scarpantibus, l’improbabile uccellaccio del Nicaragua diventato un autentico personaggio di culto.
Giorgio Bracardi, l’incontro con Renzo Arbore che cambiò la sua carriera
La carriera di Giorgio Bracardi conobbe una svolta decisiva grazie all’incontro con Renzo Arbore. Secondo il racconto di quell’incontro, Arbore lo scoprì durante un’esibizione musicale e rimase immediatamente conquistato dal suo talento.
Bracardi non era soltanto un musicista raffinato, ma possedeva una capacità fuori dal comune di inventare personaggi, trasformare la propria voce e costruire situazioni comiche imprevedibili.
Arbore comprese subito che quell’artista poteva offrire qualcosa di nuovo al mondo della radio. Lo coinvolse così nell’avventura di Alto Gradimento, il programma ideato insieme a Gianni Boncompagni, che avrebbe rivoluzionato il linguaggio radiofonico italiano.
Il successo fu straordinario. La trasmissione divenne un fenomeno di costume, conquistando un pubblico affezionato e trasformando i suoi protagonisti in autentiche celebrità.
Alto Gradimento e Scarpantibus, il personaggio diventato leggenda
Con Alto Gradimento, Giorgio Bracardi diede libero sfogo alla propria fantasia, creando personaggi che ancora oggi rappresentano una pagina memorabile della comicità italiana.
Il più celebre fu certamente Scarpantibus, il misterioso uccellaccio del Nicaragua, protagonista di interventi surreali e situazioni completamente imprevedibili.
Accanto a lui nacquero altre figure indimenticabili, come Max Vinella, giornalista petulante e invadente, ed Ermanno Catenacci, caricatura grottesca di un gerarca fascista.
Ogni personaggio aveva una voce, un linguaggio e una personalità differenti. Bracardi riusciva a passare dall’uno all’altro con sorprendente naturalezza, dando vita a un universo comico nel quale l’assurdo diventava irresistibilmente divertente.
Alto Gradimento, grazie anche al contributo di Mario Marenco, rappresentò una svolta nella radio italiana. Le conversazioni venivano continuamente interrotte da personaggi improbabili, battute improvvisate e situazioni che sfuggivano a qualsiasi schema tradizionale.
Giorgio Bracardi a Quelli della notte: ogni sera un personaggio differente
Il sodalizio artistico con Renzo Arbore proseguì anche in televisione. Nel 1985 Bracardi entrò nel cast di Quelli della notte, uno dei programmi più innovativi della storia della Rai.
La trasmissione riuniva in uno studio televisivo personaggi eccentrici, musicisti e comici, impegnati in conversazioni apparentemente senza senso, ma ricche di satira e ironia.
Giorgio Bracardi riusciva a sorprendere il pubblico ogni sera, interpretando personaggi differenti, spesso fantastici e completamente stravaganti. La sua capacità di trasformazione era uno degli elementi più originali del programma.
Accanto a lui figuravano Nino Frassica, Marisa Laurito, Maurizio Ferrini, Andy Luotto, Simona Marchini e Massimo Catalano, protagonisti di una stagione televisiva rimasta nella memoria collettiva.
Bastavano una smorfia, una voce particolare o una frase pronunciata con il tono giusto perché Bracardi trasformasse una semplice apparizione in un momento comico memorabile.
Chi era Giorgio Bracardi: dalla musica alla televisione
Giorgio Bracardi era nato a Roma il 3 maggio 1933, in una famiglia profondamente legata alla musica. La madre Edvige era soprano, mentre il padre Glauco era tenore. Anche il fratello Franco Bracardi avrebbe intrapreso una carriera artistica.
Pianista e compositore, Giorgio iniziò a lavorare nel settore musicale prima di affermarsi come comico. Negli anni Sessanta collaborò con la RCA e partecipò al Festival di Sanremo come autore.
Dopo il successo con Arbore, proseguì la propria attività televisiva partecipando a programmi come Pronto, chi gioca?, Chiappala chiappala e Striscia la Notizia, dove interpretò il surreale portavoce Lucio Smentisco.
Negli anni successivi tornò anche in televisione con Stracult, confermando uno stile comico personale e difficilmente imitabile.
Giorgio Bracardi e Wilma De Angelis, due lutti e una curiosa coincidenza
La scomparsa di Giorgio Bracardi arriva a poche ore da quella di Wilma De Angelis, morta domenica 11 ottobre all’età di 96 anni.
Due protagonisti molto diversi dello spettacolo italiano, accomunati da carriere lunghissime e dalla capacità di conquistare il pubblico attraverso la propria personalità.
C’è anche una curiosa coincidenza: né Giorgio Bracardi né Wilma De Angelis figuravano nella cosiddetta “dead pool” di Elisa Isoardi.
Un dettaglio che richiama, pur nella tristezza di queste giornate, quel gusto per il paradosso che aveva caratterizzato buona parte della carriera di Bracardi.
Addio a Giorgio Bracardi, un artista che ha rivoluzionato la comicità italiana
Con la morte di Giorgio Bracardi, la radio e la televisione italiana perdono uno degli interpreti più fantasiosi della propria storia.
La sua comicità non aveva bisogno di effetti speciali o scenografie elaborate. Gli bastavano una voce, una smorfia e un’intuizione per costruire un mondo completamente assurdo, nel quale il pubblico entrava con entusiasmo.
Scarpantibus, Max Vinella e gli altri personaggi di Alto Gradimento restano testimonianze di una stagione irripetibile, quando radio e televisione sapevano sorprendere attraverso la creatività e il coraggio di sperimentare.
E forse il modo migliore per ricordare Giorgio Bracardi è proprio questo: immaginarlo ancora una volta pronto a entrare nello studio di Renzo Arbore, con una nuova voce, un personaggio improbabile e una battuta capace di spiazzare tutti.