Palinsesti tv, l’ipocrisia del piccolo schermo diviso fra tragedia e intrattenimento


Riflessioni sul comportamento del piccolo schermo generalista all'indomani della tragedia di Rigoplano


 Non c’è limite all’ipocrisia del piccolo schermo. In questi giorni, segnati dalla tragedia dell’hotel di Rigoplano, la nostra tv è apparsa spaccata in due: da una parte l’informazione sui drammatici eventi, dall’altra l’intrattenimento al quale non si è rinunciato. Quel maledetto 18 gennaio, giorno in cui si ebbe notizia della slavina che aveva abbattuto l’hotel, vennero annullati show e lustrini, e i palinsesti dettero spazio all’informazione su quanto stava tragicamente accadendo in Abruzzo.

 Solo due giorni dopo, con il ritrovamento dei primi superstiti sotto le macerie, una ventata di ottimismo pervase tutte le reti. Si cominciò a pensare che si potessero salvare tutte le persone intrappolate nella massa di ghiaccio di Rigoplano. La realtà smentiva puntualmente la speranza, il numero dei dispersi aumentava. Ma i responsabili di rete cercarono di riportare la tv ad una normalità necessaria anche per fini commerciali.

Ed ecco come si è manifestata ulteriormente, se ce ne fosse ancora bisogno, l’ipocrisia del piccolo schermo. Si è lasciato il compito di informare sulla drammatica emergenza in Abruzzo solo ai notiziari e ai contenitori tradizionalmente dediti ad approfondire la cronaca nera. Per il resto, spazio all’intrattenimento ed alla normalità. Così il piccolo schermo mostrava due facce agli opposti: la tragedia e la farsa di un intrattenimento a tutti i costi. Da una parte il dolore e la sofferenza, dall’altra una irritante pretesa di normalità. Una volta conclusi i tanto contestati contenitori solitamente dediti alla cronaca nera, la parola d’ordine era: “basta con i guai, adesso ci si diverte”. In quest’ottica sono andati in onda sabato sera, la seconda puntata di Cavalli di battaglia su Rai 1 e C’è posta per te su Canale 5. Il giorno dopo solo L’Arena di Massimo Giletti ha dedicato quasi tutta la puntata a Rigopiano. Domenica in e Domenica live hanno mandato in onda i classici argomenti di cui si occupano settimanalmente. Barbara D’Urso ha affrontato la tragedia italiana nella parte del talk show.

Tra l’altro non si comprende il motivo per il quale, venerdì sera, Music quiz non è andato in onda su Rai1, mentre a distanza di sole 24 ore, con il numero di vittime della slavina che aumentava, lo show di Gigi Proietti è stato trasmesso. 

La giornata televisiva inizia con gli approfondimenti di Mattino 5 e Unomattina. Continua su Rai 1 con Storie vere. Su Rai 3 ci pensano Gerardo Greco con Agorà e la striscia di Mi manda Rai 3 con Salvo Sottile, a continuare ad informare. Poi tutto cambia dimensione. Riprende la programmazione normale e bisogna arrivare ai tg dell’ora di pranzo per avere altre notizie dalla montagna abruzzese.

Nel dopo pranzo La vita in diretta e Pomeriggio 5 dedicano tutta la puntata ai morti ed ai sopravvissuti della slavina. Poi largo ai game show L’eredità e Avanti un altro e la frivolezza invade i palinsesti. Una frivolezza che continua anche nel prime time.

E’ l’ambivalenza di un piccolo schermo che obbedisce a leggi distanti anni luce dalla correttezza. Sarebbe il caso che qualcosa possa, finalmente, cambiare.



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