Pezzi Unici recensione della serie di Rai 1


Analisi critica e riflessioni sulla nuova serie in onda su Rai 1 a partire da domenica 17 novembre.


Domenica 17 novembre è andata in onda la prima puntata di Pezzi Unici, la nuova serie di Rai 1 di cui vi proponiamo la recensione. La serie, in sei puntate, ha come protagonisti Sergio Castellitto e Giorgio Panariello con Irene Ferri e con cinque giovani esordienti che interpretano proprio i Pezzi Unici.

Pezzi Unici recensione della serie con Castellitto e Panariello

La serie, con Panariello e Castellitto vuole essere, innanzitutto un omaggio a Firenze ed alla storica tradizione artigiana. Vengono valorizzate le tante botteghe che sopravvivono e con i loro manufatti fanno conoscere il made in Italy a livello internazionale.

Castellitto nel ruolo di Vanni Bandinelli, è un maestro artigiano di enormi capacità ma dal carattere scontroso e quasi brutale. Ha perso un figlio, Lorenzo, che stava realizzando un corso di restauro del legno in una casa famiglia dove sono ospitati cinque ragazzi problematici. Proprio i Pezzi Unici che danno il nome alla serie.

Sulla valorizzazione delle eccellenze fiorentine si inserisce la linea del giallo legata a Lorenzo. C’è il dubbio che non si sia suicidato ma che sia stato ucciso. E’ questa la linea orizzontale che percorre tutte le sei puntate e suscita perplessità. Non c’era bisogno del caso di cronaca nera per supportare la serie. Avrebbe potuto vivere bene tra botteghe artigiane, giovani apprendisti, oggetti antichi e moderni, trasformando Vanni Bandinelli in una sorta di Mastro bottegaio alla stregua dei grandi pittori e scultori del passato.

Due i motivi della scelta di Rai Fiction e degli sceneggiatori: il forte appeal che la cronaca nera ha sul pubblico televisivo e la certezza di poter fidelizzare i telespettatori nel corso delle puntate.

Pezzi Unici recensione- Vanni Bandinelli nella sua bottega

Pezzi Unici recensione – analisi dei personaggi

Sergio Castellitto riesce a dare una credibile interpretazione del personaggio di Vanni Bandinelli anche se, talvolta, si abbandona a scatti d’ira cruenti e ingiustificati nei riguardi dei suoi cinque apprendisti.

La perdita del figlio ventenne e il dolore che diffonde intorno a se con i suoi atteggiamenti, sono una sorta di trait d’union di tutte le fasi della serie. Evoca la sofferenza, l’affanno di vivere con un bagaglio troppo pesante, nell’attesa della conoscenza della verità. Ingredienti presenti nei vari cold case di cui la tv si occupa in ogni ora del giorno. E sui quali si punta per la fidelizzazione.

Giorgio Panariello è riuscito a riscattare la banalità di Tutti insieme all’improvviso, la serie di Canale 5 da lui interpretata in un ruolo drammatico. Misurato, ma con il tocco ironico e comico che contraddistingue il personaggio, Panariello cerca di accreditarsi come attore drammatico.

Il tentativo è riuscito in parte. L’attore era nel suo habitat naturale, Firenze ed ha dato del suo personaggio tutte le sfaccettature possibili. Amico di Bandinelli, geloso dell’unica figlia sulla quale cerca di esercitare una genitorialità discreta ma insistente, Marcello nasconde note di malinconia che si sono insinuate nella sua esistenza da quando è rimasto vedovo.

Irene Ferri, nel ruolo di responsabile di una casa famiglia per giovani problematici, cerca di immedesimarsi nel personaggio contribuendo a dare al prodotto una introspezione psicologica che, però, non viene sufficientemente approfondita.

I cinque giovani attori che interpretano i Pezzi Unici

Sono loro i veri protagonisti, chiamati Pezzi unici perchè ognuno è unico della propria dimensione umana e psicologicamente labile.Ognuno rappresenta una identità giovanile con una specifica problematica. E sono costruiti in modo da suscitare una immedesimazione da parte dei coetanei dall’altra parte dello schermo. Sembrano forti ma nascondono una fragilità che rappresenta l’aspetto specifico delle new generation.

La città di Firenze accanto ai Pezzi Unici

A far da co – protagonista la città di Firenze. Il fascino storico e paesaggistico, gli scorci con l’Arno in primo piano hanno un ruolo fondamentale. Anche nelle scene che si svolgono sulla strada degli artigiani ricostruita, invece, a Prato.

Insomma la fiction finalmente sta riscoprendo e valorizzando un’Italia piena di eccellenze. Senza più il bisogno di andare all’estero per ricostruire interi quartieri e città.



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