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I Medici 3 recensione della terza stagione della serie di Rai 1

Analisi critica e riflessioni sulla terza stagione della serie che ha come protagonista Daniel Sharman

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Analisi critica e riflessioni sulla terza stagione della serie che ha come protagonista Daniel Sharman
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E’ andata in onda, lunedì 2 dicembre, su Rai 1 la prima puntata della serie I Medici 3 di cui vi proponiamo la recensione. La terza stagione il cui sottotitolo è In nome della famiglia, è anche l’ultima realizzata sul periodo più importante del Rinascimento italiano.

I Medici 3 recensione -Terza Stagione in onda su Rai 1 

La terza stagione della serie I Medici 3 è ancora interpretata dal giovane attore Daniel Sharman nel ruolo di Lorenzo il Magnifico. Nella realizzazione e nelle riprese è stato seguito il medesimo schema del passato. Un taglio spiccatamente da serialità statunitense coniuga elementi del passato e del presente. Da una parte le atmosfere da western d’altri tempi si materializzano con nervose e potenti cavalcate nel corso delle quali i cavalli sono inquadrati in primo piano, scalcianti e scalpitanti in tutta la loro vigorosa foga.

Dall’altro, in molte scene il ritmo incalzante si alterna a passaggi più pacati che rispecchiano la quotidianità della vita di Firenze ai tempi dei Medici. Immagini segnate da volti troppo noti al pubblico italiano e internazionale, prive dalla necessaria autorevolezza per essere inquadrati nel contesto del Rinascimento fiorentino. Lorenzo, il Magnifico, con le sembianze di Daniel Sharman, e con i continui primi piani che la regia gli regala, è un modernissimo eroe da teen drama. Non da romanzo storico.

I Medici 3 recensione - personaggi della serie tv

I Medici 3 recensione – Terza stagione, violenza e analisi dei personaggi

Anche ne I Medici 3 domina quella violenza che certamente esisteva ed era reale. Ma è stata amplificata nel comportamento dei vari personaggi. Per ragioni di spettacolare resa televisiva.

In molte, forse troppe scene, prevale la mancanza di rispetto per la vita umana: una costante nelle incessanti guerre per la supremazia ed il possesso dei territori. Ma questi elementi non erano certo coniugati alla stessa maniera della serie tv dove sono sfruttati ad uso e consumo di una audience appiattita su schemi da serial drama. Oltre Lorenzo il Magnifico, anche gli altri personaggi si discostano dalla realtà storica per entrare in atmosfere spesso da feuilleton con improvvisi colpi di scena. La conseguenza è una sensazione ansiogena e straniante che spinge a documentarsi tra i testi storici e letterari per ristabilire la realtà dei protagonisti del nostro Rinascimento.

Anche i nostri attori, da Alessandra Mastronardi a Daniele Pecci sembrano recitare ad uso e consumo di una audience edulcorata dao modelli televisivi imperanti. E quindi molto meno esigente per quanto riguarda la realtà storica.

I Medici 3 recensione – far conoscere la nostra storia oltre i confini nazionali

Certo, sarebbe apprezzabile l’obiettivo di far conoscere la nostra storia oltre i confini nazionali. Non a caso anche la terza stagione de I Medici è stata già venduta in circa cento nazioni. Purtroppo bisogna fare i conti con le coproduzioni internazionali che impongono determinati schemi, linee narrative e, soprattutto, attori noti nella grande serialità internazionale. Certo si fa fatica ad accettare che il il giovane licantropo Isaac Lahey di Teen Wolf si trasformi, e neppure in una notte di luna piena, in Lorenzo il Magnifico.

La serie è fruibile su Rai Play.

 

 


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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