Colorado, la recensione


Riflessioni sugli interventi comici e le performance dei conduttori


 La partner di Abatantuono è apparsa subito molto caricata, al punto che cercava ironicamente di mettere in evidenza le sue grazie e di farsi passare per una vamp. Ma di vero, di spontaneo, di credibile, in questa signora che è passata da #aggratis a Colorado, non c’era proprio nulla. Al contrario è apparsa farsesca, costruita, sia nella gestualità che nella voce. Anche la comicità ha bisogno di una qualche spontaneità per esprimersi al meglio. E sottto questo punto di vista, Diego Abatantuono ha fatto la differenza non fosse altro che per il “mestiere”.  E qui arriva  un’altra delusione: il comico, in una mise scura, ha subito precisisato, per chi ancora non lo sapesse, di essere stato lui l’inventore di Colorado.

E’ durato pochissimo l’entusiasmo di Abatantuono il quale, al contrario, è sembrato molto defilato dallo spettacolo, al punto da centellinare i suoi interventi. Abatantuono aveva in mano una cartella (la scaletta?, le indicazioni di quanto doveva dire?) e appariva come una sorta di direttore di scena presente solo per dare qualche indicazione.  Infatti ci ha tenuto a sottolineare che la vera conduttrice del programma è Chiara Francini. E già qualcosa non ci torna: tanto clamore sul suo rientro per poi defilarsi quasi in segno di supertiorità e addirittura con aria di sufficienza.

La Francini, che pure ha interagito con i protagonisti dei vari segmenti comici, non è apparsa all’altezza del compito assegnatole in quanto lo spettacolo nel suo insieme è sembrato come una serie di vari interventi comici assolutamente slegati tra di loro. Non esisteva, cioè nessun filo rosso a dare una sorta di continuità allo show. In passato questo minimo comun denominatore è stato una caratteristica di Zelig. E attualmente è uno dei punti di forza di Made in Sud, il programma di Rai2 con Gigi e Ross.

Forse c’è stato un filo rosso a unire i vari interventi: il travestimento al quale hanno fatto ricorso moltissimi dei comici nel presentare le loro scenette. Ma non basta indossare un costume da Tarzan oppure da ape per dare vigore agli interventi. Purtroppo mancavano i contenuti, era assente il guizzo della genialità nelle battute che invece apparivano scontate, banali, talvolta con “retrogusto” volgare.

Insomma la nuova edizione di Colorado nasce non molte pretese ma già alla prima puntata si sono infrante contro il muro del tradizionale dejà vu televisivo. Brutta e scontata l’imitazione di  Miley Cyrus. Nella prima parte del programma, a salvarsi è  il monologo di Andrea Pucci che, pur non raggiungendo vette di vis comica, è emerso nella mediocrità generale. E da Diego Abatantuono ci si aspettava davvero molto ma molto di più.



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