Spot in TV | Pan di Stelle, dal cacao il sogno di una scuola

Spot in TV | Pan di Stelle, dal cacao il sogno di una scuola. Pan di Stelle rinnova il supporto a Cocoa Horizons, impegnata in Africa al fianco dei lavoratori delle piantagioni di cacao e nei villaggi interessati dalla filiera. L’analisi del nuovo spot dedicato alla costruzione di una scuola


Pan di Stelle e Mulino Bianco hanno iniziato a pensarci, preoccupandosi di conoscere meglio coloro che, concretamente, lavorano nelle piantagioni africane da cui provengono le ingenti quantità di cacao necessarie per la produzione dei loro biscotti.

Così è nata la collaborazione con Cocoa Horizons, fondazione impegnata tra Costa D’Avorio e Ghana nel favorire una gestione sostenibile dei processi di coltivazione del cacao. Un binomio da cui è scaturito il progetto “Un sogno chiamato cacao” e che ha già portato alla costruzione di un pozzo d’acqua a Djangobo, in Costa d’Avorio, celebrato nel primo spot dedicato di cui vi abbiamo parlato qualche mese fa.

Ora, arriva il progetto della costruzione di una scuola a Dahiri – sempre in Costa D’avorio – che possa favorire l’istruzione dei figli dei coltivatori, altrimenti costretti a percorrere grandi distanze a piedi ogni giorno, rischiando per questo di dover rinunciare alle lezioni. Anche in questo caso, Pan di Stelle ha dedicato uno spot all’iniziativa.

La pubblicità è in onda da qualche giorno, realizzata in animazione digitale come tutte quelle della campagna riservata ai famosi biscotti al cacao del marchio. Stabilisce, inoltre, una continuità palese ed evidentemente voluta con lo spot, già citato, dedicato alla costruzione del pozzo.

Il protagonista è Atu, un bambino ivoriano di Dahiri, rappresentato ad inizio spot mentre cammina a testa bassa, pensieroso, sotto un cielo stellato e sul suolo arido della sua terra.

La sua voce, fuori campo, spiega come ogni giorno sia costretto a precorrere lunghi tratti a piedi per andare a scuola, sottolineata dalla canzone “Makoun Oumou” di Fatoumata Diawara. Un tragitto faticoso, lungo il quale è necessario prendersi delle pause per riposare.

In una di queste soste, si appisola appoggiato al tronco di un albero e sogna. È sorridente, perché sta fantasticando su una stella caduta nella sua mano che si trasforma in gessetto e gli permette di disegnare una nuova scuola tra le stelle, grazie ad un libro volante che lo porta in giro nella volta celeste.

Da quel momento, il sogno si trasforma in realtà, con le immagini vivide – stavolta reali e non disegnate – della nuova scuola costruita a Dahiri da Pan di Stelle e Cocoa Horizon.

Atu è sorridente, scrive alla lavagna e insieme ai suoi compagni, altrettanto entusiasti, segue gli insegnamenti di un giovane maestro. Adesso può andare a scuola percorrendo poca distanza da dove i genitori lavorano, senza rischiare di dover rinunciare all’istruzione.

Lo spot si conclude con un primo piano stretto su Atu sorridente e la sua voce che chiama in causa “Un sogno chiamato cacao“, il claim della campagna.

Storie come questa sono la regola in molte zone dell’Africa, in particolar modo in quelle su cui insistono le grandi piantagioni.

Succede per buona parte dei prodotti alimentari: le materie prime vengono reperite in vari Paesi – spesso lontani e in via di sviluppo – che per condizioni ambientali favorevoli a specifiche coltivazioni, minor costo della manodopera e organizzazione socio-economica, sono garanzia di buoni ingredienti a condizioni vantaggiose per le multinazionali.

Ciò, però, comporta una conoscenza solo approssimativa delle condizioni di lavoro in quelle coltivazioni. La Fondazione Cocoa Horizons si occupa proprio di diritti dei coltivatori, salari, vigilanza sugli orari e sulle condizioni lavorative, si impegna in progetti in grado di migliorare la vita nei villaggi interessati dalla coltivazione e di garantire la sostenibilità complessiva – sociale, oltre che economica – della produzione.

Ha contribuito a realizzare una rete di cooperative di produttori locali che lavorano insieme per il miglioramento della qualità del cacao prodotto e, allo stesso tempo, possono ottenere un pagamento più equo dalle multinazionali che acquistano il cacao.

Nei casi peggiori, i bambini vengono sfruttati nel lavoro minorile. In altri, sono costretti a crescere in fretta per occuparsi di quanto gli adulti non riescono a fare per la sopravvivenza, sopraffatti come sono da orari e condizioni lavorative. Il risultato è uno sviluppo dei bambini carente e inadeguato, in grado di compromettere ulteriormente il loro futuro.

Le iniziative come quella di Pan di Stelle e la Fondazione Cocoa Horizons servono a limitare gli effetti di questo circolo.
È bene ricordare, però, che progetti simili possono poco, senza un cambiamento sostanziale dei modelli produttivi e di sfruttamento delle risorse a livello globale.

Tuttavia, testimoniano un’effettiva, doverosa crescita di attenzione su certi temi e migliorano concretamente la vita in interi villaggi densamente popolati.

QUI potrete consultare la pagina dedicata alla collaborazione tra Pan di Stelle e Cocoa Horizons.



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