Domenica 19 aprile parte, su Sky Uno, Cucine da incubo 2026. La nuova edizione è visibile dalle ore 21:15 circa, sulla rete al canale 108 di Sky.
Cucine da incubo 2026, ad Antonino Canavacciuolo l’incarico di salvare ristoranti in crisi
Al timone di Cucine da incubo 2026 torna Antonino Canavacciuolo, che dunque ha il compito di girare il nostro paese per cercare di salvare i ristoranti in crisi. In ogni puntata del format, il padrone di casa si reca nel locale protagonista. Dopo una rapida analisi degli esterni e dell’arredamento interno, si accomoda in uno dei tavoli e inizia la degustazione dei piatti proposti nel menù.
A seguire, lo chef visiona, senza alcun intervento, un servizio. In questo modo, il conduttore e chef ha la possibilità di individuare in che modo lavora lo staff in cucina e quello in sala, mettendo in evidenza anche i problemi organizzativi.
La novità è la consulenza di Paolo Stella
Al termine del servizio, a Cucina da incubo 2026 è tempo del confronto. Canavacciuolo, infatti, decide di mettere a confronto i titolari con i vari lavoratori del locale, nel tentativo di riuscire a far emergere incomprensioni e fastidi celati.
Solamente a questo punto inizia il percorso di trasformazione del ristorante, che passa in primis dal menù. Antonino Canavacciuolo mostra allo chef del locale alcune ricette da inserire nella propria selezione di proposte, spiegando anche al pubblico a casa le preparazioni passo dopo passo. Il locale, inoltre, è restaurato anche a livello estetico. Proprio in tale aspetto c’è la novità dell’edizione: per il restyling è prevista la consulenza di Paolo Stella, designer che offre uno sguardo contemporaneo capace di coniugare estetica, identità e funzionalità.
La puntata di Cucine da incubo giunge al termine con il primo servizio del nuovo corso, in cui lo staff del ristorante può contare sul sostegno di Canavacciuolo.
Cucine da incubo 2026, la storia della prima puntata
Nella prima puntata di Cucine da incubo 2026 è protagonista il ristorante I Carnaloni di Torre del Greco. Il locale, aperto da meno di due anni, è gestito da Ciro e Lanfranco, amici sin da bambini. Grazie al locale si sono riuniti dopo che la vita li aveva portati in strade differenti: il primo, dopo un periodo in una comunità, si era trasferita a Londra, il secondo a Berlino.
L’amicizia e l’amore per l’Italia, però, hanno convinto i due ad aprire un loro ristorante a Torre del Greco. L’entusiasmo iniziale ha lasciato il posto ai problemi: i clienti scarseggiano e persino il rapporto fra i titolari sembra potersi incrinare.

