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Vip e letteratura, Franco Di Mare: sono un lettore ubiquo, onnivoro e disordinato e vi spiego perché

Intervista coon Franco Di Mare che spiega il suo rapporto con la letteratura e i classici di oggi e di ieri
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Intervista coon Franco Di Mare che spiega il suo rapporto con la letteratura e i classici di oggi e di ieri
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“Prima di affrontare il volo, ho fatto come sempre una picchiata nella libreria dell’aeroporto. Ci vado ogni volta come se fosse un negozio per gourmet. Oggi ne sono uscito con La leggenda del morto contento del mio amico Andrea Vitali e Mi sono perso in un luogo comune di Giuseppe Culicchia”, mi dice con la sua consueta propensione al dialogo che sprizza simpatia.
Mi sembra di capire che con la lettura ha un buon rapporto, Franco Di Mare.
“Diciamo che sono un lettore ubiquo, onnivoro e disordinato”.
In che senso?
“Che i libri per me sono una calamita. Li compro a raffica, me li porto a casa, li affastello e, confesso, non li leggo proprio tutti…”
Bella sincerità.
“Vede, rivendico il diritto a lasciar da parte un volume se non ci appassiona. Lo consiglia anche Daniel Pennac in un saggio sulla lettura. Stila un elenco di comandamenti per il lettore e tra questi ti dà la facoltà di mettere in un angolo il libro se non ti va. A me è successo con la Recherche di Proust. Non sono andato oltre il primo libro, Un amore di Swann. Del secondo, All’ombra delle fanciulle in fiore, non mi sono cibato nemmeno una pagina. Un altro esempio, legato al grande Umberto Eco. Io ho appena comprato Pape Satàn Aleppe, il primo titolo de La nave di Teseo, l’editrice da lui fondata con Elisabetta Sgarbi dopo la fusione Rizzoli-Mondadori. Però sfido chiunque a giurare di aver letto cinque libri di Eco…Oggi è l’autore più citato, ha scritto di tutto, il suo nome è di moda, le sue opere oggetto di consumismo più che di consumo consapevole. Credo che verrà apprezzato e capito di più tra qualche anno, quando il rumore mediatico suscitato dalla sua scomparsa si sarà attenuato”.

franco di mare libri
E quando torna dal suo viaggio che cosa troverà sul comodino?
“Un titolo di Mauro Corona, altro mio amico. Poi, mi divido tra la scrittura feroce di Roth e quella dolce di Sepulveda e di Jorge Amado. Considero le seicento pagine di Chiamalo sonno, appunto di Roth, e Le ceneri di Angela di McCourt Frank, due capolavori”.

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Per certi libri mi sembra abbia una vera e propria venerazione.
“Una passione, direi. Prenda La versione di Barney. Mordecai Richler, l’autore, ha raccontato l’amore virile come mai nessuno ha saputo fare meglio: con ciglio asciutto. Per me è stato fantastico scoprire che si possa scrivere d’amore senza diventare melensi”.
Mi sembra di capire, dalle opere che ha messo nel suo Olimpo, che lei non sbrodi per la saggistica.
“E’ un genere che ho frequentato a vent’anni, per farmi bello con le ragazze dei collettivi di sinistra. Certi libri pallosissimi….Però salvo due volumi di Eco, Kant e l’ornitorinco e Dire quasi la stessa cosa, una serie di riflessioni sulla traduzione”.
Ma per lei cosa è un romanzo?
“Mi spiego: un romanzo è come un film, un saggio come un documentario. La narrativa ti propone un viaggio straordinario, ogni volta irripetibile”.
Quando è nato questo amore?
“Quando ero bambino. Con le favole, e la modalità della narrazione orale, quella della mamma o dei vecchi. Ricordo ancora la fascinazione della voce di mio nonno quando mi annunciava: adesso ti racconto una storia…”

franco di mare libri 3
E da ragazzo?
“Da ragazzo del liceo scientifico – ma a posteriori dico che sarebbe stato meglio frequentassi il classico, che ha una marcia in più – ho avuto la fortuna di avere un prof di lettere che ci affascinava. Nelle sue lezioni spiegava comparativamente letteratura e storia dell’arte.  Il mondo di Fattori e in controluce quello di Verga, per esempio, denso di umori contadini, del colore della terra, del rumore dell’aratro. Mi ha insegnato, quel professore, ad amare la letteratura. Con questo spirito affrontai poi i romanzi che tutti i giovani leggono, e che plasmano l’educazione sentimentale: quelli dei grandi russi, Anna Karenina, Memorie dal sottosuolo, Guerra e pace. Magari non ne coglievo tutti i significati, magari rileggendoli oggi mi procurerebbero sensazioni diverse, ma per Franco adolescente erano un subbuglio di sentimenti”.
Tra le personalità che ha intervistato ci sono anche tanti scrittori: Amado, Oz, Mahfouz. Che cosa ricorda di questi incontri?
“Premetto che prima di vederli avevo letto tutte le loro opere. Perciò con Amado, per esempio, mi creai un feeling preventivo, che poi ho consolidato come lettore dei suoi libri. Del Nobel Mahfouz,  che ho intervistato al Cairo, mi resta il ricordo del suo carisma e la commozione che qualche tempo dopo mi provocò la notizia del’accoltellamento del quale fu vittima, ad opera dei Fratelli Musulmani. Con Mario Luzi invece feci un viaggio a Sofia, per la riunione degli Scrittori per la Pace. Lui guidava la delegazione italiana. Quando si trattò di stilare il documento, venne nella mia camera d’albergo. Io avevo la macchina per scrivere e battei sui tasti, sotto sua dettatura, la dichiarazione conclusiva”.

franco di mare angelo di serajevo
Franco Di Mare è anche autore di libri di successo. Da uno, “Non chiedere perché”, è stata tratta la fiction “L’angelo di Sarajevo”, interpretata da Giuseppe Fiorello. Com’è il suo rapporto con il mondo dell’editoria?
“Felice e nato per caso. Anni fa scrissi una pièce, una testimonianza civile sulla guerra. Sul palco parlavo dei conflitti e mi affiancava un attore quando si trattava di recitare qualche brano. Portammo lo spettacolo in giro per le scuole. Ne parlò il Corriere della Sera. Un articolo intitolato: Franco Di Mare dai teatri di guerra ai teatri. L’editor di Rizzoli mi telefonò e mi propose di scrivere un libro. Mi venne più facile cominciare con dei racconti. Nacque così Il cecchino e la bambina. Poi venne Non chiedere perché, entrato nella Selezione Bancarella. La strada era tracciata e ho continuato a scrivere. Mi sono anche cimentato con un romanzo puro, privo di riferimenti autobiografici, Il paradiso dei Diavoli, ambientato a Napoli. Un’operazione che mi ha molto divertito, come quella legata ad un altro mio libro piccolino, Casimiro Rolex”.
Però c’è un po’ del suo mondo anche negli ultimi titoli citati. Lei è nato a Napoli. E lo spirito campano resiste anche nei più recenti lavori.
“Mi sono creato la mia piccola immaginaria Macondo. E’ un luogo della Costiera Amalfitana, si chiama Bauci. Un paesino della collina, una delle cinquanta città invisibili di Calvino. Sono ambientati lì Il caffè dei miracoli e Il teorema del babà. Penso che continuerò”.


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Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Tutte le notizie sul docufilm in prima visione su Rai Storia a 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte.
Massimo Luciani

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Ei fu Rai Storia
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Ei fu Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte è il titolo  del docufilm in onda su Rai Storia. L’appuntamento è in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30. L’occasione è rappresentata dai 200 anni dalla morte di Napoleone avvenuta il 5 maggio 1821.

Ei fu su Rai Storia per i 200 anni dalla morte di Napoleone.

Se Napoleone oggi fosse vivo, sicuramente avrebbe un profilo social pieno di frasi celebri. Una per tutte: “c’è solo un passo dal sublime al ridicolo”. e E certamente avrebbe centinaia di migliaia di follower in tutta Europa, anche se non tutti “amici”.

A immaginare quel profilo, oggi, è il professor Alessandro Barbero a a 200 anni dalla morte, in quel famoso “5 maggio” immortalato da Manzoni. Barbero racconta anche così Napoleone nel docufilm scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano “Ei fu. Vita, conquiste e disfatte di Napoleone Bonaparte”, in onda in prima visione martedì 4 maggio alle 21.10 su Rai Storia e in replica mercoledì 5 maggio alle 9.30.

Il docufilm è un viaggio dall’infanzia alla fine dei suoi giorni, nella vita del primo grande protagonista dell’era contemporanea. Anzi, stando ai manuali scolastici, di colui che ne ha provocato l’inizio. Un uomo nato su un’isola, la Corsica, luogo remoto di quell’impero che lui stesso fonderà, esportando, paradossalmente, idee rivoluzionarie nell’intera Europa. Incendiando gli animi di milioni di individui in tutto il continente, dividendone e spaccandone l’opinione pubblica, al suo tempo come anche ai nostri giorni.

Il racconto

Il racconto è tutto basato sulle fonti storiche, documenti, biografie, memoriali. Ed è arricchito dalle testimonianze di alcuni grandi testimoni, interpretati da attori, che in alcuni casi erano fan sfegatatati o caustici detrattori, e in altri casi commentatori imparziali. Tra questi Alessandro Manzoni; Luciano Bonaparte, Madame De Stael, Giuseppina Bonaparte, Maria Luisa d’Austria, il duca di Wellington, e alcuni dei suoi soldati, pronti a seguirlo sempre e ovunque.
La narrazione di Alessandro Barbero è interamente ambientata sull’isola d’Elba, in alcuni luoghi del primo esilio napoleonico, come la Palazzina dei Mulini, la Villa di San Martino, il Santuario della Madonna del Monte e i forti Falcone e della Linguella.


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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile: Viaggio nell’Antica Roma

In occasione del Natale di Roma, Alberto Angela ripercorre la storia della città attraverso i monumenti più significativi e i suoi imperatori.
Irene Verrocchio

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Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile
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Mercoledì 21 aprile torna in prima serata su Rai 1 Ulisse- Il piacere della scoperta con Alberto Angela. Sono previste quattro nuove puntate ed uno Speciale sui cambiamenti climatici con la partecipazione di Piero Angela.

Il primo appuntamento è dedicato al Natale di Roma. Oggi infatti si celebra l’anniversario della sua fondazione che è avvenuta nel 753 a.C.

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile mausoleo

Ulisse il piacere della scoperta 21 aprile, Mausoleo di Augusto, Ara Pacis

La prima tappa del viaggio nell’Antica Roma è il Mausoleo di Augusto, che riapre al pubblico dopo 14 anni. Risale al 1 secolo a.C. e si è sottoposto ad un lungo periodo di restauro per salvaguardare la struttura. Attraverso ricostruzioni grafiche inedite il conduttore inoltre ne illustra l’aspetto originario.

Il Mausoleo rappresenta la tomba circolare più grande al mondo con il suo diametro di 87 metri. Il monumento funerario custodisce la tomba del Fondatore dell’Impero Romano.

Alberto Angela si sposta successivamente all’Ara Pacis, l’altare commissionato da Augusto nel 9 a.C.. E’ dedicato alla Pace, alle vittorie dell’Imperatore ed è il simbolo dell’inizio della Roma Imperiale. Oggi l’omonimo museo accoglie numerose mostre d’arte che si alternano nel corso dell’anno.

Il viaggio prosegue a Villa Caffarelli; risalente al Cinquecento. Si trova accanto al Campidoglio ed ospita le 90 opere che fanno parte della Collezione Torlonia. E’ una delle collezioni private più antiche del mondo e riapre ai visitatori dopo settant’anni. Qui è possibile ammirare busti, sarcofagi e statue che sono appartenute alle famiglie patrizie romane.

ulisse il piacere della scoperta 21 aprile colosseo

Il Colosseo, il Palazzo Imperiale, la Colonna Traiana, il Pantheon

Nella puntata del 21 aprile Alberto Angela visita anche il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio. E’ il più grande anfiteatro esistente ed è Patrimonio dell’Unesco. I lavori di realizzazione sono iniziati nel 71 d.C. sotto l’Impero di Vespasiano. Ma è stato poi inaugurato dall’Imperatore Tito nove anni dopo.

La tappa successiva è invece il Palazzo imperiale di Domiziano. Era il centro politico della città ed è costituito da 3 aree distinte. Sono la Domus Flavia, Domus Augustana e lo Stadio Palatino. Nella prima avvenivano gli incontri tra i rappresentati politici mentre la seconda era la residenza privata degli imperatori. Lo Stadio Palatino invece era il luogo dedicato alle attività ricreative e sportive.

Focus anche sulla Colonna Traiana, alta 4 metri ed eretta nel 313 d.C.. Su di essa sono rappresentate le fasi della guerra che hanno portato L’Imperatore Traiano a conquistare la Dacia, l’attuale Romania. Il conduttore si reca poi al Pantheon che è stato realizzato tra il 118 ed il 125 d.C.  per volere dell’Imperatore Adriano. Sorge sulle ceneri dell’edificio di Agrippa che è distrutto da un incendio nell’80 d.C.

Alberto Angela, infine, mostra ai telespettatori le fedeli ricostruzioni digitali dei volti degli Imperatori. Li ha realizzati l’artista canadese Daniel Voshart che li ha riprodotti in 3D nei minimi dettagli.

Gli altri appuntamenti di Ulisse il piacere della scoperta

Nella puntata in onda il prossima 28 aprile Alberto Angela racconta la storia di Enrico VII ed Anna Bolena ed omaggia Gigi Proietti.

Il 5 maggio invece si occupa della storia della Civiltà Etrusca mentre il 12 si sofferma sulle figure di San Francesco e Santa Chiara. Mercoledì 19 maggio, infine, Alberto e Piero Angela dedicano la puntata all’ambiente.


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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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