Una carriera iniziata oltre trent’anni fa, culminata con la vittoria nel ’97 del Festival di Sanremo con il singolo Fiumi di parole. Stiamo parlando dei Jalisse, ovvero Alessandra Drusian e Fabio Ricci, protagonisti di questa intervista e attualmente nel cast di Canzonissima, show condotto da Milly Carlucci. I Jalisse, nell’intervista, parlano dell’esperienza nel programma di Rai 1, senza dimenticare le 29 esclusioni al Festival di Sanremo.
Intervista Jalisse, un primo bilancio dell’esperienza a Canzonissima
-Nella terza puntata di Canzonissima, in onda sabato 4 aprile, canterete Gloria di Umberto Tozzi. Come mai questa scelta?
Alessandra: È un brano che ho interpretato la prima volta che sono venuta a Roma, nella trasmissione Gran Premio, condotta e ideata da Pippo Baudo. Lui mi ha assegnato questo brano che è stata una svolta, perché sono arrivata in Rai ed è partito tutto quanto. Fabio ha visto la mia registrazione proprio mentre cantavo questo singolo, mi ha conosciuto con Gloria, quindi è stata una svolta per tutte e due. Pippo Baudo è stato un pigmalione e portare questo singolo a Canzonissima è un modo per ricordarlo, grazie a lui il percorso è diventato a doppio binario.
-Con la terza puntata, l’edizione di Canzonissima arriva esattamente a metà. Potete fare già un primo bilancio del ritorno in prima serata su Rai 1?
Fabio: È un’esperienza incredibile, tornare in prima serata su Rai 1 per noi è molto importante. Il musicista vive anche di visibilità, noi andiamo molto forte sui social e questo grazie al pubblico che ci segue, ma la televisione è sempre importante. Per noi è fondamentale essere presenti per far vedere chi siamo e cosa stiamo facendo. Musicalmente, invece, rappresenta un’occasione per metterci alla prova, perché sperimentiamo sempre.
Gli artisti protagonisti di tutte le sei serate di Canzonissima
-Lo scorso sabato avete cantato Per sempre sì di Sal Da Vinci. Una scelta interessante e curiosa, senz’altro in controtendenza rispetto a quella degli altri artisti.
F: Cantare un brano uscito due mesi fa è rischioso. Lo stanno facendo in tanti modi, ma è comunque un singolo fresco e non sai come il pubblico lo possa accogliere. Noi facciamo musica e cerchiamo di calare i brani degli altri mettendoci qualcosa di nostro, a partire dalla sonorità rock perché è quello che ci piace. Poi è chiaro che Almeno tu nell’universo e La Donna Cannone sono pezzi storici, di certo non facili, ma è come un mettersi in gioco in un ambiente in cui tanti già lo fanno.
-Parteciperete a tutte e sei le puntate di Canzonissima?
A: Inizialmente dovevamo farne soltanto quattro, poi ci hanno proposto di fare tutte le sei puntate ed è stata una gioia enorme.
–A Canzonissima gareggiano i brani e non gli artisti. Questo vi fa affrontare l’esperienza con maggiore tranquillità?
F: Quando sei sul palco in diretta e in prima serata non sei mai tranquillo. Poi per la gara ti dico la verità: se dovessimo tornare a Sanremo a noi non interesserebbe minimamente vincere. Ovviamente porteremmo un brano a cui noi crediamo, ma vorremmo portare al grande pubblico il nostro progetto musicale. Canzonissima è una gara fra canzoni, una gara leggera e divertente, con un agonismo nel quale nessuno vuole sovrastare l’altro. Ma noi abbiamo avuto il medesimo atteggiamento anche a Sanremo, abbiamo sempre e solo pensato di passare le audizioni con Fiumi di parole, la gente ha voluto votarci per farci arrivare alla vittoria.
Intervista Jalisse, le esclusioni dal Festival di Sanremo
–A proposito del Festival di Sanremo: l’anno prossimo tenterete di partecipare?
A: Arrivare al trentesimo tentativo non ci costa nulla. Lavoreremo ad un nuovo brano, ci tengo a dire che non sarà sempre il solito perché in molti lo mettono in dubbio.
–Da 29 anni cercate di tornare al Festival. C’è un’esclusione che, per il tipo di canzone presentata, vi è dispiaciuta più delle altre?
A: Siamo legati ad ogni brano, è una sorta di figlio che cresce, viene accudito e cantato. Un anno abbiamo portato un brano di Rita Levi Montalcini, un altro anno un singolo fatto con una band heavy metal. Ogni brano può essere considerato un dispiacere per non essere entrato, ma comunque li pubblichiamo lo stesso, diamo ai singoli una nuova vita.
F: Abbiamo proposto anche brani con un certo concetto. Una volta abbiamo presentato un brano dedicato ad una detenuta, che il giorno prima del suo rilascio ripensa agli errori fatti. Un testo che è nato da una nostra esperienza al carcere di San Vittore, svolta insieme alla Fondazione Mike Bongiorno e durata sei mesi.
Il Tour Taratata 29 No
–Nonostante non partecipiate in gara, il nome dei Jalisse, negli ultimi anni, è sempre stato al Festival.
A Sì, è un po’ come il fantasma dell’opera, non ci siamo ma il nostro nome è sempre evocato, ricordato, cantato e ironizzato. Con il nome dei Jalisse fanno di tutto e di più.
F: Quest’anno Alessandro Siani ci ha citato, così come Nino Frassica e, lo scorso anno, Willie Peyote. Quindi ci domandiamo: ma perché noi veniamo citati nel Festival ma non siamo là? Se noi non interessiamo non saremmo neanche citati. Questa è una cosa che ci ha fatto molto pensare, noi comunque andiamo sempre avanti. Forse editorialmente i brani non sono stati ritenuti interessanti, ma in ventinove anni è possibile che neanche uno sia stato ritenuto tale?
–Che risposta vi siete dati a questa domanda?
F: Noi le risposte non le possiamo avere, ma sono domande che ci portiamo avanti da anni. Tutti i regolamenti prevedono che il Direttore artistico, a suo insindacabile giudizio, inviti degli artisti, tuttavia si può sempre presentare un proprio brano. Noi siamo sempre stati i “tuttavia”, non siamo mai stati invitati. Presentiamo comunque la canzone, ma quando una persona organizza una cena a casa sua con trenta invitati, il “tuttavia” è sempre il trentunesimo. Uno può sempre dire “Se vuoi venire vieni”, ma se poi non ti apre la porta…”.
–Al di là di Sanremo, la musica continua ad essere protagonista. Prossimamente sarete i protagonisti del Tour Taratata 29 No, ci potete anticipare qualcosa?
F: Lo stiamo creando piano piano, ma senz’altro ci sarà grande dinamica. Sui social metteremo, comunque, il calendario. La gente spesso ci dice che vorrebbe ascoltare i nostri brani esclusi dal Festival, alcuni li canteremo nel Tour Taratata 29 No, alternandoli ad alcune cover sulle quali stiamo lavorando. Avremo una band di quattro elementi, per noi una famiglia. Abbiamo sempre posto al di sopra di tutto l’aspetto umano.
Intervista Jalisse, i prossimi progetti
-Di recente siete stati premiati durante la X° edizione de La Settima Nota.
A: Nel giro di pochi mesi abbiamo ricevuto tre premi e non nego che sia stato un grande onore. Quello de La Settima Nota celebra l’arte ma soprattutto l’umanità, per il progetto che abbiamo fatto in onore di Elena Scaini, una detenuta che ha lasciato dei testi. Noi uno di questi lo abbiamo musicato.
–Ultima curiosità. Al di là della musica, c’è un programma a cui vorreste partecipare, magari Ballando con le stelle considerando che è condotto, proprio come Canzonissima, da Milly Carlucci?
A: Ora vogliamo goderci il momento. Se si pensa sempre al dopo, ma noi vogliamo goderci il momento. Io poi sono stata operata all’anca, quindi credo che Ballando non faccia proprio per me.
F: Tutto quello che stiamo facendo sono delle vittorie quotidiane. Noi siamo artigiani della musica e la considerazione del pubblico, oltre che la riscoperta da parte di alcuni addetti ai lavori, per noi sono grandi soddisfazioni. La vita oramai è uno streaming, ringraziamo Milly Carlucci per aver creduto in noi e per averci chiamato.