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Una storia da cantare 30 novembre – Diretta omaggio a Lucio Battisti

Nella terza e ultima serata, lo show di Guaccero ed Enrico Ruggeri su Rai1 omaggia Lucio Battisti
Alessandro De Benedictis

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Una storia da cantare 30 novembre - Diretta omaggio a Lucio Battisti
Nella terza e ultima serata, lo show di Guaccero ed Enrico Ruggeri su Rai1 omaggia Lucio Battisti
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Una storia da cantare 30 novembre. Questa sera, alle 21:25 su Rai 1 e Raiplay, andrà in onda la terza puntata di Una storia da cantare. Per la coppia formata da Bianca Guaccero ed Enrico Ruggeri è l’ultima serata del nuovo show con il quale hanno ricordato tre grandi cantautori italiani. Dopo la serata dedicata a Fabrizio De Andrè e quella a Lucio Dalla, è la volta dell’omaggio a Lucio Battisti.

Una storia da cantare 30 novembre - Diretta omaggio a Lucio Battisti

Una storia da cantare 30 novembre – Diretta omaggio a Lucio Battisti

L’omaggio al cantautore di Poggio Bustone (Rieti), morto ormai ventuno anni fa, andrà in onda in diretta dagli Studi Rai di Napoli. Ad Una storia da cantare 30 novembre parteciperanno molti artisti che con Lucio Battisti hanno condiviso parte della carriera ed altri che con lui hanno un legame particolare. Perché gli devono molto in fatto di ispirazione o perché ha scandito passaggi importanti della loro carriera e della loro vita.

Ascolteremo e vedremo alternarsi sul palco Patty Pravo, Arisa, Maurizio Vandelli, Edoardo Bennato, Roberto Vecchioni, Nicky Nicolai, Le Vibrazioni, Fausto Leali, Shel Shapiro e Luca Barbarossa.
Una storia da cantare diretta 30 novembre - Patty Pravo

Alla serata non potrà mancare il cantautore Mogol che con Battisti ha creato uno dei sodalizi di maggior successo del cantautorato italiano. Racconterà anche molti aneddoti che li legano. Insieme a Pasquale Panella – l’altro grande paroliere del cantante laziale – Mogol ha scritto canzoni iconiche della musica italiana. “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Emozioni”, “Non è Francesca” sono titoli che hanno letteralmente segnato un’epoca.

Ma li riassaporeremo tutti, i grandi successi di Lucio Battisti, in un lungo storytelling della sua carriera. Formula che ha dato buoni frutti in termini di ascolti nelle puntate precedenti, ma che non ha convinto fino in fondo. L’inedita coppia di conduttori porta a casa lo stesso un bottino positivo che alla vigilia era tutt’altro che assicurato.

Una storia da cantare 30 novembre - Enrico Ruggeri e Morgan aprono la puntata con E penso a te

Una storia da cantare 30 novembre – Enrico Ruggeri e Morgan aprono la puntata con E penso a te

Enrico Ruggeri e Morgan aprono la puntata. Il condutore entra e mette sul piatto del giradischi un LP di Lucio Battisti.
Poi, Morgan dà il via a Una storia da cantare 30 novembre al pianofrote. Canta  “E penso a te”, del 1972.
Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero iniziano la diretta in platea. Raccontano la nascita di Lucio Battisti, appena un giorno dopo quella di Lucio Dalla, il 5 marzo 1943. Fino all’incontro con Mogol e alle prime uscite discografiche, che fecero immediatamente storia.


Arisa è l’ospite successiva. Canta “Fiori rosa, fiori di pesco” in una versione decisa, pimpante, estrosa come suo solito.

Una standing ovation molto calorosa accoglie Mogol. Il paroliere introduce in maniera poetica, accompganato da un tappeto musicale, “I giardini di marzo”. Racconta di come la scrisse, con in testa le immagini della sua infanzia nel quartiere di Milano dove nacque.

La canta Enrico Ruggeri – che pecca nella voce come spesso accade – in un arrangiamento audace ma interessante.

Mogol racconta a Bianca Guaccero il primo incontro con Lucio Battisti: “Mi fu presentato da un’amica francese, Christine Leroux, discografica. Lei mi disse di aver fatto un contratto con un nuovo ragazzo e voleva farmelo ascoltare.


Lui arrivò, cantò due canzoni e poi entrambi mi guardavano ansiosi di sapere cosa pensassi. Io gli dissi che le canzoni non mi sembravano granché, non avevo visto niente in Lucio. Lui mi fece un grande sorriso e disse che avevo ragione. Poi, gli diedi un appuntamento nel mio ufficio qualche ora dopo. Da lì iniziò tutto. Mi portava la musica anche di dieci canzoni la volta”.

Una storia da cantare diretta 30 novembre - Roberto Vecchioni canta Emozioni

Roberto Vecchioni canta Emozioni

Roberto Vecchioni, in acustico, canta “Emozioni”. È uno dei brani simbolo del sodalizio Battisti-Mogol.
La sua versione in diretta a Una storia da cantare 30 novembre rende onore al pezzo e piace molto anche al pubblico in studio.

Vecchioni spiega perché abbia scelto di cantare questa canzone: “È una rarità. Lenta, intimista, un’autobiografia di Mogol. Dice una cosa che non ho mai sentito in una canzone. Dice che per quanto noi amiamo e condividiamo tutto gli altri, c’è qualcosa dentro di noi che rimarrà sempre solo ed esclusivamente nostro. L’amore per il bambino che abbiamo dentro e che non muore mai”.

È Fausto Leali, invece, a cantare “Il tempo di morire” del 1970. Lo fa insieme a Bianca Guaccero, Enrico Ruggeri ed Arisa. La versione non è male, ma ne viene fuori un mezzo pasticcio, con Arisa che incespica in alcuni versi e qualche sovrapposizine di troppo.

Intanto, Mogol in platea gongola e canta insieme ai protagonisti.

Una storia da cantare 30 novembre - L'irruzione di Vincenzo Salemme e Patty Pravo canta Il paradiso

Una storia da cantare 30 novembre – L’irruzione di Vincenzo Salemme e Patty Pravo canta Il paradiso

Il comico Vincenzo Salemme fa irruzione a Una storia da cantare del 30 novembre mentre Enrico Ruggeri sta ringraziando l’orchestra diretta da Maurizio Filardo.

Ironizza sui musicisti, poi scherza con Ruggeri sul programma, dicendo di esser stato disturbato durante le prove nello studio di fianco (sta preparando il suo spettacolo live per Rai2). Abbraccia anche Mogol, lusingandoli dicendo che meriterebbe il Premio Nobel.

Lascia il palco a Patty Pravo, che canta “Il paradiso”. Una canzone sempre cantanta da lei, ma nata da un intreccio tra musicisti (tra cui Lucio Battisti) a Londra.


Al giovane cantutore Fulminacci tocca rispolverare un altro grande classico: “Sì, viaggiare”.

Una storia da cantare 30 novembre - Ospite Edoardo Bennato canta Dolce di giorno e Facciamo un compromesso

Una storia da cantare 30 novembre – Ospite Edoardo Bennato canta Dolce di giorno e Facciamo un compromesso

Ospite di Una sera da cantare 30 novembre è anche Edoardo Bennato. Ricorda l’incontro con Lucio Battisti, di quando il cantautore gli disse ironicamente: “Con questa armonica mi sembri Bob Dylan”. Soprattutto, ricorda la comune pasisone per il blues. Anche per questo sceglie di cantare insieme “Dolce di giorno” (di Battisti) insieme e la sua “Facciamo un compromesso”.


Nicky Nicolai, dal canto suo, canta una bella versione di “Insieme”. Canzone conosciuta per l’interpretazione di Mina, ma nata dalla coppia Battisti – Mogol.

Enrico Ruggeri si avvicina a Mogol e gli chiede cosa lo legò così intensamente a Lucio Battisti per anni. “Ci stimavamo a vicenda. Io lo consideravo un grande musicista, lui mi chiamava ‘il poeta’”, risponde l’autore.
Una storia da cantare 30 novembre - Enrico Ruggeri e Mogol

Le Vibrazioni, subito dopo, cantano “Mi ritorni in mente”. La loro versione è stuzzicante nelle intenzioni, anche se il cantante Fracesco Sarcina la stiracchia un po’ qua e là. Mogol, in ogni caso non riesce a stare fermo, più coinvolto che mai.

La band, anni fa, aveva fatto un’ottima cover de “Le tre verità”, brano meno conosciuto ma molto bello di Battisti.

 

Una storia da cantare 30 novembre - L'omaggio di Luca Barbarossa a Lucio Battisti canta Per una lira

L’omaggio di Luca Barbarossa a Lucio Battisti canta Per una lira

Per l’omaggio a Lucio Battisti, arriva sul palco Luca Barbarossa e canta “Per una lira”. La introduce così: “Canzone particolare, prima cantata da I Ribelli. Fino a quel momento Battisti aveva scritto per altri e la Ricordi non voleva farlo cantare. Ma Mogol si impose per farlo cantare con questo pezzo che era totalemte controcorrente nel periodo del ’68”.

Mogol, in platea, apprezza. Quando Barbarossa gli si avvicina, addirittura canta insieme a lui.

Subito dopo, Francesco Pannofino recita una sorta di mash-up dei testi di Mogol-Battisti, da cui viene fuori una vera e propria storia, in versi.
Una storia da cantare 30 novembre - Francesco Pannofino

Dopo di lui, Enrico Ruggeri ed Arisa si decicano ad “Anche per te”, canzone del 1971.

Dopo l’esibizione, vanno a sedersi vicino a Mogol e Arisa parla del suo impegno al CET, la scuola per artisti dello stesso parolieri, dove anche lei è stata coinvolta.

Torna sul palco pure Morgan, impegnato in uno dei compiti più difficili della serata: “Il mio canto libero”. Si lascia andare con il suo proverbiale estro, ma senza esagerare.

Prima delle due strofe finali, si ferma e cerca di spiegare il testo: “Autobiografico, potrebbe essere riferito tanto ad una donna, quanto alla vita o alla musica”. E la legge dal punto di vista della sua vita, con un pensiero alla compagna Alessandra Cataldo, incinta di sei mesi. Promettendo che continuerà a rimanere dov’è, per amore della vita e della musica.

Una storia da cantare 30 novembre - I Decibel canta 10 ragazze

Una storia da cantare 30 novembre – I Decibel cantano 10 ragazze, poi canta Maurizio Vandelli canta

Enrico Ruggeri sveste i panni dei conduttore e mette quelli dei Decibel, il suo storico gruppo anni ’80 con cui si è riunito a Sanremo 2018. Cantano “10 ragazze” con un arrangiamento pop-rock elettronico, molto lontano dallo stile di Battisti.

Poi, lasciano la scena di Una storia da cantare 30 novembre a Maurizio Vandelli. La storica voce degli Equipe ’84 canta “29 settembre”, canzone che segnò un enorme successo del pubblico e fu scritta da Lucio Battisti.


Il suo ricordo: “Lucio era una delle perosna più simpatiche che io abbia mai conosciuto. L’ironia era il nostro paradigma di vita. Non mi ringraziò mai quando “29 settembre” ebbe successo. Poi, però, venne e mi disse che aveva imparato a cantare da me, ma correggendo i miei errori”.

La conduttrice Bianca Guaccero ci prova con “Ancora tu”. L’arrangiamento è bello, dona alla cnazone, però lei inciampa in più di un passaggio. A fine esibizione, quasi a chiedere scusa: “Non sono una cantante, ma ci sto provando e sto imparando molte cose qui. Per me è stato un onore cantare davanti a Mogol“.

Shel Shapiro – all’epoca una risposta artistica agli Equipe ’84 – canta “Io vivrò senza te”. Pure in questo caso, arrangiamento interessante, con prova canora rivedibile.


Una storia da cantare 30 novembre – Quando Mogol e Lucio Battisti fecero da Milano a Roma a cavallo

Mogol racconta a Bianca Guaccero di quando lui e Lucio Battisti fecero da Milano a Roma a cavallo. Battisti non sapeva cavalcare, ma lui lo spronò dicendo che avrebbe imparato. Il cantante accettò la sfida e dopo pochi giorni percorsero il tragitto, tra l’incredulità di fantini navigati che li davano per pazzi.

Intanto, Fausto Leali concede il bis e torna per cantare “Un’avventura” che diventa il suo congedo ad Una storia da cantare 30 novembre.

Il duo indie/hip hop dei Coma Cose fa sua “Io vorrei… Non vorrei… Ma se vuoi…”.


Tra le altre cose, loro hanno anche chiamato il loro primo singolo “Anima lattina”, prendendo ispirazione da Anima Latina di Lucio Battisti.

Mentre il pubblico ha eletto “Il mio canto libero” a canzone della serata, Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero avviano Una storia da cantare 30 novembre alla fase finale con un medley. Si susseguono “Non è Francesca”, “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Una donna per amico”, “Prendila così” e “Con il nastro rosa”.

Il saluto arriva sulle note de “La canzone del sole”, cantata in sing along da tutto il pubblico. Sul palco canta anche Mogol.

Una storia da cantare 30 novembre – Diretta omaggio a Lucio Battisti finisce qui.


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In barba a tutto 19 aprile, prima puntata per il nuovo talk di Luca Barbareschi

In barba a tutto, la prima puntata del nuovo talk show in seconda serata su Rai 3 stasera, 19 aprile. Tutti gli ospiti del padrone di casa Luca Barbareschi.
Lorenzo Mango

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In barba a tutto 19 aprile
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Luca Barbareschi conduce questa sera, 19 aprile in seconda serata su Rai 3, il talk live In barba a tutto. L’ultimo programma condotto in TV dall’attore e regista è stato Sbarre, trasmesso nel 2011 su Rai 2. In barba a tutto, inoltre, è anche la prima esperienza di Barbareschi come conduttore su Rai 3.

In barba a tutto è trasmesso in diretta per espressa volontà del conduttore. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma, infatti, Barbareschi ha più volte ribadito la necessità di andare in onda live, per dare agli spettatori la sensazione di trovarsi di fronte a uno spettacolo teatrale. 

Al momento sono previste otto puntate di In barba a tutto, trasmesse ogni lunedì in seconda serata, dalle 23.15, su Rai 3. Nello studio televisivo del talk, pensato come un piccolo loft dotato anche di un tavolo da biliardo, Barbareschi conduce interviste “politicamente scorrette”, in contrasto, come ha affermato lui stesso, con la filosofia dilagante in tv del politically correct a tutti i costi.

Ogni serata è contraddistinta da tre temi portanti intorno ai quali ruotano altrettante interviste. Gli ospiti confermati della prima puntata sono Luca Perri, 35 anni, astrofisico e i cantanti e artisti Morgan e Katia Ricciarelli. Con loro Barbareschi discute i tre temi: Scienza e romanticismo – Essere contro – Il mondo della lirica è maschilista? 

In barba a tutto 19 aprile, la diretta con l’astrofisico Luca Perri

“Hanno preparato due persone attaccate a una spina gigante, pronti a staccarla se dovessi dire qualcosa di inadeguato” inizia Barbareschi all’esordio di In barba a tutto questa sera, 19 aprile. Che subito inizia a proporre alcune delle sue provocazioni. “Il virus più pericoloso è quello della stupidità.” esclama.

Il primo ospite in studio con Barbareschi è Luca Perri, astrofisico. “Cosa cade dal cielo quando vediamo le stelle cadenti?” chiede il conduttore. “Alle volte sul pacifico potrebbero essere le deiezioni degli astronauti che si incendiano a contatto con l’atmosfera” racconta Perri. L’astrofisico racconta quello che succede agli astronauti alle prime esperienze a gravità zero. “Non è piacevole, intestino e stomaco sballonzolano nel corpo ad esempio.” risponde Perri. “Inoltre si diventa più alti, perché non c’è il peso a schiacciarci. La testa si gonfia, e il cuore si sfericizza. Si perde massa ossea e massa muscolare: andare nello spazio fa abbastanza male” prosegue Perri.

In seguito, Luca Perri e Barbareschi discutono del movimento terrapiattista. “E’ l’unico movimento complottista senza movente. Chi dovrebbe giovare della menzogna della terra tonda?” si chiede Perri. L’astrofisico, poi, racconta di quando ha tentato di vincere un Ignobel: un premio assegnato alle più assurde, ma reali e comprovabili, ricerche scientifiche del pianeta. “Ad esempio è stato dimostrato che il 95% dei cani defeca guardando a nord, perchè percepiscono il campo magnetico terrestre”.

In barba a tutto 19 aprile

In barba a tutto 19 aprile, l’intervista con Morgan

Morgan e Barbareschi si danno la mano per salutarsitanto poi ce le laviamo” afferma Barbareschi. “Com’è bello farsi la mano” esclama il conduttore. “Non potresti vestirti normale? Devi per forza essere vestito da genio?” chiede Barbareschi. “Io faccio spettacolo, questo è il mio abito.” risponde Morgan.

Poi parlano dei Maneskin, e delle ragioni per cui hanno censurato il loro brano in rispetto del regolamento dell’Eurovision. Cosa che non hanno fatto in occasione di Sanremo. “Non sto facendo l’apologia dei Maneskin, non so chi siano. Ma credo la loro scelta sia saggia, è autocensura. Riguardo i Maneskin, non sono in maschera. E’ maschera la parrucca di Amadeus, Achille Lauro. I Maneskin mi sembrano reali” dichiara Morgan. “Non si travestono, fanno spettacolo, show. E’ la commedia dell’arte. E’ un travestimento quando dietro c’è il vuoto.” continua il cantante. 

Il conduttore chiede a Morgan chi sia il più popolare, secondo lui, fra Aristotele, Platone e Gesù. “Popolare non è pop, e trasgressivo non si può dire di sè stessi” risponde Morgan. “Per me questo è il miracolo. Lazzaro era uno che non camminava perchè lo convincevano che non poteva. Arriva Gesù e gli dice che può camminare, allora lui l’ha fatto” continua. Poi risponde alla domanda. “Gesù era uno che ha rotto le scatole, ma era gentile. Probabilmente è lui il più rivoluzionario” dice Morgan.

Infine, Morgan e Barbareschi discutono sull’uso del sangue e della violenza nell’arte e nei messaggi di alcuni artisti moderni. “Nel 1800 usavano sangue e violenza nell’arte. Oggi l’arte deve essere edificante” risponde Morgan. Infine, Morgan canta accompagnato dall’orchestra di Barbareschi Life on Mars, di David Bowie.

La musica classica con Katia Ricciarelli

“Oggi nessuno sa più leggere la musica dagli spartiti. Per questo l’unica con cui potevo parlare di musica è Katia Ricciarelli. Perchè non sono nati nuovi Mozart, Rossini in questo periodo?” chiede Barbareschi. “Siamo troppo indietro, quando saremo morti li osanneranno forse” risponde la Ricciarelli.

“Se la Olimpia la dovesse fare un LGBT non potrebbe, non è assurdo il politically correct oggi?” continua Barbareschi. “Trovo che in realtà Mozart sia molto attuale ad esempio. E’ chiaro che alcuni testi sono particolari.” afferma la Ricciarelli. “Il melodramma è nato per smuovere ed emozionare, c’erano un sacco di violenza e omicidi nel melodramma italiano. E poi? Il Rigoletto oggi spaccia droga e beve continuamente. Il melodramma non si può fare troppo moderno, è naturale.” prosegue la Ricciarelli.

“Non farmi dire cose che non esistono: nel melodramma canti solo se hai la voce. Non c’è maschilismo nella musica oggi.” dichiara la Ricciarelli. “Allo stesso modo non si può cantare la musica normale con una voce lirica.”.

Il conduttore chiede alla Ricciarelli se avrebbe voglia di insegnare. “Io insegno ovunque vada. Spesso incontro giovani cantanti quando viaggio, organizzo dei corsi e mi piace molto insegnare a chi non può viaggiare per imparare. C’è bisogno di una guida in questo mondo tremendo” afferma la Ricciarelli.

 


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L’Eredità Monica si riconferma campionessa del game show, ma non vince

La nuova campionessa de L'Eredità, Monica da Roma, tenta di conquistare nuovamente il titolo e vincere il montepremi in palio. Si conferma campionessa, ma anche stasera non vince il montepremi in palio: 15.000 Euro.
Lorenzo Mango

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L'Eredità Monica
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Questa sera, 19 aprile 2021 alle 18.45, su Rai 1 Monica, professoressa di Roma, ha difeso il titolo di campionessa del game show L’Eredità per la quinta sera consecutiva. Tuttavia, non ha vinto il montepremi in palio.

Nel corso della puntata de L’Eredità di sabato 17 aprile, Monica era riuscita ad eliminare Francesco Simonetta, più volte campione del game show condotto da Flavio Insinna. Tuttavia, sia il 17 che  il 18 aprile, quando si è riconfermata campionessa, Monica non è riuscita a vincere il montepremi accumulato. Infatti, per due sere consecutive ha sbagliato la risposta del gioco conclusivo la Ghigliottina.

Può tentare nuovamente la scalata al montepremi questa sera, 19 aprile, sfidando nuovi concorrenti nei giochi in sequenza previsti dal format. Giochi che sono: L’una o l’altra, seguito da Le quattro date; e poi ancora i Paroloni, il Triello e, infine, la Ghigliottina.

Vi ricordiamo che potete seguire il game show L’Eredità anche sul sito dedicato RaiPlay.

Eredità Monica

L’Eredità, i concorrenti che sfidano Monica

Inizia la puntata. Monica la campionessa questa sera dice questa sera di voler “centrare l’obiettivo“. Una battuta, dato che la parola da indovinare nel gioco Ghigliottina dell’ultima puntata era proprio obiettivo. Poi sono presentati a giro i concorrenti, nel corso del gioco di apertura degli Abbinamenti, al quale la campionessa non partecipa. Si inizia da Claudia di Roma, laureata in lingue e Project Manager per una società organizzatrice di eventi. Poi c’è Roberto, anche lui Project Manager per un’azienda di telefonia. E’ lui il primo a sbagliare, ottenendo un’ammonizione.

Quindi c’è Benedetta, laureata in archeologia classica, romana e greca. Si prosegue con Ruggero, amante dei gatti tanto da ospitarne ben 7 in casa. E poi c’è Valeria, che confessa di essere più preoccupata dal gioco degli Abbinamenti che dagli altri del game show. Segue Matteo, laureato in ambito economia e marketing internazionale.

Il giro è terminato, e Roberto deve sfidare Claudia, scelta dalla campionessa Monica in quanto nessun altro ha sbagliato la serie di risposte degli Abbinamenti. Alla fine è Roberto a spuntarla, proseguendo nel gioco.

L’eredità Monica, L’una o l’altra

Nel gioco L’una o l’altra i concorrenti devono ora indovinare quale tra due possibili risposte è quella corretta alla domanda fornita dal conduttore. La prima a sbagliare è Benedetta, seguita da Matteo. Anche la campionessa Monica fa subito il suo primo errore. Il giro continua, e anche Valeria accumula un errore. Il primo a cadere nel doppio errore è Matteo, che punta il dito contro Benedetta.

Inizia un nuovo confronto a tempo tra i due concorrenti, per stabilire chi dei due sarà eliminato. Alla fine Matteo viene eliminato, e Benedetta ottiene il suo montepremi da 10.000 Euro.

Le quattro date

Il gioco delle quattro date inizia. I concorrenti devono indicare in che anno si sono svolti determinati eventi scegliendo tra quattro possibilità: 1934, 1947, 1961 o 1989. La campionessa inanella due risposte corrette di seguito. Poi, Roberto è nuovamente il primo a commettere un doppio errore. Così, decide di sfidare in un testa a testa Benedetta, appena uscita vincitrice da un precedente confronto.

A venire eliminato dopo una sfida molto combattuta è Roberto.

Eredità Monica

I Paroloni

Inizia il gioco dei Paroloni. La prima parola di cui i giocatori devono individuare la definizione è Forbotto. Dopo due giri completi nessuno ha ancora indovinato la risposta esatta. Alla fine è la campionessa Monica a indovinare: un Forbotto è un colpo. La parola deriva dal verbo forbottare.

Quindi, la seconda parola con cui i giocatori sono messi a confronto è Tamburlano. Immediatamente, la concorrente Benedetta indovina che il Tamburlano è un asciuga-biancheria. Così, si devono sfidare Ruggero e Valeria, per decidere chi parteciperà al gioco semifinale del Triello. Anche in questo caso la sfida è serratissima, ma Ruggero capitola sul finale, e vanno al Triello la campionessa Monica, Benedetta e Valeria.

Il Triello: Monica si riconferma campionessa a L’Eredità

I montepremi all’inizio del Triello sono i seguenti: 10.000 per Monica, 40.000 per Benedetta e 20.000 per Valeria. Monica la campionessa è la prima a scegliere la materia: Italiano. Indovina la risposta, e sceglie la materia successiva: Letteratura. Dopo tre risposte indovinate di seguito, Monica si porta a 90.000 Euro.

Di rientro da una breve interruzione pubblicitaria, Monica sbaglia la risposta nella categoria Musica, e passa il turno a Valeria. La concorrente raggiunge così i 40.000 Euro, e sbaglia la risposta alla domanda in materia di Curiosità. Anche Benedetta sbaglia, e persino la campionessa Monica non indovina. Così, è di nuovo Valeria a indovinare, accumulando altri 30.000 Euro, per un totale di 60.000 Euro. Valeria prosegue la sua serie di risposte positive, arrivando a 70.000 Euro di montepremi. Sbaglia la risposta, e si passa a Benedetta. Quindi, dopo un altro errore, di nuovo a Monica.

Alla fine, è proprio la campionessa Monica a confermarsi vincitrice del Triello anche questa sera, con un montepremi da 120.000 Euro. Prima di procedere con la Ghigliottina, però, Monica deve indovinare le risposte ad altre due domande. Monica riesce nell’impresa, e resta la campionessa di L’Eredità anche questa sera.

Eredità Monica

La Ghigliottina

Inizia il gioco finale, si gioca per 120.000 Euro. La prima scelta è tra le parole Amica o Fatica. La parola scelta da Monica, Amica, è sbagliata. Segue la scelta fra Museo e Liceo, al che Monica seleziona Museo, indovinando. Quindi, le ultime parole della Ghigliottina di questa sera sono Vincere, Italiana e Pubblico Ufficiale. Monica sbaglia due delle quattro parole a disposizione, portandosi a 15.000 Euro di Montepremi.

Ricapitoliamo le parole che suggeriscono la risposta corretta alla Ghigliottina per questa sera, 19 aprile 2021:

  • Fatica
  • Museo
  • Vincere
  • Italiana
  • Pubblico Ufficiale

Monica ha scritto la parola “Medaglia“. Vincere una medaglia, una medaglia italiana alle olimpiadi. Esiste il museo delle medaglie, spiega Monica. Il pubblico ufficiale, afferma, può attribuire una medaglia. Quanto a Fatica, “Qualcuno che ha faticato tanto da vincere una medaglia” scherza Monica. La parola, spiega subito Insinna, è sbagliata. Infatti, la parola della Ghigliottina di questa sera era RESISTENZA. Resistere alla fatica, il Museo della Resistenza, Vincere la resistenza di qualcuno. E poi la Resistenza Italiana durante la guerra, e resistenza al Pubblico Ufficiale, un reato. Voleva essere una dedica degli autori alla tua Resistenza, e alla Resistenza al dolore e alla malattia che stiamo dimostrando come Paese in quest’anno.”.

 


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Domenica In 18 aprile: tra gli ospiti Sabrina Ferilli e i Ricchi e Poveri, tornano i Coma Cose

Tutti gli ospiti e le anticipazioni sulla trentaduesima puntata della trasmissione condotta da Mara Venier.
Irene Verrocchio

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Domenica In ospiti 18 aprile Rai 1
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Domenica in torna in video il 18 aprile, con ospiti in studio ed in collegamento. L’appuntamento con la trentaduesima puntata è su Rai 1 alle ore 14:00. Il contenitore festivo è condotto da Mara Venier e trasmesso in diretta dagli Studi Fabrizio Frizzi di Roma.

Domenica in ospiti 18 aprile Sabrina Ferilli

Domenica In ospiti 18 aprile, Sabrina Ferilli, Rocio Munoz Morales

Nella puntata del 18 aprile Mara Venier accoglie in studio Sabrina Ferilli. Nel corso dell’intervista l’attrice si racconta tra carriera e vita privata, dagli esordi al successo. Oltre ad aver interpretato Svegliati amore mio, serie diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, è stata anche la giudice popolare dello show Tu si que vales.

Torna a Domenica In anche Rocio Munoz Morales. L’attrice spagnola presenta in anteprima il suo primo romanzo in uscita il 22 aprile. Ha per titolo Un posto tutto mio e racconta la storia di Camilla, una donna che vive a Madrid. Arriva in Italia per vendere la masseria ereditata dalla madre ed intraprende un viaggio tra ricordi e leggende popolari. La Morales ha inoltre terminato di girare il film Troppa Famiglia e sta preparando la fiction Giustizia per tutti accanto al compagno Raoul Bova.

Domenica In ospiti 18 aprile Ricchi e poveri

Domenica In, Ricchi e Poveri, Coma Cose

Nello spazio dedicato all’intrattenimento musicale Mara Venier ospita in studio i Ricchi e Poveri. Dopo una breve intervista su episodi legati alla carriera, interpretano dal vivo i loro brani più amati. Hanno recentemente partecipato allo show Il Cantante Mascherato nel ruolo del Baby Alieno. E lo scorso 23 febbraio Rai 1 ha dedicato loro uno speciale in prima serata per la reunion con Marina Occhiena, avvenuta nel 2020 sul palco dell’Ariston.

Nella puntata del 18 aprile tornano anche i Coma Cose. Il duo musicale presenta l’ultimo album intitolato Nostralgia che contiene il singolo Fiamme negli occhi. E’ il brano che hanno presentato al Festival di Sanremo e che ha ottenuto la certificazione Disco d’Oro.

E’ prevista anche la presenza di Vincenzo De Lucia che, come ogni settimana, propone l’imitazione di un personaggio femminile del mondo dello spettacolo.

Spazio all’informazione con la campagna vaccinale anti Covid

In apertura di puntata Mara Venier si occupa della campagna vaccinale Anti Covid. Intervengono il Prof. Francesco Vaia, presente in studio, ed il Prof Matteo Bassetti da remoto. Il Direttore Sanitario dell’Istituto Spallanzani e il Direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova illustrano ai telespettatori gli ultimi dati sui contagi. Ma si soffermano anche sull’andamento della somministrazione dei vaccini e sulle varianti del virus.

Al dibattito partecipano, in collegamento, anche il giornalista Alessandro Sallusti e Letizia Moratti, Vicepresidente della Regione Lombardia e Assessore al Welfare. E’ presente anche Donatella Rettore, che è in attesa del suo turno per il vaccino.


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