Venerdì 27 marzo, su NOVE, abbiamo seguito in diretta una nuova puntata di Fratelli di Crozza. La trasmissione prende il via alle 21:35 ed è condotta da Maurizio Crozza. Al suo fianco c’è l’autore e spalla destra Andrea Zalone.
Insieme, durante la serata, realizzano imitazioni e monologhi, con i quali parlano dei principali temi di attualità. Lecito immaginare, a tal proposito, che ampio spazio lo avrà l’esito del voto del Referendum sulla Giustizia e le conseguenze politiche.
Fratelli di Crozza diretta 27 marzo, si parla subito del Referendum
Fratelli di Crozza del 27 marzo parte con un monologo sul Referendum: “Non ho mai visto così tanto arrabbiata Giorgia Meloni. Ma se avesse vinto il sì, Delmastro, Santanché e Bartolozzi sarebbero rimasti in carica?“. A rispondere c’è proprio la finta Premier, imitata dal conduttore: “Se avessi saputo della sconfitta li avrei mandati via prima delle elezioni! Invece mi è toccato fare le pulizie di primavera. Il problema non è per chi va via, ma per chi resta. Mancava solo un anno alla fine della legislatura, c’erano quasi cascati tutti. Neanche a Garbatella mi hanno votato, ora li deporto tutti ai CPR in Albania, tanto sono vuoti!“.
Ancora Crozza: “L’unica cosa certa è che Nordio, il Ministro che ha firmato la proposta di legge bocciata al Referendum, è rimasto al suo posto”. Proprio il Ministro della Giustizia è imitato dal presentatore: “Io non mi dimetto, è già andata via Bartolozzi. Ha scelto spontaneamente di dimettersi, dopo aver avuto venti tarantole addosso. Delmastro? Non ho elementi per giudicare, ero impegnato a perdere il Referendum. Se c’è una persona contro la Camorra è Delmastro, me lo diceva quando prendevamo l’ascensore insieme“.
La parodia di Antonio Tajani
Ancora Referendum nel monologo di Crozza: “Molti elettori di Forza Italia non si sono presentati alle urne o hanno votato no. Ora forse diventeranno interisti!”. Il conduttore realizza la parodia del Ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Ci dispiace aver perso la battaglia di Silvio Berlusconi, papà di Piersilvio e Marina. Noi pensavamo che interessasse tanto agli italiani della battaglia del papà, invece… Io, fra l’altro, sono stato nominato proprio dal papà. Io mi auguro che la figlia del papà mi tenga ancora qui, proprio in onore del papà”.
Procede il monologo: “Matteo Salvini ha ignorato il no al Referendum, è andato da Orban ed ha criticato Zelensky, ovvero il leader del paese a cui diamo le armi. La nostra è una mossa di intelligence: in caso di guerra, nessuno ci attaccherebbe perché nessuno saprebbe da che parte stiamo. Ai funerali di Bossi è stato contestato: orami, nella Lega è benvoluto come una moschea a Pontida. Chi, invece, ha ottenuto un ottimo risultato è Luca Zaia, visto che in Veneto il sì ha vinto con il 58%“.
Nella diretta di Fratelli di Crozza del 27 marzo c’è spazio per il grande ritorno dell’imitazione di Luca Zaia, da diversi mesi assente dal format. L’ex governatore del Veneto ha debuttato, di recente, alla conduzione di un podcast. Il finto Zaia: “Sin da bambino sognavo di essere seduto su una balla di fieno, ad intervistare ospiti. In Veneto sono stato una divinità, ma comunque pensavo sempre al fieno. Passare dal profumo delle vittorie a quello delle stalle mi piace. Avete visto al funerale di Bossi? C’erano due morti: Umberto e il consenso di Salvini. Lo ha fischiato anche il prete che celebrava l’omelia”.
Fratelli di Crozza diretta 27 marzo, la parodia di Carlo Calenda
Fratelli di Crozza continua. Il conduttore: “Sono i giovani ad aver vinto il Referendum. L’ultima volta che la sinistra ha vinto qualcosa in Italia era il 2006, anno nel quale l’Italia di Materazzi e Cannavaro, gente che ora fatica a salire le scale, diventava Campione del Mondo. Chi ha votato il sì al Referendum non ha mai visto la sinistra vincere e non lo farà neanche l’anno prossimo, visto che nel cosiddetto campo largo sono già alla resa dei conti delle primarie”.
Il conduttore parla di Carlo Calenda: “Lui non incarna né la sinistra né la destra, per me è un fenomeno inspiegabile. Ha annunciato che avrebbe votato sì al Referendum, poi, ad urne chiuse, ha detto che dava per scontata la vittoria del no. Io so cosa ha fatto: ha perso volontariamente, perché non accettava di poterne azzeccare finalmente una”.
Crozza imita Carlo Calenda: “Sapevo che tutto il mio partito avrebbe votato no, ma io ho votato sì. Se avessi votato per il no, sicuramente avrebbe perso. Io, in realtà, ho votato sì perché dovevo completare l’album delle Figurine di Calenda, collezione di tutti i miei fallimenti. Nelle politiche del 2027 mi candido per guidare il paese, perché devo completare l’album”.
Il padrone di casa firma la parodia del Ministro Adolfo Urso, con un intervento ricco di gaffes: “Ero ad Ankora, la capitona della Torchia. Abbiamo creato una taska forse. Ambiduo ci piace pensare al grande, abbiamo rafforzato lo scambismo commerciale“.
Red Ronnie e Vittorio Feltri
Nel corso della diretta di Fratelli di Crozza del 27 marzo è protagonista il finto Red Ronnie: “Ciao ragazzi, non voglio parlare degli alieni, né della navicella che tutti hanno visto ieri nei cieli dell’Andalusia. Io mi sono esposto per il sì al Referendum, ma avete visto cosa fanno gli slogan ai giovani? Hanno votato per la democrazia, ma quale democrazia? Se esistesse la democrazia io sarei libero di curarmi la broncopolmonite con l’orzo! Con i vaccini hanno inserito ai giovani i chip del no”.
La serata termina con l’imitazione di Vittorio Feltri: “Evviva i vecchi! I giovani hanno devastato il nostro paese votando il no, sono tutti drogati, convinti di andare ad un rave party. Al sud sono andati in massa nelle cabine elettorali con l’obiettivo di rimanerci dentro e farci dei soppalchi. Sono verità fattuali, Conte vincerà le primarie del Campo Largo. La povera Giorgia sta facendo saltare le teste di persone che non sapevano neanche di averla”.
Termina qui la serata: il conduttore dà appuntamento al 10 aprile, in quanto settimana prossima va in pausa per il Venerdì Santo. Il conduttore saluta i telespettatori dopo un ricordo a Gino Paoli.



