Venerdì 15 maggio, su NOVE, torna con una nuova puntata che seguiremo in diretta il format Fratelli di Crozza. Lo show parte alle 21:35 ed ha come protagonista Maurizio Crozza, che realizza imitazioni e monologhi dedicati ai temi principali di attualità. Al suo fianco, il conduttore può contare su Andrea Zalone.
Fratelli di Crozza diretta 15 maggio, le prime parodie
Fratelli di Crozza di venerdì 15 maggio inizia con la parodia della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La finta Premier ironizza: “Conte diceva con i soldi del PNRR faremo tante cose, peccato che ora siano finiti. Renzi ha detto che siamo la famiglia Addams? Lui allora è il cugino sfigato di Willy il cogliote“. Il conduttore inizia il monologo: “Secondo Bankitalia i salari sono al palo, ma c’è un settore che sta andando alla grandissima: la vendita delle armi. La Leonardo e Fincantieri, i maggiori venditori di armi, sono dello Stato. Dovrebbero cambiare la Costituzione: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli a meno che lo Stato non ci faccia tanto grano”.
Ancora Crozza: “Ieri Trump e Xi si sono incontrati. Per il primo è stato un buon incontro, per il secondo c’è il rischio di una guerra su Taiwan. Il nostro Ministro Guido Crosetto ha detto che più difesa corrisponde a una democrazia più forte“. Il padrone di casa imita proprio Crosetto: “È brutto sentirlo dire, ma dobbiamo comprare ancora più armi. Prima investiamo in armi, poi facciamo gli asili. Con gli F-35 ci fai le scuole. Prima eravamo comodi, avevamo i medici che ci visitavano a casa“. Il finto Ministro della Difesa mostra una serie di finte armi, tra cui un bazooka.
Nella diretta di Fratelli di Crozza si parla, ora, della crisi di Electrolux: “La società fa gola ai cinesi, che in Europa, con lungimiranza, si comprano tutto. I cinesi ci vedono come un enorme involtino primavera da divorare e, nel caso di Electrolux, lo abbiamo anche farcito di soldi pubblici“.
L’imitazione di Adolfo Urso
Nella puntata di Fratelli di Crozza, la pagina dedicata alla crisi dell’Electrolux è propedeutica alla parodia del Ministro del Made in Italy Adolfo Urso. Il suo intervento è ricco di strafalcioni: “Quella dell’Electrolux è una bella gatta depilata, ma stai all’occhio gara società. Occhia, state fando gli scherzi al fuoco, perché migliaia di lavoratori rischiano di finire sull’astice”.
L’attenzione si sposta sul Ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Abbiamo sanzionato i coloni violenti. Quanti sono? Quattro, anzi tre perché uno ha soffiato dentro il violentometro e abbiamo visto che era sotto la soglia del 2,3%. Per loro abbiamo applicato sanzioni dure. A un colono abbiamo rovesciato un banchetto di datteri, a un altro abbiamo dipinto le pecore di nero così di notte non le vedeva più. A un terzo abbiamo messo la farina 00 nell’hummus, così faceva i grumi. Sono sanzioni commerciali forti, lo sappiamo. Come mai non applichiamo sanzioni verso chi ha ucciso i palestinesi? Non posso rispondere, devo prima sentire il mio capo. Giorgia Meloni? No, Benjamin Netanyahu“.
A Fratelli di Crozza si parla di Vincenzo De Luca, candidato sindaco di Salerno: “Ha già fatto il primo cittadino di Salerno per 17 anni, altri tre e la città diventa sua per usucapione“. Il conduttore imita De Luca: “Vedi Napoli e poi muori, ma con Salerno resusciti. Con me la città sarà talmente tanto sicura che le case saranno senza porte, proprio come gli igloo. I turisti potranno andare in giro ricoperti di rolex alle 3 di notte e sarà Natale tutti i martedì. La città sarà talmente pulita che gireranno per le strade i puliziotti, che passeranno la cera. Da Montecarlo arriveranno a Salerno con i barconi”.
Fratelli di Crozza diretta 15 maggio, il ritorno del finto Flavio Briatore
Fratelli di Crozza del 15 maggio procede con il ritorno di una parodia storica del format, ovvero quella di Flavio Briatore. Il finto imprenditore: “Io sono sempre stato goloso delle FIAT, ma ora non ne vedo più. Io le uso come portacenere, mentre la Multipla le usavano le mie badanti come scarpiere. Sulla Milano-Nizza non ci sono macchine italiane, oramai i Italia non c’è più niente di italiano. Io vivo a Montecarlo per sentirmi in Italia, perché lì ci sono tutte Ferrari e Lamborghini“.


