Caso Genovese: Giletti e D’Urso sui festini di Terrazza Sentimento


Non è l'Arena e Live non è la D'Urso si sono occupati degli abusi subiti dalla modella diciottenne in una delle feste organizzate dell'imprenditore milanese.


Massimo Giletti e Barbara D’Urso, all’interno delle loro trasmissioni, hanno affrontato il caso di Alberto Genovese. L’impreditore milanese si trova in carcere con l’accusa di violenza sessuale. Avrebbe drogato e violentato ripetutamente una ragazza che ha partecipato al festino organizzato nel suo appartamento nel cuore di Milano, nella ormai celebre Terrazza Sentimento. Il tema è stato affrontato dai due talk show in chiave differente.

Caso Alberto Genovese a Non è l’Arena

Massimo Giletti nella puntata del 22 novembre di Non è l’Arena si è occupato del caso Alberto Genovese. Era presente, in collegamento, Daniele Leali, uno dei migliori amici di Genovese.

L’uomo, che partecipava a numerose feste, si occupava solo dell’aspetto musicale. Aveva conosciuto la vittima dello stupro solo dieci giorni prima della notte del 10 ottobre. Genovese gli aveva confidato di essersi invaghito di lei. Ma non avremme mai potuto immaginare che abusasse della giovane modella diciottenne.

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Inoltre spiega che durante i festini non ha mai distribuito delle sostanze stupefacenti agli invitati, al contrario di quanto riportato su molti giornali. Ma assieme a Genovese aveva deciso di far depositare a tutti i partecipanti il proprio smartphone. L’intento era di evitare che potessero riprendere ciò che accadeva alle feste. E che attraverso la geolocalizzazione potessero aggiungersi terze persone.

Giletti manda in onda alcune dichiarazioni della diciottenne. Si tratta di alcuni audio che avrebbe inviato a Leali mentre era ricoverata in ospedale. La giovane spiega che il fine delle feste era solo il puro divertimento. Quella notte non aveva ben compreso tutte le violenze che ha subito perché stordita dalla droga. Lo ha scoperto solo una volta aver ripreso conoscenza.

Il giornalista ha scelto di camuffarne la voce per tutelare la sua privacy, perché esige che la ragazza venga salvaguardata. Invece Barbara D’Urso ha optato per una scelta differente, trasmettendo un audio originale.

Caso Alberto Genovese a Live non è la D’Urso

A Live non è la D’Urso, la conduttrice ha scelto di chiamare la ragazza con un nome di fantasia, Vania.  E ha provato a riassumere ciò che le è accaduto nella notte del 10 ottobre a casa di Genovese.

La giovane modella è stata drogata, torturata e violentata per circa 20 ore. Ed è riuscita a scappare solo il giorno successivo, dopo aver recuperato degli abiti. Le immagini dello stupro sono state riprese dalle telecamere di sorveglianza presenti nell’appartamento. Genovese però avrebbe dato l’ordine di distruggerle. Ma una copia di quei filmati è finita nelle mani degli inquirenti. Il giovane imprenditore ha tentato poi di fuggire all’Estero con il suo jet privato. Ma è stato fermato dalle Forze dell’ordine.

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Vania ha deciso di raccontare alla D’Urso ciò che ricorda di quella notte. Ha scelto di non intervenire fisicamente. Ma ha preferito inviarle una registrazione vocale:

“I miei ricordi si sono fatti sempre più precisi e ciò che mi fa più male è sentire i commenti di queste persone che carcano di darmi la colpa o di giustificare quello che ho subito. Quello che ho vissuto in quelle ore non si possono neanche immaginare. Ho rischiato di morire. Mi sono vista dipinta in tanti modi, che non però non giustifica quello che mi è stato fatto.Io che sono la vittima, mi sono sentita più volte attaccata ingiustamente perchè dopo tutto quello che ho vissuto, quest’ulteriore violenza mediatica non penso sia assolutamente giusta.Mi sono sentita dare della escort ma non ho mai percepito queste feste in Terrazza Sentimento come pericolose. Io andavo lì per divertirmi e mi sono ritrovata a vivere un inferno”  Queste le dichiarazioni della vittima.

Le parole di Genovese a Live

Barbara D’Urso non si è occupata solo della vittima. Ma ha mandato in onda anche le affermazioni di Genovese. L’imprenditore si difende dalle accuse a suo carico, attribuendo la colpa all’assunzione delle droghe.

“Da quattro o cinque anni consumo tre o quattro grammi di cocaina al giorno. Mi drogo da quando ho perso ogni ruolo operativo nelle mie società. Quello che è successo è colpa della droga. La mia vita per l’80 % è sana, sono una persona a posto che non farebbe mai nulla di male. Non ho la percezione del limite esatto tra legalità ed illegalità quando sono drogato. E’ una cosa di cui non vado fiero. Vorrei smettere di drogarmi e vorrei uscire, non avrei immaginato di poter finire qui in carcere”. Questo quanto avrebbe dichiarato dal carcere.

Le dichiarazioni del Bodyguard

La conduttrice ha invitato in studio anche il bodyguard che presidiava la camera da letto di Genovese durante la festa. Aveva il compito di sorvegliare la porta d’accesso della stanza per impedire che degli sconosciuti potessero entrarvi. Genovese infatti aveva timore che qualcuno potesse rubare degli oggetti di valore.

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Quella sera il buttafuori ha visto Genovese e la ragazza entrare insieme in camera. Ma non si è accorto di nulla perché la musica era troppo alta e di conseguenza non riusciva a sentire ciò che stava avvenendo.

Inoltre la D’Urso ha raccolto anche una dichiarazione di Daniele Leali. Nel breve filmato trasmesso Leali ha raccontato di svolgere nelle feste solo il ruolo di dj. L’uomo è invece intervenuto da Massimo Giletti per approfondire la questione.

Massimo Giletti ha preferito seguire la vicenda in chiave giornalistica, cercando di comprendere la realtà dei fatti, senza giudizi morali. Mentre la D’Urso scavando a fondo nella vicenda si è soffermata su tutti i protagonisti di quella notte, lasciandosi sopraffare da commenti moralistici che non giustificano quanto è accaduto alla ragazza nella camera da letto di Genovese.



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