Domenica in | fallimentare bilancio di una edizione da dimenticare


Domenica in | fallimentare bilancio di una edizione da dimenticare. I motivi per i quali il contenitore festivo di Rai 1 è stato un flop sia per ascolti che per contenuti.


In effetti l’innovazione consisteva nella conduzione doppia delle sorelle Parodi. Lasciato il talent di Real time Bake off Italia- Dolci in forno, dove aveva cercato di accreditarsi come conduttrice affidabile e familiare, Benedetta Parodi si lancia in un’avventura più grande di lei senza averne le capacità professionali, illudendosi che le limitate competenze culinarie potessero compensare l’assenza di altre essenziali attitudini artistiche. Il dramma si prospetta con indici di ascolto imbarazzanti per il prestigioso contenitore che fu di Corrado e Pippo Baudo.

Dopo i primi flop, la formula di Domenica in è stata un working in progress senza fine. Via le cucine apparecchiate in studio per una cuoca di cui Rai 1 non aveva proprio bisogno, soprattutto nel dì festivo quando i telespettatori hanno già ampiamente onorato la tavola. E soprattutto via lei, la Parodi junior relegata a ruolo di inviata negli ultimi cinque minuti del programma. L’hanno spedita a casa di vip nel tentativo di realizzare interviste ai fornelli tra una spadellata e l’altra. Risultato sempre più imbarazzante.

Cristina Parodi è rimasta sola in studio: Adriano Panatta e Claudio Lippi, insieme ad Angela Rafanelli che doveva essere inviata, sono stati fatti forzatamente accomodare su un divano da opinionisti con (scarso) diritto di parola. Via Marco Mazzocca con le sue imitazioni troppo scontate. largo ad una sorta di Vita in diretta in formato domenicale. Cristina Parodi non ha mai convinto parlando addosso non solo agli ospiti ma anche a se stessa in un trionfo di inconvenienti tecnici oltre che umani.

I tanti e blasonati autori hanno cercato di mettere in funzione le “celluline grige” ed ogni volta hanno cambiato formula, inserendo nuovi elementi finalizzati a destare la curiosità ed il facile voyeurismo di un pubblico stanco e facilmente portato a cambiar canale .Dall’altra parte, su Canale 5, le sirene del gossip e del trash rappresentavano una forte tentazione.spettacolare che ha avuto la meglio.

Ed allora niente di meglio che inserire il segmento “Che uomo sei” nel quale, settimanalmente, un vip viene valutato da un pubblico di 50 donne che deve decidere se è più attendibile come uomo, come amante o come amico. E qui, spesso, si è oltrepassato il limite del consentito per una tv pubblica per di più in fascia protetta. L’ultimo protagonista, nella puntata finale, è stato l’attore Sebastiano Somma.

Della vecchia guardia è rimasto Leonardo Fiaschi intestardito ad imitare un Carlo Conti scontato con battute banali, scialbe e insignificanti.

Un bel giorno, però, questa piccola e fragile Domenica in si è presa la soddisfazione di superare il colosso concorrente: è accaduto con la puntata da Sanremo, all’indomani della chiusura del Festival e la settimana scorsa quando la prima parte di Domenica in ha superato, anche se di poco, la concorrenza.

Fallito l’esperimento Parodi sisters, adesso bisogna guardare al futuro e restituire dignità al contenitore.

Tutti i personaggi che hanno partecipato alla Domenica in 2017/ 2018 adesso scompaiano uno alla volta. Per dirla con un verso del Leopardi: “al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno”. Ovemai ne hanno uno. In primis Benedetta Parodi.



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