Agosto in tv: c’era una volta “Cocco” …con sorpresa



 Una volta  la tv in estate non andava in vacanza, non chiudeva per ferie. E nel 1988, esattamente dall’8 luglio, per otto venerdì, su Raidue al grido di “Non fare lo sciocco, guardati cocco” iniziava dall’Auditorium Rai di Napoli la prima edizione di Cocco.

La trasmissione aveva grandi firme per i testi: Alfredo Cerruti, Ugo Porcelli, Arnaldo Santoro (validi autori che solo un anno prima provenivano dal popolarissimo programma Indietro tutta, condotto da Renzo Arbore, trasmissione icona della tv con il famoso Cacao Meravigliao). Collaborava ai testi e curava la regia un altro grande della tv: Pier Francesco Pingitore.

A condurre Cocco una delle sorelle Carlucci, Gabriella, affiancata dal corpo di ballo delle Sfogliatelles che, ovviamente, faceva riferimento alle classiche sfogliatelle napoletane, nonché dal Cocco team, formato da comici ed umoristi, tra i quali figuravano, tra i noti, Gioele Dix e Riccardo Pazzaglia.

Ma, incredibile a dirsi, allora nello staff della trasmissione c’era qualcuno che in futuro, esattamente proprio in quest’anno, il 2013, sarebbe diventata molto popolare, addirittura avrebbe ricoperto la carica di Presidente della Camera. Eh già, avete letto bene: stiamo parlando della rigida figura di Laura Boldrini, allora in mezzo a ragazze con costumi variopinti ma molto succinti, tra balletti molto maliziosi e slogan tormentone. Proprio lei, la Signora Boldrini: l’allora ventisettenne ragazza, fresca di laurea in Giurisprudenza e con tanto di tesserino da giornalista, era riuscita ad entrare in Rai con un contratto a tempo determinato come assistente di produzione in alcune trasmissioni, tra le quali, appunto, Cocco.

Oggi, un varietà del genere, sarebbe stato più adatto per una tv commerciale. Un varietà che, non ci sono dubbi, ora sarebbe entrato nella “lista nera” dei modelli televisivi, che proprio la Presidente della Camera ha elencato alcune settimane fa  in un convegno a Roma concernente la violenza sulle donne, criticando anche una trasmissione che per anni è stata quasi un’istituzione, Miss Italia, per come venivano presentate e considerate le ragazze concorrenti. Chissà invece che pensieri passavano per la mente della Boldrini durante le puntate di Cocco, quando le donne venivano considerate babà e sfogliatelle ammiccanti al pubblico. Sicuramente pensieri non troppo positivi, visto che poi, dopo alcune esperienze, la futura Presidente della Camera lasciò la tv per dedicarsi a compiti più gratificanti, prima alla FAO come addetto stampa e successivamente come portavoce e addetto stampa del PAM (Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite).

Ma torniamo a Cocco. Lo studio era coloratissimo, con tante palme per ricreare l’atmosfera Hawayana, e c’era la Cocco Band, un’orchestra che si divertiva a suonare sigle tormentoni composte appositamente dal Maestro Toto Savio ed anche per accompagnare gli ospiti musicali presenti in ogni puntata. Complici il pubblico presente in studio ed il clima spensierato estivo, il varietà si rivelò per i telespettatori un ottima compagnia per passare a casa una serata estiva.

Cocco ebbe una seconda edizione anche nell’estate del 1989, 12 appuntamenti sempre di venerdì, dal 30 giugno al 15 settembre.      

               



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