Il film drammatico e psicologico L’angelo dei muri va in onda stasera su Rai 5, portando sul piccolo schermo un’opera intensa, cupa e profondamente intimista. Diretta da Lorenzo Bianchini, la pellicola si addentra nei meandri della solitudine umana, raccontando la resistenza silenziosa di un uomo che si rifiuta di scomparire dalla propria esistenza. La narrazione ruota attorno alla figura di Pietro, un anziano che, pur di non abbandonare la casa carica di ricordi e polvere, decide di farsi letteralmente muro, svanendo alla vista del mondo ma restando testimone muto della vita altrui.
Il lungometraggio si distingue per un’atmosfera sospesa e quasi spettrale, dove il confine tra realtà e allucinazione si fa estremamente sottile. Attraverso una regia meticolosa e claustrofobica, Bianchini trasforma un fatiscente appartamento triestino in un labirinto emotivo, esplorando temi universali come il trauma represso, il senso di colpa e il bisogno ancestrale di protezione. Non è solo la storia di uno sfratto evitato con l’inganno, ma una riflessione profonda su come i luoghi che abitiamo finiscano per abitare noi, diventando estensioni fisiche della nostra psiche più tormentata.
Regia, produzione e protagonisti del film L’angelo dei muri
La regia è firmata da Lorenzo Bianchini, autore friulano che conferma la sua straordinaria capacità di creare tensione partendo dal quotidiano e dagli spazi chiusi. La sceneggiatura è frutto di un lavoro corale tra lo stesso Lorenzo Bianchini, Michela Bianchini e Fabrizio Bozzetti, capaci di tessere una trama dove i silenzi pesano quanto le parole pronunciate. La produzione è interamente italiana, frutto dello sforzo congiunto di Tucker Film, MYmovies e Rai Cinema, realtà che hanno scommesso su un cinema d’autore coraggioso, visivamente ricercato e lontano dai canoni commerciali classici.
Il protagonista assoluto è il leggendario Pierre Richard, qui in una veste drammatica sorprendente e lontana anni luce dai ruoli comici che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. La sua interpretazione di Pietro Dossi è fatta di sguardi malinconici, respiri affannosi e una presenza scenica magnetica nonostante la staticità del ruolo. Al suo fianco, Iva Krajnc interpreta con grande sensibilità Zala, mentre la giovanissima Gioia Heinz presta il volto alla piccola Sanja, il cui legame sensoriale con l’invisibile protagonista rappresenta il vero cuore pulsante della vicenda.
Dove è stato girato?
Le riprese de L’angelo dei muri hanno sfruttato location capaci di riflettere il tono claustrofobico e decadente della storia:
- Friuli Venezia Giulia: la regione ha ospitato l’intero set, offrendo palazzi storici che portano addosso i segni del tempo e quartieri urbani che restituiscono quel senso di abbandono necessario al film.
- Interni reali e ricostruiti: mentre molte scene sono state girate in appartamenti autentici di Trieste, gli angusti spazi tra le pareti sono stati meticolosamente ricostruiti in studio per permettere alla macchina da presa di muoversi agilmente insieme al protagonista nel suo rifugio segreto.
- Trieste: l’atmosfera della città, con la sua luce particolare e i suoi interni asburgici, si presta perfettamente a fare da cornice a un dramma dai contorni noir e sospesi.
Trama del film L’angelo dei muri
Pietro Dossi è un uomo arrivato al tramonto della vita che riceve un ordine di sfratto esecutivo dal suo appartamento. Invece di rassegnarsi all’idea di finire in una casa di riposo o per strada, decide di mettere in atto un piano disperato: costruisce una finta parete in fondo al corridoio, ricavando un piccolo intercapedine dove nascondersi. Da quel momento, Pietro diventa un’ombra, un “angelo” che osserva la vita dei nuovi inquilini senza mai rivelare la propria identità, nutrendosi dei loro scarti e vivendo nel silenzio più assoluto.
Quando nell’appartamento entrano Zala e sua figlia Sanja, Pietro assiste alle loro fragilità quotidiane e alle difficoltà economiche. Sanja è cieca, e proprio questa sua condizione le permette di sviluppare un sesto senso nei confronti dell’uomo: lei non lo vede, ma ne percepisce il calore, il respiro e gli spostamenti d’aria. Tra i due si stabilisce una connessione ancestrale, fatta di piccoli aiuti invisibili. Tuttavia, la convivenza forzata e l’isolamento iniziano a far vacillare l’equilibrio mentale di Pietro, mentre antichi fantasmi del suo passato iniziano a riaffiorare tra le crepe dei muri, rivelando che il suo nascondiglio è in realtà una prigione emotiva costruita per espiare una colpa mai perdonata.
Spoiler finale
Nel finale, il film svela il vero motivo del tormento di Pietro: l’uomo vive in uno stato di espiazione per un tragico evento passato che ha distrutto la sua famiglia originale. La piccola Sanja diventa il ponte verso la redenzione, colei che lo spinge involontariamente a un estremo atto di coraggio per salvare le nuove inquiline da un pericolo imminente. Pietro decide infine di uscire allo scoperto, non per fuggire, ma per affrontare finalmente le conseguenze delle sue azioni passate. La conclusione è un mix potente di redenzione e malinconia, che vede il protagonista liberarsi finalmente dai muri fisici e mentali che lo avevano tenuto prigioniero per decenni, trovando la pace in un ultimo, definitivo abbraccio con la realtà.
Cast completo del film L’angelo dei muri
- Pierre Richard: Pietro Dossi
- Iva Krajnc: Zala
- Gioia Heinz: Sanja
- Paolo Fagiolo: Il proprietario dell’immobile
- Alessandro Mizzi: L’ufficiale giudiziario
- Arthur Defays: Pietro Dossi da giovane
- Franko Korosec: L’operaio del cantiere
- Zita Fusco: Una possibile affittuaria interessata
- Adriano Giraldi: La voce narrante della fiaba
- Andrej Rismondo: La voce del commesso nel negozio


