Venerdì 17 aprile, su NOVE, è andata in onda, in diretta, una nuova puntata di Fratelli di Crozza. La trasmissione, come di consueto, è guidata da Maurizio Crozza, che firma imitazioni e monologhi con i quali commenta i principali fatti di attualità.
Al fianco del conduttore torna l’autore Andrea Zalone, braccio destro di Crozza. La musica che accompagna il programma è firmata dalla Silvano Belfiore Band.
Fratelli di Crozza diretta 17 aprile, l’imitazione di Donald Trump vestito da Papa
Fratelli di Crozza del 17 aprile parte con l’imitazione di Donald Trump, che vestito da Papa afferma: “Né tu Meloni Giuda, né tu Papa Leone ammettete che io sia Gesù (…). Voi volete il petroil per il vostro suv a gasoil, voi non sapete ogni mattina che Whattsapp mi manda Dio sull’Iran: falli fuori dai, bombardali più che puoi“. Il conduttore parte con il monologo: “Trump ogni giorno ci bombarda con le sue dichiarazioni. Non è un Presidente, è un acufene: ne spara una ogni giorno. Gli psichiatri hanno ipotizzato che abbia un narcisismo maligno. Ha attaccato il Papa, che in due ore è diventato Rambo. Trump ha fatto il colpo impossibile: Leone è passato da essere quello dopo Papa Francesco ad eroe anti-capitalista”.
Un Crozza scatenato continua: “C’è un emendamento che prevede la destituzione del Presidente e la salita al potere del suo Vice. Peccato che Vance abbia detto che il Papa deve stare attento quando parla di teologia. Di cosa vuoi che parli il Santo Padre, di calciomercato? Ma poi sembra una minaccia: se il Pontefice dovesse continuare a parlare di teologia voi cosa farete, il blocco navale sul Tevere? Hegseth, il Ministro della Guerra degli Stati Uniti, ha dichiarato di aver citato la Bibbia, ma era una citazione del film Pulp Fiction. Ma uno così, da noi, non passerebbe neanche il catechismo!”.
Ancora il conduttore: “Trump ha fatto un miracolo: Meloni ha difeso il Papa, è stata attaccata dal Presidente USA e tutto il parlamento italiana l’ha difesa“. Il conduttore procede con la parodia della Premier Giorgia Meloni: “Ringrazio tanto Donald, menomale che mi ha trattata male. Stavo tutta depressa per la tranvata del Referendum, stavo peggio di Gattuso dopo il playoff. Ora sono rinata, mi sa che Trump è Gesù per davvero, mi ha resuscitata, trasformandomi in Giorgia Churchill”.
Si parla dell’opposizione con il ritorno di Pierluigi Bersani
La diretta di Fratelli di Crozza continua con un focus sulla sinistra: “Le primarie del Campo Largo sono già un caso. L’unica loro possibilità è che Trump attacchi pure loro. L’unica cosa che si smuove è la presenza della Salis, che dopo un anno da Sindaca di Genova già pensa allo scatto di ruolo. Nel campo largo, però, servono le idee“.
A tal proposito, arriva l’intervento del finto Pierluigi Bersani: “Dopo che stringi i bulloni devi curare le convergenze. Al campo largo non serve un federatore, ma un’intera officina. Mentre il mondo va a rotoli, la sinistra sta ancora a parlare di primarie. Tra Conte e Schlein, la Salis e Ruffini, abbiamo più candidati che elettori. Ragazzi: se alla mucca dai da mangiare la muffa non ti fa mica il gorgonzola! Quando Meloni parla ciò che dice ti arriva, se parla la Schlein ti fa venire il latte alle ginocchia“.
La diretta procede con la parodia del Ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Il Papa è un uomo forte, aveva la pace dentro sin da bambino. Come mai ho incontrato Marina e Piersilvio Berlusconi per 4 ore? Beh, ancora Marina è un uomo forte, nutro rispetto per lei, forse anche più che per il Papa, visto che sta un gradino sopra. Ci siamo incontrati nella sede Mediaset perché il nome ufficiale del partito è Forza Italia 1. Mi hanno detto, alla fine del vertice, che solo io ho la statura giusta, ma per fare il Gabibbo”.
Fratelli di Crozza diretta 17 aprile, la parodia di Adolfo Urso
A Fratelli di Crozza del 17 aprile si parla, ora, del Ministro Adolfo Urso. Il suo intervento è come sempre ricco di strafalcioni: “Il vino è importante, c’era già alle Nozze di Canna. Grisù l’ha fatta con l’acqua, poi ha detto agli apostrofi di berlo tutto. Adolf Hinter era astemio, con un buon vino rosso non avrebbe invaso Bologna“.
L’attenzione si sposta, ora, su Mauro Corona: “Io non bevo, sto creando lo spazio per mettere le banconote nelle bottiglie, visto che io non le lascio nelle banche, ma nelle cantine, dove sono protetti dall’antifurto naturale, cioè le mie ascelle. Il capitalismo ci trasforma in prodotti. Ciò che avevo l’ho trasformato in liquidi, ovvero il vino. Al tasso variabile io preferisco quello alcolico”.
Si prosegue con un grande classico del format, cioè Red Ronnie: “I minerali delle macchine hanno un’anima. Visarione, mentre guidava la Panda, un giorno ha guardato il posteriore di una Dacia. La Panda, che si chiamava Franceschina, si è accorta ed allora ha iniziato a non funzionare più, fino a quando lui è stato costretta a venderla. L’alluminio dicono sia gelosissimo, mentre il rame sembra sia permaloso”.
Si termina, come al solito, con il finto Vittorio Feltri: “Siamo in un loop degli anni ’80. Accendo la tv e c’è Canzonissima, cambio e trovo I Cesaroni. Siamo in piena era Berlusconi, anche perché in prima pagina c’è di nuovo Nicole Minetti. A Napoli ci sono le fogne linde: in Campania, visto che la spazzatura è ovunque, le fogne sono le uniche cose pulite“.


