Venerdì 29 maggio è giunta al termine l’edizione primaverile di Fratelli di Crozza e noi abbiamo seguito in diretta l’ultima puntata. L’appuntamento ha preso il via alle ore 21:35 circa su NOVE e ha come protagonista Maurizio Crozza. Al suo fianco, in qualità di autore, c’è Andrea Zalone, mentre l’accompagnamento musicale è della Simone Belfiore Band. Nella serata, il padrone di casa presenta nuove imitazioni e monologhi, con i quali sono commentati i principali fatti di attualità.
Fratelli di Crozza diretta 29 maggio, la parodia di Sergio Mattarella e Papa Leone
La diretta del 29 maggio inizia con una parodia dedicata alla discussa Ferrari Luce, nuova automobile della nota società automobilistica italiana. A parlarne ci sono i finti Sergio Mattarella e Papa Leone. Mattarella e il Pontefice dialogano della macchina, definendola un “mouse“: “Come hanno fatto a coinvolgerci come testimonial?”. Il Papa: “A me è arrivato un messaggio in cui mi si diceva di uscire di casa per salvare mio figlio. Dici che l’avrei dovuto capire prima che era una fregatura?“. Il Presidente della Repubblica, invece, afferma: “A me hanno detto che erano quelli del montascale“.
Il comico inizia il monologo: “Sandro Pertini pubblicizzava la Panda, una macchina che tutti potevano permettersi. Oggi, invece, è pubblicizzata la Luce, che si chiama così perché costa quasi quanto una bolletta dell’elettricità. L’unica cosa italiana presente in questa macchina credo sia la targa. Il nostro era un paese povero ma pieno di idee, ora non abbiamo più alcuna idea. Anche la costruzione dei bidet ci siamo fatti fregare dall’India: ma io dico, almeno fateli fare alla Francia, che almeno si abituano“.
Si parla di industria, dunque è automatica l’imitazione del Ministro del Made in Italy Adolfo Urso. Il suo intervento, come oramai da tradizione, è ricco di strafalcioni: “Io metto le maniche davanti, a me mi termano anche le veni. Noi abbiamo ingengivato le imprese, lavorando kappa 24 anche il primo di gennaro“.
La parodia di Antonio Tajani
Fratelli di Crozza del 29 maggio va avanti. Il conduttore parla di povertà: “In Italia il rischio di povertà è più alto del dato medio europeo. La Meloni ha detto che l’Europa soffoca l’economia. La sua è la crisi adolescenziale classica: si lamenta dei genitori, ma quando arriva la paghetta diventano i genitori migliori. Ha detto che è felice per i fondi del PNRR: Giorgia, ma questi soldi chi te li ha dati?“.
Crozza imita il Ministro Matteo Salvini. Il finto leader della Lega si improvvisa un mercante di frutta e verdura: “Un kg di zucchine costa sui 10 mila euro, una follia! Oggi se un tifoso del Milan vuole comprarsi uno stadio poi ci pensa un attimo se guarda un telegiornale. Questo è il primo governo che fa 34 gradi a maggio”.
Il conduttore torna al centro dello studio per un monologo: “L’Italia si sta estinguendo, dal 2008 i reparti di maternità degli ospedali si stanno trasformando in caf per le pensioni. I bambini in Italia sono 7 milioni e 200 mila, mentre i cani sono 9 milioni e i gatti addirittura 12 milioni. Oramai, in Italia, ci sono più veterinari che pediatri e i bambini, per farsi curare, devono imparare ad abbaiare. Tajani, però, ha lanciato la sua proposta: fare più figli per ridurre il numero di migranti”.
Il conduttore imita Antonio Tajani: “Noi dobbiamo fare figli italiani in grado di aggiustare le tapparelle. A noi servono i figli poracci: con sei o sette figli a famiglia noi possiamo mandare a casa coloro che chiedono le monete fuori dai supermercati e sostituirli con gli italiani. Il mio cognome deriva dal profeta dell’Islam Al-Tijani, infatti ogni tanto mi viene una irrefrenabile voglia di suonare il bongo”.
Fratelli di Crozza diretta 29 maggio, la parodia di Vincenzo De Luca
A Fratelli di Crozza del 29 maggio, Maurizio Crozza parla dei risultati delle elezioni amministrative. Per farlo si trasforma in Pierluigi Bersani: “Per la sinistra è stato un pareggio amaro, amaro come quello Del Capo, anche se è proprio il leader che manca. Abbiamo sbagliato il candidato di Venezia, la prossima volta ne scegliamo uno di destra così almeno uno di loro è sicuro che perde. Una volta i valori non erano quelli che si versavano in banca, ma gli ideali. Chi ha votato no al Referendum speravano di sentire da noi delle parole di sinistra che non sono arrivate e così questa volta hanno detto di no a noi. Perché ragazzi, non è che se stucchi i buchi alla groviera allora si trasforma in fontina”.
Si continua con Vincenzo De Luca: “Il creatore ci ha messo 6 giorni, io in 5 ho risolto tutti i problemi di Salerno. Qui non è più tempo di poesia, ma di prosa: azzardatevi a toccare le auto cari parcheggiatori abusivi e io vi stacco le braccia e le trasformo in tergicristalli. I giovani, da quando ci sono io, sono tutti eleganti come Fred Astaire e ho fatto come Mosè, ma con la spazzatura: ho diviso la plastica dal vetro“.


