Il Commissario Montalbano 2020 diretta conferenza stampa nuovi episodi


La presentazione di 'Salvo amato, Livia mia' e 'La rete di protezione', due nuovi episodi della serie del Commissario di Vigata. I primi dopo la morte di Andrea Camilleri e dello storico regista Alberto Sironi


Il Commissario Montalbano 2020 diretta conferenza stampa. Questa mattina, dalla sede Rai di Viale Mazzini, vi racconteremo in diretta la presentazione di “Salvo amato, Livia mia” e “La rete di protezione”, i nuovi episodi de Il Commissario Montalbano. L’inizio della conferenza stampa è fissato alle 12:00, con tutto il cast. Mentre la messa in onda delle due puntate è prevista per il 9 e il 16 marzo, in prima serata su Rai 1.

Il Commissario Montalbano 2020 diretta conferenza stampa nuovi episodi

Il Commissario Montalbano 2020 diretta conferenza stampa nuovi episodi

Un ritorno atteso ma del tutto particolare, quello de Il Commissario Montalbano 2020. I nuovi episodi sono i primi ad andare in onda dopo la morte dello scrittore Andrea Camilleri e dello storico regista, Alberto Sironi, scomparsi entrambi la scorsa estate. Non a caso, Luca Zingaretti firma per la prima volta anche la regia, visto che ha diretto le riprese dopo l’abbandono di Sironi.

Capiremo dalla diretta della conferenza stampa come la perdita degli insostituibili padri abbia cambiato e cambierà Il Commissario Montalbano. Finora, nessuno ha anche solo accennato al futuro della serie. Non è esclusa l’ipotesi di una chiusura, ma sarebbe una decisione forte. Al momento, da considerare improbabile.

Il primo dei nuovi episodi si intitola “Salvo amato, Livia mia” e racconta l’efferato omicidio di Agata, il cui cadavere viene ritrovato nei locali dell’archivio comunale. Agatainterpretata da Federica De Benedittis – è una vecchia amica di Livia, la compagna di Montalbano. Anche per questo, Livia sarà una protagonista della puntata.

Il secondo episodio, “La rete di protezione”, è centrato su un enigma legato ad alcuni strani filmini. Un uomo li consegna al Commissario dicendo che sono stati girati anni prima dal padre morto. Sono apparentemente insignificanti, ma l’intuito di Montalbano ricostruirà la storia torbida a cui si riferiscono.

Lo scenario delle puntate resta quello delle meraviglie di Ragusa Ibla, Scicli, Modica, Punta Secca, Sampieri e Donnalucata. Un angolo di Sicilia conosciuto in tutto il mondo grazie alle vicende del Commissariato di Vigata.

Seguiamo in diretta la conferenza stampa.

L’intervista ad Andrea Camilleri e le parole di Eleonora Andreatta Direttrice Rai Fiction 

In apertura, viene mostrato un estratto dell’intervista realizzata qualche anno fa ad Andrea Camilleri da Vincenzo Mollica: “Montalbano rappresenta l’italiano medio. Ha qualche virtù, qualche difetto, ma sostanzialmente si muove bene nella vita e buona parte degli italiani si riconoscono in lui”, dice Camilleri provando ad immaginare cosa trovi il pubblico nel suo personaggio.

Cosa apprezza lo scrittore del Commissario? “Di lui apprezzo una certa lealtà di fondo. E questa lealtà nei rapporti con gli altri fa sì che la sua lealtà primeggi su ogni altra cosa. E poi apprezzo la sua ricerca di una verità relativa, sapendo benissimo che esistono diverse verità e che esiste un risultato di indagine che non sempre combacia con il risultato giudiziario”.

Parole di elogio anche nei confronti del compianto regista Alberto Sironi, che secondo lui ha realizzato una trasposizione che ha colto ed esaltato le cose migliori dei romanzi.

Le prime parole sono quelle della Direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta: “Accompagnare Montalbano alla messa in onda è un grande evento, una festa popolare che si rinnova dal 1999. Una festa che ha al suo centro un personaggio che è diventato il personaggio principe della fiction Rai, un testimonial della Rai stessa e del servizio pubblico. Da quando Montalbano è arrivato sugli schermi, la qualità della fiction si misura rispetto a lui, ha fatto da spartiacque.

La coerenza del personaggio, il suo senso di giustizia, il fatto di affondare le mani nelle brutture del mondo con coerenza e capacità di giudizio hanno siglato un patto con il pubblico. Montalbano ormai è una persona più che un personaggio.

Montalbano si gira in modo artigianale dal 1999 e Luca Zingaretti ha preso le redini di questa famiglia quando è stato necessario. Lo voglio ringraziare per questo”.

Interviene Stefano Coletta, Direttore di Rai 1

Stefano Coletta, Direttore di Rai 1: “Quando torna Montalbano è una festa aziendale e del Paese. Per me è un grande onore, oltre che una gioia, poter tenere a battesimo questa serie dopo Sanremo e l’Amica geniale. Credo che quando si parla di Montalbano molte parole siano inutili, per la Rai ha rappresentato il prodotto televisivo più straordinario che l’azienda abbia costruito nel tempo. Lamentiamo sempre l’assenza dei giovani davanti la tv, invece Montalbano è un coagulo fortunato e non casuale. Dalla scrittura alla traslazione in fiction, ha un tirante che nel tempo cresce sempre di più. Quando lo guardo mi immergo in un mondo senza spazio e senza tempo.

Racchiude un codice valoriale profondo che non ammette ambivalenze. Ai nostri tempi è importante avere dei riferimenti e trovarlo in Montalbano è un gran privilegio”.

Carlo Degli Esposti, della casa produttrice Palomar: “Noi lavoriamo la linfa che ci ha fornito Andrea Camilleri. Sono venti anni che lo facciamo, anche se sembra ieri. L’inizio dell’estate è stato traumatico, ma ce la siamo cavata grazie alla generosità di Luca Zingaretti. Sono ancora adesso giorni di assenza e di vuoto, perché Camilleri era una costante delle mie settimane. Ci confrontavamo costantemente e ne ricevevo linfa e consigli.

Mi sono ricordato che in una delle prime proiezioni, mi disse ‘Certo che è bello avere Montalbano in televisione, ma quanto sarebbe bello vederlo grande’. Per questo, abbiamo deciso di proiettarlo nei cinema il 24, 25 e 26 febbraio. Il passaggio dalla televisione al cinema è la chiave per capire come si evolverà il prodotto nei prossimi anni e un grande regalo agli affezionati.

Ci siamo posti il problema degli incassi con la Rai: abbiamo deciso che andranno in beneficenza all’Istituto Spallanzani e alla ONLUS di sostegno al reparto di Ematologia dell’Ospedale Sant’Andrea”.

Il Commissario Montalbano 2020 diretta conferenza stampaParla Luca Zingaretti

Luca Zingaretti: “Questo è il primo anno che dolorosamente ci trorviamo qui senza il nostro padre letterario e senza un altro grande amico che era Alberto Sironi. Oltre ad essere amico è stato complice, compagno, abbiamo risolto tanti problemi e combattuto battaglie. Ha trasformato un materiale eccezionale come quello di Camilleri in un caso unico. Avere del materiale ottimo è una condizione necessaria ma non sufficiente per raggiungere certi risultati. Se la serie di Montalbano ha avuto una trasposizione così di successo, lo dobbiamo al lavoro di Alberto. Era un uomo di buone letture e buono. Era capoccione, ne combinava di ogni, ma era incapace di provare rancore.

Voglio ricordare che se n’è andato anche Luciano Ricceri che aveva quasi imposto di girare Montalbano in quei posti della Sicilia ed ha avuto enormemente ragione. Vorrei che li festeggiassimo, perché hanno voluto vivere la loro vita appieno fino alla fine. Vorrei che li festeggiassimo con canti, balli, facendo festa, nel modo in cui loro vorrebbero.

Affrontare la regia è stata un’esperienza bella tanto quanto dolorosa. Ho cercato non di fare la mia regia, perché in una  situazione del genere devi solo cercare di capire cosa avrebbe fatto chi ti ha preceduto. Se posso permettermi, di mio c’è una melanconica dolcezza, che è un po’ lo spirito con cui ho fatto questo lavoro.

Voglio ringraziare tutti i miei colleghi, perché io ho preso in mano il pallino della situazione ma ho detto loro: ‘Se non mi aiutate io non ce la faccio’. È stata un’mpresa ciclopica, ma non ero mai stanco perché sentivo la repsponsabilità. Mi fa piacere pensare a questa esperienza in cui Alberto mi ha passato il testimone, come se mi avesse chiesto il cambio alla guida dandomi tutta la fiducia”.

Il Commissario Montalbano 2020 diretta conferenza stampa – Le parole di Sonia Bergamasco e Peppino Mazzotta

Sonia Bergamasco, interprete di Livia, la compagna di Montalbano: “Andrea Camilleri ha disegnato un maschile e un femminile che si amano con intensità, forse in una maniera aggiornata ai tempi. Questa figura femminile – forse anche idealizzata – poteva essere la possibilità di completare un affresco che stava dipingendo un’Italia del sud da lui amata”.

Peppino Mazzotta: “Mi è molto complicato, questa votla, chiacchierare di Montalbano. Ero molto giovane quando sono approdato alla serie e quelli che erano i papà della serie lo sono diventati anche per me. Alberto mi ha insegnato tanto di quelle cose professionali e umane che il fatto di non averlo più come punto di riferimento è difficile da digerire.

Sono d’accordo con Luca, il sorriso e il disincanto sono le cose che farebbero piacere ad Alberto e Andrea”.

L’intervento degli sceneggiatori Francesco Bruni e Salvatore De Mola

Francesco Bruni: “Mi ha commosso tantissimo il fatto che Camilleri mi abbia indicato come suo degno continuatore del lavoro su Montabano. La mancanza affettiva è grande, è come aver perso un padre. Ci mancheranno i momenti in cui andavamo da lui a recitare le sceneggiature e vederlo ascoltare ad occhi chiusi”.

Salvatore De Mola: “Il lavoro fatto su ‘Salvo amato, Livia mia’ è stato molto grande. Abbiamo unito due racconti: uno epistolare, ‘Salvo amato, Livia mia’,  con ‘Il vecchio ladro’. La cosa complicata è stata trasformare il racconto epistolare – che vedeva Montalbano risolvere il caso a distanza – in qualcosa di nuovo, portando tutto a Vigata e dandogli una nuova struttura”.

Domande dei giornalisti

Luca Zingaretti, Camilleri disse che Montalbano l’aveva stufato. Lei anche, ad un certo punto, aveva lasciato. Ora ha preso in mano la regia, come ha preso il doppio ruolo? Ci saranno altri episodi?

Luca Zingaretti: “Decisi di abbandonare più per un problema di strategia, che per altro. Pensavo che bisognasse uscire tra gli applausi. Passai e passammo un paio d’anni senza girare ma a tutti mancava e decidemmo di tornare sul set. Una scommessa vinta, visto che gli applausi sono aumentati.

Ora il problema è che l’autore, il regista e un altro pilastro come Luciano Ricceri non ci sono più. Con la Rai abbiamo scelto di girare tre episodi la scorsa estate, ma ne verranno mandati in onda due, così ne possiamo mandare in onda un altro il prossimo anno. Io voglio innanzitutto celebrare questi due episodi, salutare i nostri eroi e poi riflettere, vedere se è il caso di finirla qua oppure continuare e chiudere in bellezza con l’ultimo romanzo nella cassaforte di Sellerio, ‘Il cuoco dell’alcione’. Non so, dobbbiamo vedere se andare avanti. Per quanto mi riguarda, voglio elaborare il lutto e vedere se ha senso o meno”.

Nel primo episodio ci sono due casi di omosessualità. Il tema era già stato affrontato?

Zingaretti: “Il tema era stato affrontato. Anche se uno dei due casi è di pedofilia, non di omosessualità e la tratta di bambini era già stata affrontata”.

Come si è avvicinato Luca Zingaretti al Commissario Montalbano

Dal punto di vista letterario, le è capitato di leggere qualcosa e di volerlo interpretare? C’è qualcosa che ha scritto Camilleri con cui si vorrebbe cimentare? Mai successo che Camilleri le dicesse di scrivere di Montalbano pensando direttamente a lei?

Luca Zingaretti: “Non me l’ha mai detto.  Venti anni fa, quando gli dissi di non averlo chiamato prima del provino per non influenzarlo – Zingaretti ha studiato nell’Accademia di Camilleri – lui mi disse che non aveva pensato a me ma era sicuro avrei fatto un buon lavoro. Lui avrebbe voluto un Montalbano più somigliante a quello che aveva immaginato, quindi capellone e con i baffi, però era talmente tanta la sua gentilezza che diceva e non diceva.

Appena vennero pubblicati i romanzi di Montalbano, mi accorsi che era un personaggio fantastico. Volevo comprare i diritti e farne una serie, ma ero sconosciuto e non avevo soldi. Quando venni a sapere delle selezioni da parte della Palomar, chiesi alla mia agente di poter fare un provino. Non ero un nome, ero molto diverso dall’attore che cercavano e all’epoca era complicato costruire tutto su un attore non famoso. Il coraggio di Carlo Degli Esposti fu enorme”.

La fiction è un prodotto strategico per Rai e Palomar. Avete un ‘piano b’ senza Zingaretti?

Carlo Degli Esposti: “Non faccio mai dei programmi, ma faccio scelte nelle situazioni e vedremo cosa succederà. Però sono convinto che Montalbano sarà eterno”.

L’assenza di special guest nei nuovi episodi

Mancano special guest e i siparietti con la Procura. Perché?

Eleonora Andreatta: “In realtà, Montalbano si caratterizza da sempre per l’alternanza di grandi attori con altri meno conosciuti. Proprio la struttura del racconto ci ha fatto optare per una scelta di bravissimi attori che lavorano in maniera corale e su più registri”.

I rapporti con la Procura Camilleri li ha usati sempre con una certa parsimonia e nel tempo gli spazi si sono sempre ristretti quindi abbiamo seguito il suo percorso”.

Come si è trovato Zingaretti a dirigere sé stesso?

Luca Zingaretti: “Trovo che Zingaretti sia un attore decisamente più che straordinario” (ride, ndr).

Il Commissario Montalbano 2020 diretta conferenza stampa finisce qui.



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