Spot in tv: il bambino di Seat Arona


Uno spot martellante, trasmesso a ripetizione dallo scorso dicembre, mese in cui è stato lanciato.


Per promuovere la Seat Arona è stato scelto uno spot dal ritmo incalzante, sostenuto da una colonna sonora che ne sottolinea l’insistenza. Una campagna pubblicitaria che, nel momento in cui  ha fatto la sua comparsa, ha suscitato anche alcune polemiche in rete.

Messaggio dello spot è quello di essere liberi: seguire i propri desideri e comportarsi di conseguenza, indipendentemente dai giudizi delle persone che ci circondano. Un invito a fare di testa propria, senza seguire le regole imposte dalla società.
Lo spot si struttura secondo uno schema preciso: quello che sostiene qualcuno, il pensiero opposto di qualcun altro e, infine, il pensiero dell’io narrante. Quest’ultimo naturalmente, è una terza via rispetto alle due precedenti. E per catturare l’attenzione dello spettatore, si parte da un ambito che nulla ha a che vedere con un’auto.
“Papà dice preservativo, mamma dice pillola…io dico: sorpresa!”: così si apre lo spot, mostrando sullo schermo le immagini, rispettivamente, una cascata di preservativi colorati, pillole anticoncezionali che spariscono dalla confezione e, infine, un bambino sorridente nella culla.
È questo il passaggio che ha suscitato perplessità, in quanto visto da alcuni come una tesi antiabortista o, comunque, contraria alla contraccezione.
In realtà, ad un’analisi più ampia, è chiaro che lo spot voglia segnare vari momenti di vita. Insomma, si comincia sin dalla nascita a fare di testa propria.
Lo spot infatti prosegue aprendosi ad altri contesti: “il punk dice: anarchia, il pop dice: muoviti”, e compare un ballerino su una pista da ballo, imitando uno dei celebri passi di Michael Jackson. Ancora: “io dico: libertà”, mentre una ragazza corre verso il mare spogliandosi della maglietta. Infine, ecco tante bocche una di fianco all’ altra: “Lui dice: questo, lei dice: quello. Io dico: Arona”. Compare così la macchina, scelta rossa fiammante come una delle tante bocche della schermata precedente,
La Seat Arona esce da un garage per poi sfrecciare in strada e tra la natura. A conclusione, il claim: “Fai di testa tua”.

L’auto viene identificata con il pensiero indipendente, rendendo l’oggetto come portatore di valori legati alla contemporaneità. Ma a fare la differenza, qui sono sicuramente i primi secondi: suscitando un po’ di indignazione gratuita, lasciando intuire che lo spot sia riferito a ben altro argomento, il telespettatore è conquistato. A ciò si aggiunga il ritmo, atto a rendere la frenesia del nostro quotidiano dove, una sull’ altra, si affastellano le opinioni.



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