Questa sera su Cine34 va in onda in prima visione tv Il delitto Matteotti, film storico e drammatico del 1973 diretto da Florestano Vancini. La pellicola ricostruisce uno dei passaggi più drammatici della storia italiana del Novecento: il rapimento e l’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti.
Il film racconta i giorni successivi al discorso pronunciato da Matteotti alla Camera dei deputati il 30 maggio 1924, quando denunciò le violenze e le irregolarità delle elezioni vinte dal Partito Nazionale Fascista. Da quel momento, il deputato diventa un bersaglio politico e la sua scomparsa apre una crisi destinata a segnare l’avvento definitivo della dittatura fascista.
Regia, produzione e protagonisti del film “Il delitto Matteotti”
Il delitto Matteotti è diretto da Florestano Vancini, regista che costruisce il film con uno stile rigoroso, vicino alla ricostruzione storica e al cinema d’inchiesta. Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Florestano Vancini e Lucio Battistrada, mentre la produzione è di Claudia Cinematografica.
Il protagonista è Giacomo Matteotti, interpretato da Franco Nero, deputato socialista che sfida apertamente il governo fascista denunciando brogli, intimidazioni e violenze. Accanto a lui, Mario Adorf interpreta Benito Mussolini, figura centrale del potere politico che cerca di contenere lo scandalo e proteggere il regime nascente.
Nel cast figurano anche Vittorio De Sica nel ruolo del magistrato Mauro Del Giudice, Umberto Orsini nel ruolo di Amerigo Dumini, Gastone Moschin nel ruolo di Filippo Turati, Riccardo Cucciolla nel ruolo di Antonio Gramsci e Damiano Damiani nel ruolo di Giovanni Amendola.
La vicenda è ambientata soprattutto a Roma, cuore politico dell’Italia del 1924. Il film segue il clima di tensione che si crea tra Parlamento, governo, stampa, opposizioni e apparati dello Stato dopo la scomparsa di Matteotti.
Dove è stato girato?
Il delitto Matteotti è stato girato principalmente a Roma, città fondamentale per la ricostruzione degli eventi storici raccontati nel film. La capitale diventa il centro del racconto perché qui si muovono Giacomo Matteotti, Benito Mussolini, i parlamentari dell’opposizione, i magistrati e gli uomini legati all’apparato fascista.
Tra le location riconoscibili figurano diversi luoghi romani usati per ricreare gli ambienti politici e istituzionali dell’epoca. Una delle location segnalate è Villa Altieri, all’interno della Tenuta Mezzaroma, in Via Tiberina 617 a Roma, utilizzata per alcune sequenze legate agli ambienti del potere.
L’ambientazione romana è essenziale perché restituisce il clima soffocante dell’Italia del 1924: palazzi istituzionali, strade, uffici, redazioni e luoghi privati diventano lo scenario di una crisi politica sempre più grave. La regia di Florestano Vancini sceglie un taglio asciutto e documentaristico, facendo della città non solo uno sfondo, ma il luogo in cui prende forma la trasformazione dello Stato liberale in regime autoritario.
Trama del film “Il delitto Matteotti”
La trama di Il delitto Matteotti si apre a Roma, nel 1924. Il deputato socialista Giacomo Matteotti pronuncia alla Camera dei deputati un discorso durissimo contro il governo fascista. Nel suo intervento denuncia le violenze, le intimidazioni e le irregolarità che hanno segnato le elezioni politiche vinte dal Partito Nazionale Fascista.
Le sue parole provocano una forte reazione nell’opinione pubblica e mettono in difficoltà Benito Mussolini. Il regime teme che le accuse di Matteotti possano alimentare una mobilitazione popolare e rafforzare le opposizioni. Pochi giorni dopo, il deputato viene sequestrato da un gruppo di squadristi guidato da Amerigo Dumini.
La scomparsa di Matteotti scatena una crisi politica. L’automobile usata per il rapimento viene ritrovata con evidenti tracce di violenza, mentre l’opinione pubblica inizia a comprendere la natura politica del delitto. Le opposizioni cercano di reagire, ma si trovano davanti a un potere sempre più aggressivo e capace di controllare stampa, istituzioni e apparati dello Stato.
Il magistrato Mauro Del Giudice avvia le indagini, affiancato da Umberto Tancredi, ma il percorso verso la verità è ostacolato da pressioni, depistaggi e protezioni politiche. Intanto emergono le voci di Filippo Turati, Antonio Gramsci, Giovanni Amendola, Piero Gobetti e degli altri oppositori del fascismo, mentre il regime stringe la presa sul Paese.
Il film segue così la trasformazione del caso Matteotti da fatto di cronaca a svolta storica. Il delitto non riguarda soltanto l’eliminazione di un avversario politico, ma diventa il simbolo della fine delle garanzie democratiche e dell’inizio della dittatura.
Spoiler finale
Nel finale di Il delitto Matteotti, il corpo di Giacomo Matteotti viene ritrovato dopo settimane di ricerche e sospetti. La verità sull’assassinio appare ormai evidente: il deputato socialista è stato rapito e ucciso da uomini legati all’ambiente fascista, dopo aver denunciato pubblicamente le violenze del regime.
Le indagini del magistrato Mauro Del Giudice cercano di arrivare alle responsabilità più alte, ma il sistema politico si chiude progressivamente a difesa di Benito Mussolini. Le opposizioni scelgono la via dell’Aventino, abbandonando i lavori parlamentari in segno di protesta, ma questa scelta non riesce a fermare l’avanzata del fascismo.
Il momento decisivo arriva con il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925. Di fronte alla Camera, il capo del governo si assume la responsabilità politica, morale e storica di quanto accaduto, trasformando la crisi in un atto di forza. Da quel passaggio nasce ufficialmente la svolta autoritaria del regime.
Il finale del film è amaro e senza consolazione. Matteotti muore come simbolo di libertà e opposizione democratica, mentre il fascismo consolida il proprio potere. Il delitto Matteotti si chiude quindi non solo come la ricostruzione di un omicidio politico, ma come il racconto del momento in cui l’Italia precipita verso la dittatura.
Cast completo del film “Il delitto Matteotti”
Il cast di Il delitto Matteotti riunisce alcuni tra i più importanti interpreti del cinema italiano ed europeo degli anni Settanta. I personaggi rappresentano figure storiche centrali della crisi politica nata dopo il rapimento e l’uccisione di Giacomo Matteotti.
- Franco Nero: on. Giacomo Matteotti
- Mario Adorf: Benito Mussolini
- Umberto Orsini: Amerigo Dumini
- Vittorio De Sica: Mauro Del Giudice
- Renzo Montagnani: Umberto Tancredi
- Gianni Solaro: Procuratore Generale Vincenzo Crisafulli
- Gastone Moschin: on. Filippo Turati
- Riccardo Cucciolla: on. Antonio Gramsci
- Damiano Damiani: on. Giovanni Amendola
- José Quaglio: questore Bertini
- Piero Gerlini: Giuseppe Emanuele Modigliani
- Stefano Oppedisano: Piero Gobetti
- Manuela Kustermann: Ada Gobetti
- Giulio Girola: Vittorio Emanuele III
- Cesare Barbetti: Cesare Rossi
- Pietro Biondi: Filippo Filippelli
- Mario Maffei: Emilio De Bono
- Max Dorian: Roberto Farinacci
- Maurizio Arena: compagno Romolo
- Michele Malaspina: il cardinale Gasparri
- Gino Santercole: un camerata fascista
- Antonio La Raina: il presidente della Camera
- Luciano Bonanni: un parlamentare fascista
- Renato Montalbano: on. Suardo


