È la morte di Paola Clemente, bracciante agricola di soli 49 anni, la storia al centro della prima puntata stagionale di Cose Nostre. La trasmissione giunge, quest’anno, alla decima edizione.
Cose Nostre prima puntata, la conduzione affidata a Emilia Brandi
Al timone di Cose Nostre, anche nella nuova edizione al via il 18 maggio dalle 23.55 circa, torna Emilia Brandi. La giornalista, che del programma è anche l’ideatrice, è la padrona di casa sin dal debutto del format, avvenuto nel gennaio del 2016.
Gli appuntamenti, visibili su Rai 1 nella seconda serata del lunedì e in streaming e on demand su RaiPlay, sono dedicati alle storie degli uomini e delle donne che si sono opposti alla violenza cieca delle criminalità organizzate, pagando un prezzo molto alto senza mai smettere di fare il proprio dovere.
Cose Nostre prima puntata, la morte di Paola Clemente
La prima puntata di Cose Nostre riporta l’attenzione al 13 luglio del 2015. Oramai undici anni fa, nelle campagne di Andria, in Puglia, ha perso la vita Paola Clemente, una bracciante agricola. La donna aveva solamente 49 anni ed è morta mentre era intenta a raccoglie l’uva sotto un telone di plastica, in una mattina di una torrida estate.
Paola, così come tante donne e uomini che facevano lo stesso suo lavoro, si svegliava ogni notte alle ore 02:30 per essere sin dalle prime ore della giornata nei campi. Qui svolgeva un lavoro massacrante, per il quale non veniva pagata neanche 3 euro l’ora.
La morte di Paola Clemente, come ricorda Cose Nostre, ha squarciato il velo su una forma di sfruttamento economico che si basa ancora oggi sul caporalato.
La legge 199 intitolata a Paola Clemente
Cose Nostre di lunedì 18 maggio ricostruisce nel dettaglio le drammatiche ore nelle quali si è consumata la tragedia. Paola Clemente era addetta all’acinellatura dell’uva da tavola. Un’attività decisamente molto faticosa, che la obbligava ad una postura innaturale per ore con le braccia alzate.
Ancora oggi, nelle campagne pugliesi e non solo, sono migliaia le donne e gli immigrati che vengono sfruttati per compiere questa tipologia di lavoro, senza contratto o con buste paghe irregolari. Il fenomeno del caporalato è ancora molto diffuso, nonostante l’Italia abbia una delle normative più avanzate in Europa in tema di sfruttamento sul lavoro. La legge di riferimento è la n° 199, introdotta dopo la morte di Paola Clemente e che porta il suo nome. La norma ha ampliato la definizione di sfruttamento e introdotto pene più dure.

