Vanessa Gravina è Adelaide di Sant’Erasmo
Quale sfumatura di Adelaide ama raccontare maggiormente?
«Sono talmente tante le sfumature di questa Contessa che non si contano. Quanto tempo abbiamo? Un’infinità.»
«Sicuramente c’è l’aspetto della solitudine di questa donna, che vive, racconta e mette in mostra un tempo che non c’è più, ma che racchiude ancora dei valori fondamentali e, se vogliamo, anche di una modernità incredibile.»
«Quello che amo è raccontare soprattutto la solitudine, ma anche lo stupore che la rende così simpatica ed esilarante persino nel suo dolore. Adelaide è una donna di rara simpatia. Quando parte con una battuta diventa travolgente, anche per me che la frequento da diversi anni.»
«La condizione alienata di questa Contessa è l’aspetto più interessante e anche quello più umano. L’apparenza è estremamente snob, ma quello è soprattutto l’aspetto formale. La parte vera e autentica della Contessa mi fa molta tenerezza. Da questa tenerezza, poi, arriva quello humour che per me è veramente un nutrimento.»
Qual è il segreto del rapporto tra Adelaide e Umberto?
«Credo che risieda anche nella loro diversità. Adelaide è una donna passionale, sanguigna e romantica. È una Medea: l’abbiamo vista distruggere una stanza con la forza di una divinità greca ferita. È quasi un’aliena, un’Avenger.»
«Dall’altra parte c’è la razionalità di Umberto e tutto il suo pragmatismo economico. Sono due estremi che, però, rappresentano una parte fondante l’uno dell’altra.»
«Sono persone che hanno attraversato lutti, intemperie e minacce per tutta la vita. Credo che proprio in questa diversità risieda la loro forza, perché alla fine si vogliono un bene incredibile.»
«Sono due persone molto navigate e anche lo stesso Umberto Guarnieri possiede un umorismo straordinario. Insieme formano una bellissima coppia in crime.»
C’è una qualità della Contessa che sente vicina al proprio carattere?
«Adelaide è una donna anche molto ansiosa, che ha la necessità di tenere tutto sotto controllo. Questo bisogno di controllo spesso mi avvicina a lei.»
«Ci avvicina anche questa condizione di alienazione della quale parlavo prima. Io ho accolto i social e ho cominciato a usarli per evitare che qualcun altro mi rubasse l’identità, perché era già accaduto. Sono assolutamente favorevole ai social, però ritengo anche che alcuni valori della vita e alcune parti di sé debbano essere preservati.»
«Questa è una cosa che mi avvicina molto alla Contessa, che poi si ritira nel proprio mondo e lì sta bene. Anch’io sto molto bene nel mio mondo e rivendico una mia condizione di solitudine, che mi avvicina a lei.»
«Parliamo entrambe francese. Sono nata e ho vissuto per vent’anni a Milano, quindi conosco alcuni modi di pensare di Adelaide che appartengono anche un po’ al mio background. Anche questo mi avvicina a lei.»
«In alcune cose, però, non la sopporto. È capace di dire delle cose incredibili ed è molto granitica sul concetto di famiglia. In alcune situazioni è, come direbbe lei, un po’ ostica. L’amore dovrebbe essere più morbido e avere più mezzi toni. La Contessa, invece, è un po’ bianco o nero.»
La Contessa ha mai provato nostalgia per Marcello?
«La Contessa è una donna che risorge sempre dalle proprie ceneri. Se mi respingi una volta, mi respingi due volte, alla terza sono io a dire: “Va bene così”. Meglio perdere che continuare a provare.»
Con quale aggettivo descriverebbe la nuova stagione?
«Sognante.»
Quali sono i suoi prossimi progetti?
«Intanto andare in vacanza. Un po’ di distacco ci vuole. Poi riprenderemo una tournée teatrale e torneremo con Uomo, bestia e virtù di Pirandello nella seconda parte della stagione.»
«In autunno uscirà anche un film che ho girato in primavera, con Antonio Catania, dal titolo Il riflesso della bellezza, con il mio compagno anche come partner in crime. Poi vacanza. Pregate per me!»