Mirko Lorusso è Johnny Pastore
Quale aspetto di Johnny l’ha incuriosita maggiormente?
«L’amore per la libertà. O meglio, il rifiuto di certe convenzioni. Questo mi ha colpito, nel senso che è una cosa che condivido con Johnny: rifiutare quelle cose che devono essere fatte in un determinato modo soltanto perché lo ha deciso qualcuno, senza una reale ragione.»
Come è stato inserirsi in un cast così affiatato?
«Io sono entrato lo scorso anno. Tra l’altro è curioso, perché tutti i nuovi attori mi chiedono: “Tu da quanto tempo sei qui?”. E io rispondo: “Dallo scorso anno, soltanto da un anno”. Il cast e gli altri attori sono aperti e inclusivi. Quando arriva una persona nuova la accolgono, anzi, adesso posso dire che l’accogliamo immediatamente.»
Cosa può anticiparci sul percorso di Johnny?
«Ci sarà sempre il rapporto con Irene, che sarà centrale per Johnny. Ci sarà un nuovo lavoro, ci sarà una vecchia passione che prenderà più spazio e acquisirà nuovi significati. Poi ci saranno tutte le nuove proteste. Lo scorso anno c’era la guerra del Vietnam, quest’anno continua e ci sono anche le rivolte studentesche. Il 1968 apre tutta una nuova serie di spiragli.»
Un aggettivo per descrivere la nuova stagione?
«Piena. Piena di eventi, piena di accadimenti e di storie.»